Traduttore: L. Frausin Guarino
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 29 gennaio 2015
Pagine: 167 p., Brossura
  • EAN: 9788845929588

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Descrizione
Élie Nagéar non sapeva neanche come si chiamasse l’uomo che ha ucciso a colpi di chiave inglese sul treno Bruxelles-Parigi. Sapeva solo che era olandese: Sylvie, l’entraîneuse che è diventata la sua amante da quando si sono incontrati sul piroscafo che da Istanbul li riportava in Europa, lo aveva soprannominato Van der Coso. Una cosa però la sapeva: che l’uomo portava con sé dieci mazzette gonfie di banconote. E sarà Sylvie a decidere dove andrà a nascondersi Élie: nella pensione per studenti tenuta da sua madre a Charleroi. Ma che cosa accadrà quando qualcuno dei pensionanti comincerà a sospettare che l’assassino di cui parlano i giornali è proprio lui? O quando la polizia deciderà di pedinare Sylvie?

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Recensioni dei clienti

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    Roberto de Rubertis

    10/06/2018 14:00:00

    Si addice a chi voglia leggere la prosa polimorfa, da racconto a racconto, di Simenon.Ma non è un giallo nel vero senso della parola in quanto è una scontata ricerca dell'autore di un assassinio che già avviene all'inizio.Molto lontano dalla classe del Polarlis

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    Roberto de Rubertis

    07/06/2018 14:55:23

    Bel libro singolare la trattazione

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    Renzo Montagnoli

    11/01/2018 08:25:02

    Elie Nagear, un trentacinquenne di origine turca, arriva a Bruxelles con la speranza di far fortuna, ma gli affari non vanno bene. E’ accompagnato da Sylvie, che fa l’entraineuse, ma fra i due non c’è amore, solo tolleranza. Bisognoso di denaro, nel corso di un viaggio notturno in treno da Bruxelles a Parigi uccide barbaramente un olandese, derubandolo di una ingente somma in franchi francesi. Per mettersi al sicuro, accetta il consiglio di Sylvie e si nasconde in una pensioncina familiare di Charleroi, gestita dalla madre della donna. Questo, in breve, è l’antefatto, necessario per costituire il presupposto indispensabile per narrare una storia in cui il protagonista non è solo Elie, ma anche la variegata e variopinta umanità che popola la pensioncina di Charleroi, un rifugio a tutti gli effetti, dove il giovane turco, per sua natura apatico, si crogiola nel calore della stufa, mentre fuori si gela. In questa tana, perché in effetti di tana si tratta, Elie, la belva, che ha ucciso con freddezza e che non avverte sensi di colpa, si accorgerà ben presto di non essere così al sicuro come crede e spera; intorno a lui il cerchio si stringe e non basterà l’affetto quasi materno che gli mostra la madre di Sylvie per salvarlo dalla giusta punizione. Del resto l’apatia che lo caratterizza, quel lasciarsi trasportare dal vento della vita gli impediranno perfino di trovare soluzioni alternative, di cercare di sfuggire alla cattura. Ma anche gli altri personaggi, i pensionanti così ben descritti da Simenon, sembrano presenze che solo si sfiorano, sanno che il ragazzo si è macchiato di un orrendo delitto, ma continuano nella solita monotona vita quotidiana come se nulla fosse. La trama è quella del noir, ma lo svolgimento rappresenta un tentativo di Simenon, in larga parte riuscito, di cimentarsi non esclusivamente come scrittore di genere e Il pensionante è un po’ il romanzo d’esordio di un autore che non si accontentava più di scrivere di Maigret.

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    rosanna robbiano

    07/04/2016 16:03:32

    Ancora un magistrale esempio di viaggio alla scoperta di vite perdute, di uomini che saltano il fosso e commettono atti che distruggono, oltre a quella altrui, anche la loro vita. Da leggere anche questo.

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    Il libraio di Treviso

    23/11/2015 17:55:42

    La paura dell'assassino e quella di chi anche involontariamente lo protegge: un giallo che è fine romanzo psicologico sui dissonanti sentimenti che ruotano attorno al tema della colpa.

