Perché non sono cristiano

Bertrand Russell

Editore: TEA
Collana: Saggistica TEA
Anno edizione: 2003
Formato: Tascabile
In commercio dal: 10 ottobre 2003
Pagine: 214 p., Brossura
  • EAN: 9788850204687
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Descrizione
"Perché non sono cristiano" affronta con spregiudicata libertà di pensiero un argomento di grande interesse: il sentimento religioso. Russel, pensatore ateo per eccellenza, analizza con semplicità e chiarezza di esposizioni origini, valori e significati della religione cristiana. Un testo imprescindibile per credenti e non credenti, uno dei "classici" più letti di Russell.

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Recensioni dei clienti

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    Luigi

    31/08/2016 14:39:11

    Un libro, un saggio, un testo unico che diventa pietra miliare. Avrei voluto essere un suo studente. Ho visto anche alcune sue interviste su youtube ineremti questo libro e trovo il filosofo una persona di una classe e naturalezza innata. Consiglio a tutti di leggere questo testo (religiosi e non) e di riflettere sul contenuto.

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    Fabio

    13/07/2016 11:35:14

    Dice la filosofa Catherine Chalier: «Molte persone si dicono atei, ma sembrano ignorare di quale Dio sono atei. Spesso si fanno un'immagine di Dio, consolatore e potente, per esempio, e quando non trovano né consolazione né potenza visibile di questo Dio nel mondo, allora si dicono atei. Ma il loro ateismo vale solo per l'immagine che si sono fatti di Dio. Spesso l'assenza visibile di Dio è vissuta come l'inizio positivo per celebrare il proprio modo di vivere lontano da lui. Non vi è nessuna lacerazione spirituale in questo ateismo». Ritratto perfetto di questo misero libro.

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    Davide

    24/04/2014 19:57:32

    Discontinua nel tono e nelle tematiche - cosa che potrebbe far storcere il naso ai filologi puristi - la raccolta é un interessante manifesto della proposta di etica laica di Russell ( che si rifaceva chiaramente al pensiero spinoziano, vedi la razionalizzazione degli istinti ) ,senza abbandonarsi a patetici tentativi di dimostrare l'inesistenza di Dio - come invece farà goffamente Hitchens, addirittura impantanandosi in goffe e intellettualmente disoneste confutazioni della veridicità dei Vangeli. Alcune tesi sono datate - l'ipotesi che l'Universo sia sempre esistito cozza con la scoperta della radiazione cosmica negli anni '60 - ma rimane in generale un valido testo divulgativo sia per chi come il sottoscritto ne condivide il pensiero, sia con i credenti che vogliano confrontarsi con un interlocutore pacato e intellettualmente onesto.

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    Carlo M.

    14/01/2014 14:08:52

    Io sono arrivato all'ateismo a 15 anni, leggendo di nascosto la Bibbia, TUTTA la Bibbia, benché i preti salesiani che dirigevano il collegio ce l'avessero sconsigliato, perché secondo loro eravamo troppo immaturi... Se avessi conosciuto a quell'epoca (50 anni fa) questo aureo volumetto, mi sarei risparmiato un sacco di fatica e le rogne a cui andai incontro quando i "reverendi padri" mi scoprirono, grazie a una delazione! In compenso conosco le contraddizioni e le idiozie di quello che è tutto sommato un libro di fantascienza, a volte anche involontariamente umoristico (vedi ad esempio Giona e la balena, probabile spunto per il Pesce-cane che inghiotte Pinocchio).

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    Marco

    24/06/2012 11:35:40

    Un bel libro da leggere, per credenti e non. Ma si tratta di una serie di saggi scritti negli anni 20/30/40, quando il bigottismo religioso era radicato nella mentalità comune. La società criticata da Russell ormai si è fortunatamente estinta, per cui questo libro può servire solo a rafforzare/indebolire le proprie posizioni etiche. Molto interessanti i ragionamenti di Russell nei primi due saggi per svelare le contraddizioni del Cristianesimo. La parte migliore della pubblicazione è però il dibattito tra Russell e Copleston, dove, a mio avviso, il padre gesuita risultò vincitore.

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    angelo

    19/06/2012 14:04:34

    Ingredienti: acute riflessioni di uno dei migliori filosofi (e premi Nobel) del '900, ragionevoli osservazioni sui danni che può fare la religione quando invade il campo della politica, della scienza, della società e del sesso, profetiche intuizioni (scritte negli anni '30) su ciò che sarebbe diventata la società umana 50-100 anni dopo, preoccupanti reazioni che gli spiriti liberi causano su chi vive schiavo di dogmi ed ideologie. Consigliato: a chi vuole vivere in compagnia di dubbi propri piuttosto che di certezze altrui, a chi vuole liberarsi da pericolose incrostazioni mentali.

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    Maurizio

    09/01/2012 10:22:03

    Testo ormai antico (del 1957) comprendente capitoli di opere precedenti, brevi saggi a se' stanti, trascrizioni di discorsi. E' uno dei piu' noti testi "storici" dell'epoca moderna sulle problematiche dell'ateismo e dell'agnosticismo, fondato sulla sterminata conoscenza filosofica dell'Autore. I riferimenti sono non solo alle proprie posizioni personali scettiche, ma anche a figure come Thomas Paine e John Stuart Mill. Di grande interesse il dibattito tra l'Autore e il gesuita Copleston, con quest'ultimo che - come tutti gli apologisti moderni - ribadisce sempre gli stessi concetti: l'esistenza di Dio puo' essere provata con l'argomento metafisico e solo l'esperienza di Dio puo' rendere comprensibile l'esperienza morale e religiosa dell'uomo. Russell dimostra ampiamente il contrario di quanto il suo interlocutore asserisce.

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    giorgio

    21/11/2010 23:09:39

    Il pensiero di Bertrand Russell è davvero meraviglioso. Le tre grandi religioni monoteiste con le loro Chiese sono un male per la Società. Se le idee di Russell circolassero con più facilità il mondo sarebbe di gran lunga migliore per TUTTI, meno odio, meno guerra e più Amore. Ed è per questo che le sue idee sono state tanto ostacolate. Non adatto a chi non è pronto a ragionare con la propria testa.

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    ILARY

    02/12/2006 20:02:14

    non capisco come si possa anteporre l'imbecillità alla logica razionale che presuppone di conoscere gli enigmi immanifesti dell'essere senza conoscere la realtà interiore del pensiero....allora!!! certo è meglio essere imbecilli!!!!!!!

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    GUIDO

    20/11/2006 21:01:53

    un libro BELLISSIMO. Tutti i battiginocchi dovrebbero leggerlo. Dimostra come l'idea di dio sia irrazionale

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    SALVATORE

    08/04/2006 11:31:46

    SONO ARRIVATO A LEGGERE ANCORA SOLO UN QUARTO CIRCA DELL'INTERO LIBRO. MI SENTO COME SE LO AVESSI SCRITTO IO IN UN'ALTRA VITA.

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    francesco

    11/09/2005 14:51:32

    Non posso essere d'accordo con Luca . Il testo è semplicemente un classico della scepsi filosofica nei confronti di Dio e della morale . Il che significa soltanto che non si può arrivare a delle asserzioni incontrovertibili riguardo all'esistenza di un Essere supremo e/o alla definizione di ciò che è buono in sè . Con tutte le migliori conseguenze ( a mio avviso ) che ne derivano per la libertà umana .

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    barbara

    05/08/2005 12:39:14

    Russell sa sempre dare nei suoi libri un'opinione estremamente lucida e mai scontata. Si può anche non essere d'accordo con tutto, ma sicuramente la sua opinione merita attenzione!

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    Luca

    10/07/2005 20:56:54

    Mah... la solita visione riduttiva e parodistica delle religioni condita con molti buoni sentimenti e le solite banalità. L'unico punto interessante è quello in cui riporta la discussione con padre Copleston, ma dove quest'ultimo fa una figura migliore.

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    Simone

    08/01/2005 12:55:16

    Nonostante gli argomenti non semplici la lettura scorre lineare.E' palpabile in tutto il libro la voglia di essere lucido e coerente in argomenti cosi soggettivi e controversi.Una lettura che consiglio a tutti, chi ha fede, chi no, e chi non sa o non si pone il problema

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