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Erri De Luca

Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2009
Pagine: 70 p. , Brossura
  • EAN: 9788807017933

Il nuovo libro di Erri De Luca è un racconto sulla la radicalità della natura, sull'antichità del conflitto tra uomo e animale.

Il re dei camosci è un animale ormai stanco. Solitario e orgoglioso, da anni ha imposto al branco la sua supremazia. Forse è giunto il tempo che le sue corna si arrendano a quelle di un figlio più deciso. è novembre, tempo di duelli: è il tempo delle femmine. Dalla valle sale l'odore dell'uomo, dell'assassino di sua madre.
Anche l'uomo, quell'uomo, era in là negli anni, e gran parte della sua vita era passata a cacciare di frodo le bestie in montagna. E anche quell'uomo porta, impropriamente, il nome di "re dei camosci" – per quanti ne ha uccisi. Possiede una Trecento magnum e una pallottola da undici grammi: non ha mai lasciato la bestia ferita, l'ha sempre abbattuta con un solo colpo.
Erri De Luca spia l'imminenza dello scontro, di un duello che sembra contenere tutti i duelli. Lo fa entrando in due solitudini diverse: quella del grande camoscio fermo sotto l'immensa e protettiva volta del cielo e quella del cacciatore, del ladro di bestiame, che non ha mai avuto una vera storia da raccontare per rapire l'attenzione delle donne, per vincere la sua battaglia con gli altri uomini. "In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove," dice De Luca. E qui si racconta, per l'appunto, di questi due animali che si fronteggiano da una distanza sempre meno sensibile, fino alla pietà di un abbraccio mortale. "La montagna nasconde, ha vicoli, soffitte, sotterranei, come la città dei suoi anni più violenti, ma più segreti."
Il peso della farfalla è un racconto, una storia breve, ma, come la montagna di cui parla De Luca, allude a una durata, a un'immensità memorabili.

Recensioni dei clienti

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    Antonella M.

    07/08/2016 16.00.12

    carino ma niente di più, almeno è breve...

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    Tin

    16/06/2016 15.22.52

    Due solitudini che si confrontano; due interiorità che duellano nel tempo, e che appalesano nella morte, quasi in contemporanea, la simbiosi di una vita passata a sfidarsi e a sfidare se stessi

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    lusitana

    23/03/2016 09.15.12

    Mah, che dire... io De Luca proprio non lo capisco, sarà anche un mio limite non lo nego,ma riesco sempre a rimpiangere i soldi spesi. Si vede che non è proprio nelle mie corde.

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    faffa

    13/02/2014 09.33.35

    La scrittura di E.De Luca anche in questo lungo racconto è densa e pregnante, carica di sottofondi da dedurre. Ed in questo consiste il pregio della scrittura dell'autore partenpoeo ... ma "Il peso della farfalla" come storia non è riuscita a coinvolgermi pienamente. E'novembre, la neve che ricopre le vette alte dei monti sta per arrivare e assolutamente il "duello" tra il vecchio capriolo e il vecchio cacciatore deve essere disputato. E'una partita aperta da venti anni e deve essere chiusa prima del sopraggiungere dell'impotente vecchiaia e della morte. L'ormai vecchio cacciatore di caprioli ne aveva uccisi ben 356. L'ormai vecchio capriolo aveva visto, in tenera età, uccidere sua mamma proprio ad opera del cacciatore un tempo giovane. Il capriolo aveva visto divorare da un'aquila sua sorella. Era cresciuto rapidamente e si era eletto capobranco. Ma ora tale ruolo non gli spetta più. E'vecchio e con un atto di forza un suo figlio indomito gli ha rubato lo scettro. Prima di morire, però, deve affrontare il suo acerrimo nemico: il cacciatore. Questi, prima di chiudere con la caccia, deve uccidere il vecchio capobranco che rappresenterebbe il suo ultimo trofeo. Lo scontro avviene sulle alte cime. Il cacciatore colpisce con il suo fucile il capriolo, ma ha rispetto per la sua carcassa. Questa non può essere divorata dai rapaci. La carica sulle spalle stanche. Il freddo e la neve sopraggiungono. Il corpo non resiste né al tempo, né alla vecchiaia. Sopraggiungerà la primavera e lì sulla vetta, al limite di una grotta, scorgerà due nemici ventennali uniti per sempre nella naturale conseguenza della vecchiaia.

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    Maurino

    30/09/2013 00.17.50

    Fantastico!! Quando l'ho finito avevo gli stessi brividi di quando anni fa lessi Il processo di Kafka, alla fine tutto finisce, che tu sia protagonista o antagonista, che tu sia animale o uomo, un filo d'erba o l'universo...ogni cosa ha il suo tempo, in questo caso i protagonisti e la storia stessa.