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    Il libraio di Treviso

    24/09/2015 12:57:16

    La paura dell'assassino e quella di chi anche involontariamente lo protegge: un giallo che è fine romanzo psicologico sui dissonanti sentimenti che ruotano attorno al tema della colpa.

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    fabio

    28/06/2015 18:24:04

    Questo è stato il novantanovesimo romanzo di Simenon, compresa la gran parte dei Maigret, e devo constatare che davvero non sbaglia un romanzo. In questo, lungo quel tanto che serve, costruisce un'atmosfera soffocante fino alla fine, con grande capacità e giusta lentezza. Il protagonista, poi, è il tipico personaggio di Simenon che agisce come se il suo destino lo guidasse verso una direzione inevitabile. Se non avesse inventato Maigret il nobel non gli sarebbe mancato. Peccato.

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    claudio

    21/05/2015 15:07:47

    Ennesimo grande libro di Simenon e altrettanto indimenticabile il personaggio della signora Baron. Affittacamere a Charleroi per arrotondare lo stipendio del marito, ferroviere, ha un figlia che l'aiuta in casa e un'altra che fa l'entraineuse a Bruxelles. Questa conosce un giovane turco, di famiglia benestante, che si macchia di un assurdo delitto, uccidendo per rapina un facoltoso olandese. Le banconote rubate erano schedate, per cui si ritrova subito nei guai. Lo aiuta l'entraineuse, che gli consiglia di nascondersi in casa dei genitori, come pensionante, assieme a tre giovani studenti, poveri in canna. E qui esce il grande personaggio della signora Baron, protagonista fino all'ultima riga del romanzo.

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    AdrianaT.

    21/05/2015 09:11:16

    "Se piove scrivo che piove, non che le nuvole piangono" - diceva Simenon. D'altronde se si vendono 600 milioni di copie, non è un caso; se piace questo stile è fatta, ce n'è da leggere per i prossimi x anni, e a me piace. Non entusiasmante come 'Lettera al mio giudice' e 'Tre camere a Manhattan', ma sono solo, felicemente, all'inizio, perché so che sarà un'ottima futura e durevole compagnia.

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    Guido

    12/05/2015 20:43:38

    Simenon si conferma un grande scrittore. La storia in sé non è granché, ma la capacità di descrivere ambienti, atmosfere e personaggi è sempre eccelsa.

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    adriana

    11/03/2015 14:13:49

    Incredibile come Simenon non sbagli un libro. Anche questo ti prende, ti coinvolge, ti rapisce letteralmente. Anche senza far dire o fare grandi cose ai protagonisti. E' l'atmosfera che sa creare, come descrive luoghi e personaggi. Mi è sembrato di essere anch'io fra loro seduta in quella cucina descritta in modo talmente mirabile da farne sentire persino gli odori. Grandissimo

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    mario

    19/02/2015 10:47:23

    Cosa piace dei romanzi di Simenon ?? Piace una atmosfera noir che avvince dall'inizio alla fine. Piace la descrizione dei particolari. Simenon il più grande scrittore del 1900 , il più grande scrittore francese. Ed era Belga.

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    luciano

    03/02/2015 22:03:11

    In questo racconto, ambientato a Bruxelles, Simenon delinea un personaggio indimenticabile: la signora Baron. E' una affittacamere e presso di lei trova rifugio il disgraziato Elie Nagér. La signora Baron è sempre indaffarata e operosa: lava i pavimenti, ricarica la stufa, prepara la minestra, pela patate, lucida i rami e ascolta rapita i racconti di Elie che parla della sua Istanbul e della sua famiglia che là abita. La signora Baron si comporta con il pensionante come se fosse una madre, lo cura dal suo raffreddore con grog bollente e due aspirine, gli prepara le costolette, le verdure e una deliziosa cremina. E' affettuosa, premurosa, accogliente ed Elie presso di lei trova riposo, quiete e lenisce le sue ferite, le sue angosce e i suoi rimorsi. La signora Baron non abbandona Elie neanche quando conosce il suo lato oscuro e gli sarà fedele sino alla fine. Il racconto è bellissimo. Simenon non delude mai.

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