Categorie

Georges Simenon

Traduttore: L. Frausin Guarino
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2015
Pagine: 167 p. , Brossura

49 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Gialli - Gialli classici

  • EAN: 9788845929588

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    rosanna robbiano

    07/04/2016 16.03.32

    Ancora un magistrale esempio di viaggio alla scoperta di vite perdute, di uomini che saltano il fosso e commettono atti che distruggono, oltre a quella altrui, anche la loro vita. Da leggere anche questo.

  • User Icon

    Il libraio di Treviso

    23/11/2015 17.55.42

    La paura dell'assassino e quella di chi anche involontariamente lo protegge: un giallo che è fine romanzo psicologico sui dissonanti sentimenti che ruotano attorno al tema della colpa.

  • User Icon

    Il libraio di Treviso

    24/09/2015 12.57.16

    La paura dell'assassino e quella di chi anche involontariamente lo protegge: un giallo che è fine romanzo psicologico sui dissonanti sentimenti che ruotano attorno al tema della colpa.

  • User Icon

    fabio

    28/06/2015 18.24.04

    Questo è stato il novantanovesimo romanzo di Simenon, compresa la gran parte dei Maigret, e devo constatare che davvero non sbaglia un romanzo. In questo, lungo quel tanto che serve, costruisce un'atmosfera soffocante fino alla fine, con grande capacità e giusta lentezza. Il protagonista, poi, è il tipico personaggio di Simenon che agisce come se il suo destino lo guidasse verso una direzione inevitabile. Se non avesse inventato Maigret il nobel non gli sarebbe mancato. Peccato.

  • User Icon

    claudio

    21/05/2015 15.07.47

    Ennesimo grande libro di Simenon e altrettanto indimenticabile il personaggio della signora Baron. Affittacamere a Charleroi per arrotondare lo stipendio del marito, ferroviere, ha un figlia che l'aiuta in casa e un'altra che fa l'entraineuse a Bruxelles. Questa conosce un giovane turco, di famiglia benestante, che si macchia di un assurdo delitto, uccidendo per rapina un facoltoso olandese. Le banconote rubate erano schedate, per cui si ritrova subito nei guai. Lo aiuta l'entraineuse, che gli consiglia di nascondersi in casa dei genitori, come pensionante, assieme a tre giovani studenti, poveri in canna. E qui esce il grande personaggio della signora Baron, protagonista fino all'ultima riga del romanzo.

  • User Icon

    AdrianaT.

    21/05/2015 09.11.16

    "Se piove scrivo che piove, non che le nuvole piangono" - diceva Simenon. D'altronde se si vendono 600 milioni di copie, non è un caso; se piace questo stile è fatta, ce n'è da leggere per i prossimi x anni, e a me piace. Non entusiasmante come 'Lettera al mio giudice' e 'Tre camere a Manhattan', ma sono solo, felicemente, all'inizio, perché so che sarà un'ottima futura e durevole compagnia.

  • User Icon

    Guido

    12/05/2015 20.43.38

    Simenon si conferma un grande scrittore. La storia in sé non è granché, ma la capacità di descrivere ambienti, atmosfere e personaggi è sempre eccelsa.

  • User Icon

    adriana

    11/03/2015 14.13.49

    Incredibile come Simenon non sbagli un libro. Anche questo ti prende, ti coinvolge, ti rapisce letteralmente. Anche senza far dire o fare grandi cose ai protagonisti. E' l'atmosfera che sa creare, come descrive luoghi e personaggi. Mi è sembrato di essere anch'io fra loro seduta in quella cucina descritta in modo talmente mirabile da farne sentire persino gli odori. Grandissimo

  • User Icon

    mario

    19/02/2015 10.47.23

    Cosa piace dei romanzi di Simenon ?? Piace una atmosfera noir che avvince dall'inizio alla fine. Piace la descrizione dei particolari. Simenon il più grande scrittore del 1900 , il più grande scrittore francese. Ed era Belga.

  • User Icon

    luciano

    03/02/2015 22.03.11

    In questo racconto, ambientato a Bruxelles, Simenon delinea un personaggio indimenticabile: la signora Baron. E' una affittacamere e presso di lei trova rifugio il disgraziato Elie Nagér. La signora Baron è sempre indaffarata e operosa: lava i pavimenti, ricarica la stufa, prepara la minestra, pela patate, lucida i rami e ascolta rapita i racconti di Elie che parla della sua Istanbul e della sua famiglia che là abita. La signora Baron si comporta con il pensionante come se fosse una madre, lo cura dal suo raffreddore con grog bollente e due aspirine, gli prepara le costolette, le verdure e una deliziosa cremina. E' affettuosa, premurosa, accogliente ed Elie presso di lei trova riposo, quiete e lenisce le sue ferite, le sue angosce e i suoi rimorsi. La signora Baron non abbandona Elie neanche quando conosce il suo lato oscuro e gli sarà fedele sino alla fine. Il racconto è bellissimo. Simenon non delude mai.

Vedi tutte le 10 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione