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Lisa Ginzburg

Editore: Marsilio
Collana: Gli specchi
Anno edizione: 2016
Pagine: 210 p., Brossura
  • EAN: 9788831723749
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Lisa Ginzburg sceglie di aprire il sipario del suo nuovo romanzo nel segno di una morte annunciata, quella di Ramos, il protagonista indiscusso della storia. Storia d’amore e di morte, (…) rivisitata in chiave contemporanea e resa motore di un intreccio che conduce facilmente all’immedesimazione e, in ultima analisi, porta a riflettere su un tema fondamentale, oggi più che mai: il potere straniante della distanza, considerata nella più ampia accezione possibile. Teatro dell’incontro tra la giovane documentarista italiana, e Ramos, ballerino e coreografo brasiliano, è Birmingham, una città qualunque di un’Europa multiculturale e spersonalizzante, straniera per entrambi, luogo “franco” dove porre le basi di un legame: prima, la passione inarrestabile di una relazione intermittente, poi, l’illusoria sicurezza del vincolo matrimoniale. Gli impegni lavorativi trattengono lei a Parigi e costringono lui a spostarsi continuamente da un luogo all’altro, tra tournées e seminari; ma Ramos non ha intenzione di tagliare il filo che indissolubilmente lo lega alla sua terra d’origine: quando i ritmi incalzanti di una carriera sempre in salita glielo consentono, torna in Brasile, quale insostituibile membro di una comunità familiare allargata che procede seguendo dinamiche dalle quali lei rimarrà per sempre esclusa. La profondità del sentimento che la lega a Ramos non è sufficiente a mandare in porto i numerosi tentativi di comprenderlo: qualcosa le sfugge, qualcosa rimane in ombra, celato nelle pieghe di un’identità che lui stesso rifiuta di accogliere. Ed è proprio qui che si situa il punto di frizione della storia: ciò che depotenzia il legame, che lo rode fino ad annullarlo, non è l’oggettiva lontananza geografica fra Parigi e Pedra Forte, né la voragine culturale che separa due opposte concezioni di vita, ma è la distanza che divide Ramos da se stesso. Lui disconosce una parte del suo essere e combatte strenuamente per non lasciarla emergere: ?disvelare il mistero significherebbe oscurare ?l’aura dell’artista (…). Ramos rimane schiacciato ?dalla sua controfigura: ?lui e il suo “personaggio” sono diventati un? tutt’uno, indistinguibili. La maschera è così? pesante che nemmeno?la forza dell’amore sarà ?sufficiente ad abbassarla; nemmeno la comprensione, nemmeno la ?complicità e l’affetto potranno nulla contro il peggiore demone dell’uomo: se stesso.

Con grande lucidità e pregnanza di contenuti, a partire da pochi personaggi appena tratteggiati e da una trama scarna ma salda, Per amore acquista forza narrativa perché riesce a trasmettere il dramma di una storia semplice, rendendola paradigma di tante altre storie semplici, e rammentando una verità imprescindibile: la più grande forma d’amore, preludio di ogni rapporto autentico, è l’accettazione di sé.

Recensione di Chiara Dalmasso