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Jeanette Winterson

Traduttore: C. Spallino Rocca
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2012
Pagine: 206 p. , Brossura
  • EAN: 9788804615002
  "Presumevo che nascondesse i libri così come nascondeva tutto il resto, compreso il suo cuore, ma la nostra casa era piccola e io la perlustrai da cima a fondo. Saccheggiavamo forse tutte e due la casa, ostinate, cercando prove dell'esistenza dell'altra? (…) Giravamo l'una attorno all'altra, guardinghe, stremate, struggendoci di desiderio. Arrivammo a essere vicine, ma non abbastanza, e poi ci spingemmo per sempre una lontana dall'altra". Perché essere felice quando puoi essere normale? di Jeanette Winterson è un'autobiografia che procede attraverso l'infanzia e i libri e dunque, in prima battuta, è il cartone preparatorio, a posteriori e con esercizio di realtà che sta dietro il suo Non ci sono solo le arance (1985). Non ci sono solo le arance è un romanzo, di nera comicità, sull'adolescenza di un individuo, dotato di senso critico e amore per le parole, scandito attraverso i libri e i personaggi del vecchio testamento. E che ci sia autobiografia non è importante. Perché Winterson ha una visione singolare della letteratura dove l'aggettivo non indica specificamente particolarità ma piuttosto l'assenza di una moltitudine, l'univocità di un punto di vista. In Perché essere felice quando puoi essere normale? Winterson, a distanza di anni, specifica il senso suo dell'autobiografia e dunque della realtà. E la realtà, dal quotidiano, agli affetti alle letture, è una storia di parole scritte. "Succede sempre così coi diversivi, ti ci ritrovi invischiata". Perché essere felice quando puoi essere normale? racconta così una storia di salvazione attraverso le parole scritte – i moniti della Bibbia, la letteratura inglese dalla A-Z, la poesia che è più facile da tenere a memoria, i romanzi e i saggi dell'autrice e quelli degli altri – che paiono essere l'unico invariante, sempre lieve, sempre luminoso, sempre caldo nel freddo della brughiera inglese e di un'adolescenza desolata dall'amore mancato. È uno scritto di natura miscellanea e bizzarra, ironica e, in fondo, sentimentale. "Della mia vita io rimpiango non gli errori di giudizio, ma le omissioni di sentimento". Perché essere felice quando puoi essere normale? è infatti, in seconda battuta, la storia d'amore tra una figlia e un'idea di madre. Mrs Winterson, la madre adottiva con due dentiere, una per tutti giorni e una per i giorni di festa, è una presenza incombente come l'orco delle fiabe, o il drago di san Giorgio, e spinosa come la chiave di Barbablù, che più che essere persona, è soglia. Qualcosa e qualcuno attraverso il quale è necessario passare per raggiungere un altrove e dopo il quale questo altrove è, se non la comprensione, l'accettazione di se stessi. In questa misura, Jeanette Winterson, che è la protagonista reale e pretesa della storia, è l'eroe. Come tutti gli eroi è solo, come tutti gli eroi è segnato dalla perdita, passata o a venire, come tutti gli eroi incontrerà l'amore e forse non sarà abbastanza. "Dovevo capire che puoi essere solitaria e desiderare di essere reclamata". Nonostante il tono talvolta apodittico, l'autobiografia romanzata – l'autobiografia dei romanzi – di Winterson è un oggetto narrativo intelligente, comico e struggente e che testimonia inoltre, senza terminologie accademiche, della complessità, della naturalezza e della versatilità del realismo in letteratura. Chiara Valerio

Recensioni dei clienti

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    cristina

    07/06/2014 19.55.05

    Appassionante, ironico e profondo come quasi tutti i suoi romanzi. Un'autobiografia che svela molto dell'autrice, che si mette a nudo per la prima volta con coraggio e onestà, affrontando le ferite e le incursioni nella follia. Una vita in bilico alla ricerca dell'amore nelle sue diverse forme. Come la scrittura e i libri possono diventare la zattera di salvataggio di una vita.

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    dalia

    18/06/2013 06.15.15

    Bellissimo e appassionante. Ripercorrere tutta la vicenda dell'autrice mi ha fatto comprendere quanto sia difficile il cammino per essere se stessi. E per essere felici. Consiglio a tutti la lettura.

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    ant

    19/01/2013 22.57.26

    La Winterson ci racconta la sua storia personale molto particolare di bimba adottata nell'Inghilterra anni 60 e allo stesso tempo ci fa partecipi di tutti i suoi stati d'animo, con digressioni molto singolari a riguardo soprattutto di letteratura e psicologia. Scava dentro di sè l'autrice e fa uscire tante sensazioni che son comuni a tutti come la ribellione adolescenziale ad es, con la differenza però che x lei quel passaggio fu cruciale e le aprì una prospettiva di vita difficilmente raggiungibile da altri, con tutte le sofferenze e particolarità del caso. Il clou del libro, a mio avviso sta proprio nel titolo e da dove questo scaturisca. Jeanette infatti mette bene in chiaro, in questo romanzo, che la sua vita sia imperniata sulla ricerca della felicità e non della normalità e si tiene ben strette tutte le sue contraddizioni, affrontando anche di essere buttata fuori di casa da una mamma bigotta che la scopre a letto con un'altra donna e che le dice la famosa frase che poi è diventata il titolo del libro. Dicevo dei suggerimenti di letteratura e psicologia interessanti contenuti nel libro, Jeanette si mette in testa di leggere tutta la letteratura inglese dalla A alla Z e ci offre tanti spaccati suggestivi

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    Anna

    29/10/2012 13.55.21

    Tante cose ci sarebbero da dire di questo libro della Winterson, ma non basterebbe un altro libro per esprimerle...La sua scrittura e' urgente, minimale, eppure e' POESIA pura. Quasi ogni frase di questo libro e' un puntello sul cuoreo una carezza lieve sull'anima, e proprio di urgenza tratta la sua storia personale in forma di romanzo- non romanzo: l'urgenza di raccontare il dolore, l'urgenza di essere felice, l'urgenza di vivere e soprattutto di amare trovando un proprio percorso e un modo felice di amare e soprattutto essere amata. Giustamente la Winterson alla fine del libro si chiede se sarebbe diventata cio' che e' oggi, se non avesse avuto "quella" famiglia adottiva che l'ha segnata per sempre nel bene e nel male. La capacita' di usare il linguaggio per esprimere ma allo stesso tempo superare il dolore e raccontare storie che sono le storie di noi tutti rendono la Winterson, a ragione, una delle maggiori esponenti della letteratura mondiale di tutti i tempi.

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