Editore: SBC Edizioni
Collana: Il verso giusto
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 01/01/2009
Pagine: 100 p., Brossura
  • EAN: 9788863470314
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    Francesco Nigri

    01/04/2010 11:09:00

    I versi di Emanuele Marcuccio sono riflessione e canto per l'anima. "Per una strada" in particolare aiuta a ripensarsi nell'esperienza umana in modo coinvolgente e liricamente emozionante. Ne consiglio vivamente la lettura meditata e gustata.

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    Tommaso Mazzoni

    29/06/2009 22:41:19

    «Per una strada» di Emanuele Marcuccio è un libro che induce a riflettere. L’ho letto. Ma dovrò rileggerlo: non si può abbracciare in una sola volta tutto il contenuto che accortamente, ma in modo erudito, vi si può tuttavia reperire. Il tutto, sotto la veste della semplicità, quale sicuramente era nelle intenzioni del suo Autore. Il gioco poetico proveniente, ritengo, da un subconscio che un poeta non può reprimere, ha reso a Marcuccio tuttavia giustizia. Ma mi spiego. In un primo approccio, infatti, si “avverte” solamente lo stormire dell’avanzare di un temporale, e non si percepisce appieno, ed immediatamente, la tempesta che, specie in talune liriche, si farà invece poi riconoscere; eccome... Dalla culla dell’italica poesia, d’altronde, dovevo supporre un qualcosa di così intenso. Talvolta, sotto la parvenza dell’essenzialità, scaturiscono tesori preziosi. Il gioco poetico cui prima alludevo - non vorrei essere frainteso - si riferisce ad un alcunché di erompente dall’inconscio, giammai da un calcolato puzzle di versi dal rinfuso rincorrersi di frasi staccate alla bene e meglio con accapo improbabili. Al contrario, nella poesia di Marcuccio ogni cosa sta al posto giusto, vorrei dire quasi naturalmente; od almeno con sapiente sebbene non studiata naturalità. Naturalità, in ogni evenienza, che nulla toglie - semmai aggiunge - al valore primigenio dettato da autentica ispirazione. Mi è gradito esprimere il mio particolare apprezzamento per lo straordinario contenuto del libro qui presentato, sicuramente destinato ad accrescersi di valutazione e, perché no, alla sua diffusione per spazio e nel tempo. Tommaso Mazzoni

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    Luciano Domenighini

    15/06/2009 13:43:56

    La metrica: (parte 2) E’ un poetare libero, polimorfo, ma senza urgenze o scrupoli di ordine metrico. In qualche modo è un poetare istintivo, d’ispirazione, di prima mano. Anche quando l’eloquio poetico si coagula in distici, terzine o persino tetrastici riconoscibili e strutturati in rime o assonanze o paromeosi, sovente il computo delle sillabe, cresce o difetta e la disposizione degli accenti è disritmica. Il tentativo di rima dantesca (“Amor”) è sostanzialmente fallito. Altre volte invece il verso è di eccellente struttura metrica (cfr. gli endecasillabi “dolce mi viene all’anima,/ cantando” oppure “dell’Universo, immenso meraviglia”). Ma ciò, quando avviene, avviene per caso, o meglio non avviene intenzionalmente quasi che il poeta seguisse unicamente una sua musicalità del momento. I contenuti: Accanto alle numerose composizioni, di impronta prevalentemente moralistica, dedicate a personaggi storici o letterari (notevoli i quattro “omaggi” a Garcia Lorca) i temi prediletti da Maruccio sono quello paesaggistico descrittivo, quello amoroso e la poesia civile. Riguardo a quest’ultima merita di essere menzionata “Urlo”, dedicata alla tragica fine del giudice Falcone. Con toni rutilanti, epici e tribunizi, il poeta si abbandona sdegnato a una denuncia-condanna senza appello, ricorrendo a un’enfasi tragica quasi omerica, eppure mantenendo, nel messaggio, una chiarezza lampante e inequivocabile. Conclusioni: Nella pressoché assoluta libertà di impiego di moduli stilistici e soluzioni lessicali, nel lasciarsi guidare dall’ispirazione e dallo spontaneo sgorgare della parola poetica; nel tendere l’orecchio insomma alla musicalità del verso come spontaneamente gli proviene dal cuore e dalla mente, e nel saperla tradurre in versi limpidi e carichi di emozione, sta la caratteristica principale di questo poeta, per conoscere il quale la raccolta “Per una strada”, opera prima, pur nella sua varietà stilistica e nella inevitabile impronta esperitiva, rappresenta una fonte preziosa ed esauriente. L.Domenighini

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    Luciano Domenighini

    14/06/2009 19:59:00

    “Per una strada” parte prima La raccolta di poesie “Per una strada” di Emanuele Marcuccio, raccoglie il meglio della sua produzione poetica dal 1990 al 2006. In un arco di tempo così lungo è ravvisabile una evoluzione, soprattutto formale, nel senso della acquisizione di un linguaggio poetico più originale. Lo stile: Le poesie di Marcuccio, specie quelle dei primi anni, hanno uno stile composito, con vaghi richiami stilnovistici, epico rinascimentali, neoclassici, leopardiani. Questo eclettismo, però, è privo di ostentazione; le citazioni e i modi sono sfiorati con leggerezza. Vale la pena, ad esempio, di osservare come il poeta ricorra, e frequentemente, all’elisione. Solitamente, l’elisione è motivata da urgenze metriche, mentre in Marcuccio il suo uso è assolutamente gratuito è un vezzo, una scelta fonetica puramente ornativa. Le figure retoriche: La poesia di Marcuccio, avendo, come detto, carattere eclettico ha una certa ricchezza di figure retoriche, anche se prevalgono nettamente figure di soppressione-sottrazione ( ellissi, zeugma), o di soppressione-accumulazione (asindeto) oppure di accumulazione, specie quelle reiterative (anafora, epistrofe, paronomasia). Lo schema più frequente è il vocativo, seguito da asindeti o polisindeti multipli, pure associazioni di parole ad effetto “impressionista” in senso descrittivo o elegiaco. Le sequenze in asindeto, hanno effetto subentrante-perfettivo e sono composte da sostantivi, sostantivo-aggettivo, aggettivi o sequenze di verbi transitivi e intransitivi come nel bellissimo “vedi, vive, canta, sussurra.” L’impiego di queste figure di accumulazione può avere, come detto, effetto variante-specificante o descrittivo oppure più squisitamente oratorio-enfatizzante, realizzando una “gradatio” emotiva, un vero e proprio climax. (Segue) Luciano Domenighini

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