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Rachele Salvini ci consegna una storia sul riscatto delle vittime e su una crescita personale che non conosce tempo né età, un romanzo che dal cuore degli Stati Uniti parla alle donne spezzate di ogni angolo del mondo.
«C’è un puma ad Agra»
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La lunga permanenza (militanza, mi vien da dire, visto che ha studiato e insegna scrittura creativa) all'estero permette a Salvini un punto di vista privilegiato su realtà non italiane: se in 𝑁𝐵𝐷 ci raccontava di Londra e della sua scena musicale, qui ci porta nell'Oklahoma rurale con la storia di Zelda. Vedova di Tom, brillante chirurgo con diversi tratti problematici tra cui l'alcolismo, le mani pesanti e la passione per sparare agli animali, Zelda è anche mamma di Gareth, che suo padre ha lavorato duro per rendere la propria fotocopia. Zelda ha sofferto per anni di abusi e violenze da parte del marito ed è ora costantemente sminuita dal figlio. Quest'angoscia di non riuscire a tenere in piedi una famiglia e una vita perché costantemente schiacciata dal compagno della vita medesima, ci ricorda molto quella di Helen Huntingdon nel 𝑇𝑒𝑛𝑎𝑛𝑡 𝑜𝑓 𝑊𝑖𝑙𝑑𝑓𝑒𝑙𝑙 𝐻𝑎𝑙𝑙 di Anne Brontë. Dovunque Zelda si volti, l'Oklahoma le restituisce segni di vite come la sua: Maylynn, perseguitata dall'ex marito violento; Rosa, che si è trovata un figlio suicida; Allison, sua ex nuora, cui Gareth impedisce sistematicamente di vedere la figlia Grace. Questa violenza endemica, quasi un demone che possiede un'intera comunità, trova il suo correlativo oggettivo nel puma che a inizio romanzo gira a piede libero per i boschi di Agra, e se non stai attento ti sbrana il gatto in giardino. Zelda e le donne di questo romanzo campano così: chiuse in casa, o nell'intimo dei propri sentimenti, temendo una violenza predatoria che in qualunque momento potrebbe abbattersi su di loro. Ma questo romanzo non è il romanzo della passione di Zelda; bensì della sua lenta resurrezione. O se preferite, del suo riappropriarsi di spazi da sempre a lei negati. Salvini ci regala il ritratto di una donna che, come Enid Lambert in 𝑇ℎ𝑒 𝐶𝑜𝑟𝑟𝑒𝑐𝑡𝑖𝑜𝑛𝑠, non rinuncia a cercare una vita migliore solo perché ne ha vissuto già gran parte.
La storia particolare di Zelda parla in realtà a tutte le donne. La violenza maschile nelle sue forme più sottili. Brevissimo e dritto al cuore.
Breve, ma intenso.
Recensioni
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