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    dony

    08/08/2013 15.39.22

    è veramente un libro poetico. Stupendo in tutti i sensi, divorato in poco più di due ore.

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    Memole

    16/12/2012 14.44.13

    Uno dei libri piú belli e poetici che abbia mai letto in vita mia.

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    fabio

    11/11/2012 10.12.35

    Il mondo è bello perché è vario e così c'è chi dice di non avere terminato la lettura del libro o di averci messo 4 giorni... mah, forse si tratta di approcci, di sensibilità, di quello che si pensa di trovare in una storia. Io ci ho messo due ore scarse, e l'ho trovato splendido. Poetico, per chi la Poesia la cerca (e la trova) anche in un testo narrativo (vedi le tre righe a pagina 23 dove il torrente di montagna De Luca ce lo fa sentire con la ripetizione delle "r"). Per il resto, è come il cinema: per qualcuno "Il favoloso mondo di Amelie" è un capolavoro, per altri ... che noia ...

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    Dario

    27/09/2012 09.53.53

    Lo scontro finale tra i due "re dei camosci" tra due solitudini diverse ma sottilmente collegate. Un camoscio che ha dominato per vent'anni le vette e ormai sente che il suo tempo sta per scadere e il cacciatore solitario che gli ha ucciso la madre. E' il primo libro che leggo di questo autore e ne sono rimasto piacevolmente colpito. Una scrittura leggera, semplice che a tratti s'impenna con perle di poesia: un mix che rende tutto molto affascinante. L'ambientazione in montagna, poi, mi è molto cara. Leggerò sicuramente altro e intanto consiglio questo libro per passare due piacevoli ore.

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    Paolo

    13/05/2012 20.07.33

    Io veramente non capisco. Dov'è la poesia? gli artifici retorici? i contenuti? Tutto è assente in questo breve insulso racconto.

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    chiara

    13/10/2011 07.44.00

    Un libro breve, intenso. Forse non il più bello di De Luca, che ne ha scritti altri davvero meravigliosi. Ma ha uno stile leggero, agile come il passo di un camoscio sulle cime, come una brezza che si leva dalle montagne. Si legge in un soffio e si resta soddisfatti. Come sempre, con questo grande Autore contemporaneo.

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    ALESSIO

    13/09/2011 15.05.49

    breve, limpido, avvolgente. un racconto diverso, in cui la poesia e le emozioni non rapiscono all'improvviso come in altri romanzi di de luca. questa volta la strada è dolce, il percorso più graduale. l'obiettivo raggiunto però sempre lo stesso. fare innamorare dei libri, e della vita. grazie erri.

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    M.

    23/05/2011 07.58.50

    Bello e breve. Forse, è paradossale me ne rendo conto, una maggiore asciuttezza lo avrebbe reso ancora più bello. De Luca è bravo.

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    Inge

    19/05/2011 14.42.03

    Buon libro, anche se un po' scontato in alcune parti, mi sono chiesto in più di un'occasione quale fosse l'animale e quale l'uomo.

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    Leo

    20/04/2011 13.13.28

    Mi è piaciuto il primo racconto. Ha degli spunti di riflessione interessanti ed è coinvolgente pur nella sua palese inverosimiglianza e il fastidioso pensiero che sottende: "la bestia è meglio dell'uomo". Il re camoscio è fin troppo umanizzato e sono intenzioni umane a muoverlo quindi una storia del genere è possibile, e ci dovrebbe invitare a riflettere, solo a livello delle relazioni umane più che su quelle uomo-natura. Quello che chiude il libro invece non mi è piaciuto. Ma piacerà senza dubbio agli amanti della natura e agli abbraccia alberi.

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    Charlie

    18/04/2011 14.40.31

    Il destino ci insegue come una farfalla. Tutto sembra tornare in un ordine universale nel piccolo e prezioso romanzo di Erri De Luca. Una lettura da consigliare davvero.

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    Anto

    09/03/2011 13.47.53

    De Luca si muove con mestiere e sensibilità tra poesia e narrazione, la metafora di cacciatore e preda è centrata, sviluppata con padronanza linguistica, che solo talvolta cede al virtuosismo. Buon libro.

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    Maria Teresa

    07/03/2011 21.43.03

    Piccolo libro ma grande storia; si legge in fretta anche se alcuni punti scorrono meno e risultano più oscuri. Alla fine qualcosa rimane se si comprende il reale significato celato tra poesia e realtà così come è la vita.

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    Christian Valtorta

    08/02/2011 19.11.21

    racconto breve non salvato da una lingua di cui ormai sappiamo tutto, e che ha stancato.

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    Damiano Lippi

    16/01/2011 00.11.57

    Soldi e tempo buttati, storiella banale. Di poesia in queste pagine ne ho trovata ben poca.

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