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Editore: Rizzoli
Collana: Rizzoli best
Anno edizione: 2009
Pagine: 243 p. , Rilegato
  • EAN: 9788817033725

Recensioni dei clienti

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    And the Oscar goes to ....

    17/03/2016 17.01.06

    Altri libri di Perissinotto mi sono piaciuti molto di più.

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    mario bangs

    20/04/2010 18.13.31

    ottimo romanzo, da non perdere

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    Laura

    07/04/2010 06.36.43

    Un libro con una storia poco elaborata e dei personaggi banali.

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    Enzo B.

    02/04/2010 16.37.55

    Non sono d'accordo con i tanti 5 ma neppure con gli 1. Libro non riuscitissimo, ma nemmeno da buttare. Il mio voto è un 3,5.

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    Roberta

    28/02/2010 14.18.31

    Trovo questo libro poco articolato, sia nel contenuto come nei personaggi. Forse sia una mia impressione errata perché sono riuscita a leggerlo in due giorni. Inoltre l’autore presenta certi difetti nel Suo italiano (come nel mio) perché c’è una chiara presenza del piemontese nella maniera di scrivere. Penso che anche certi eventi che racconta non sono precisi dal punto di vista della storia. Ecco, quello che manca, cioè, una migliore conoscenza dei scenari e fatti storici dove ambientare i Suoi personaggi. Peccato per il tempo e dei soldi persi ma adesso capisco perché c’era lo sconto in questo libro.

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    gabriella

    24/02/2010 17.19.47

    Bel romanzo, con ottimo ritmo, che accompagna il lettore gradatamente nelle esperienze e reazioni di un italiano nell'Argentina contemporanea prima in fuga da qualcosa e poi a caccia di qualcuno. Lo studio antropo-sociologico degli italiani all'estero nel passato e nel presente alleggerisce perfettamente la vicenda drammatica che si consuma come nelle migliori tragedie, per di più infarcita da una ben documentata denuncia di quanto più vergognoso e truce ha implicato l'Italia, La Santa Romana Chiesa e il Sudamerica. Si legge e deve essere letto tutto d'un fiato.

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    Alberto

    17/02/2010 15.18.43

    Ho letto altri libri di Perissinotto e trovo questo titolo molto noioso. Inoltre ci sono tante pagine che non concordano con l'argomento centrale. Non lo so come mai parla di certi eventi di sociologia e storia di un paese lontano. Prima di scrivere un libro storico o sociologico penso che era meglio andare in qualche biblioteca a Buenos Aires. Non consiglio questo libro a nessuno perché qui l'autore a perso la Sua forza di scrittore.

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    massimiliano

    04/02/2010 12.45.00

    “Per vendetta” potrebbe essere “«tratto da una storia vera»” anche se Perissinotto stesso nelle ultime pagine ci avverte del contrario: maggior pregio di questo romanzo infatti è la sua attendibilità, intesa come possibile aderenza alla realtà, probabile prossimità all’autenticità. Gli eventi tangibili propri di una Nazione si insinuano nelle vicende plausibili dei protagonisti - ne contaminano le menti e le coscienze, il quotidiano trae gli impulsi creativi/distruttivi dallo storico - lo denuncia e lo condanna. La narrazione, sempre caratterizzata da riferimenti alla Storia – necessari sia per lo sviluppo diegetico che per la conoscenza/comprensione e l’eventuale approfondimento dei fatti da parte del lettore - non perde mai di vigore in quanto i temi trattati hanno purtroppo una valenza universale, sono germi di una pandemia non specifica dell’Argentina ma del mondo intero, seppure si palesino in epoche, modi e con virulenza differenti. Affascinante la scelta di Ushuaia, la fin del mundo, quale luogo nel quale tutto si consuma: in tal modo l’ultimo atto che Efrem e Alicia si apprestano a compiere si colma di allegoria.

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    riccardo biffoli

    25/01/2010 12.25.14

    La scrittura è sicuramente di buon livello, e l'intreccio fra storia individuale e storia collettiva è accattivante. Però trovo che molte pagine abbiano più il carattere di saggio storico sociologico, o, altre, di pura cronaca, rispetto a quello che io mi aspetto da un romanzo. L'argomento è davvero particolare e la documentazione riportata agghiacciante, ma all'intensità dei fatti riportati non sempre corrisponde un'intensità narratologica. Insomma, questo libro secondo me si fa più leggere per quel che racconta che per il modo con cui avviene la narrazione. Più che un romanzo storico si tratta di storia romanzata, un po' come la Storia della Colonna Infame rispetto a I Promessi Sposi

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    francesca

    18/11/2009 10.09.38

    Bellissimo libro. Si legge d'un fiato ma non perchè leggero, anzi, proprio perchè non si riesce a staccare gli occhi da questa storia fatta di passione, politica e follia.

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    simona

    17/11/2009 20.38.44

    Anche io l'ho letto velocemente, come tutti i suoi libri, perchè il linguaggio e lo stile narrativo di Perissinotto è decisamente fluido e comprensibile, pur essendo articolato. Ancora una volta si intuisce la preparazione dell'autore ed ancora una volta non è mai approssimativo. Bravo e grazie per questo nuovo lavoro.

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    Luigi De Rosa

    29/10/2009 10.16.24

    Efrem è un giovane professore universitario che ha accettato un incarico presso un’università argentina anche per dimenticare una tragedia familiare vissuta nel suo paese. Giunto a Buenos Aires stringe amicizia con Carlo Gavazzi vecchio funzionario d’ambasciata e io narrante del romanzo. Efrem s’innamora subito del paese sudamericano ma soprattutto di una splendida studentessa Alicia. Ad unire i due amanti è da subito non solo la passione amorosa ma anche la scoperta dell’odio comune per la violenza. Il primo ha impostato tutta la sua carriera accademica sullo studio del fascismo, la seconda ha vissuto e vive sulla propria pelle la scomparsa di Raùl, l’amore di sua madre Graciela, portato via dai patotas (squadristi argentini al soldo della dittatura militare) è desaparecido come milioni di altri argentini. Questa passione politica rappresenterà l’inizio e la fine della loro burrascosa storia. Lo consiglio sia perchè "ti prende" dall'inizio alla fine proprio come la nevrosi di Alicia/Graciela sia per gli interessanti approfondimenti sulla dittatura argentina.

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    Daniele Intelmi

    27/10/2009 09.45.12

    Un romanzo "potente", una storia che ti prende, ma anche un atto di denuncia e una riflessione sul dubbio: perdonare o vendicare. Quando le colpe sono gravi come quelle dei torturatori argenti è davvero difficile scegliere.

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    Luciana Calefati

    23/10/2009 18.21.42

    Perissinotto abbandona per una volta il poliziesco, ma non delude. In "Una piccola storia ignobile" eri trascinato dal sapere chi era l'assassino, qui capisci subito l'andamento delle cose (non è un giallo appunto), ma divori le pagine per sapere fino a che punto si spinge il dramma e la pazzia. Sono stata sveglia quasi tutta la notte, ma in due giorni l'ho letto.

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