Piattaforma. Nel centro del mondo

Michel Houellebecq

Traduttore: S. C. Perroni
Editore: Bompiani
Edizione: 7
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: 297 p., Brossura
  • EAN: 9788845254079

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Recensioni dei clienti

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    Fedrico Sopremi d'A.

    04/07/2017 13:54:39

    Si tratta di un racconto che ha come finalità la pornografia. L’autore ci ha abituato, purtroppo, ad un uso esagerato delle descrizioni di pratiche erotiche, e certo ci si può aspettare che una storia, che tratta di villaggi turistici del sesso, debba contenerne più del solito. Tuttavia, in questo libro sono tali e tante, sono così fredde, dettagliate e spesso avulse dal contesto, e non più necessarie a corroborare il messaggio dell’autore, che è evidente che la molla primaria che ha spinto colui a scrivere il libro, è il desiderio di narrare un racconto pornografico. Alla fine ci viene appiccicata la storiella dei villaggi turistici, con l’intento di far credere che ciò che precede è solo un’introduzione, ma basta guardare la sproporzione tra la prima e quest’ultima – 75 pagine contro 198 (più le 22 finali, una piuttosto manieristica e banale chiusura del tutto) – per convincersi che il vero afflato del romanzo è un altro. E se poi MH avesse voluto dimostrare che, attraverso il sesso, si arriva a conoscere l’amore, allora proprio con certe narrazioni, degne dell’ultima Olympia Press, allontana ulteriormente il lettore dall'obiettivo. I personaggi sono descritti sbrigativamente, facendo riferimento a stereotipi diffusi, proprio come nella tipica storia pornografica, salvo che le femmine, che dovrebbero essere delle comuni donne di oggi, sono in realtà "brave" ed esperte come pornostar di primo livello, mentre le normali a letto vengono definite "inette". Qua è là, per fortuna, alcune considerazioni di valore generale, sparse sì a casaccio e fuori contesto, ma sempre originali, valide e sagaci, in puro stile houllebecquiano.

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    Paolo

    13/12/2016 22:15:05

    Il romanzo è scritto in prima persona e il protagonista si chiama Michel. L'autore dunque mette le carte in tavola: la disperazione, il senso di provvisorietà che impregnano ogni pagina, sono di Michel e di Houellebeq. La felicità è impossibile ma un suo efficace surrogato, suggerisce H. fin troppo provocatoriamente, può essere il sesso, anche a pagamento. Che male c'è, in fondo. Il fine, qualche sprazzo di estasi nel nero mare dell'esistere quotidiano, giustifica i mezzi secondo Michel, ossia l'uso di giovani corpi sapienti. L'amore, quello vero, è un'illusione, non ci può essere, e se per una combinazione fortunata, arriva, ci verrà portato via in breve tempo da qualche folle indottrinata a detestare il piacere. Sgradevole, coraggioso, cinico, e anche profetico. Mettersi in tasca tentazioni moraleggianti e leggerlo.

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    gabriele

    08/09/2016 19:41:45

    Ottimo libro che sfiora il capolavoro come quasi tutti quelli dell'autore, a parte le Particelle elementari che è il suo capolavoro e di cui i successivi sono in qualche modo degli approfondimenti e variazioni sul tema. Stile scorrevole e gradevole, libro quasi perfetto nel suo genere, che è il genere utopico-distopico dai suoi modelli Vonnegut e Huxley, di fuga dalla realtà e critica della società. E' il suo libro più spinto sul sesso ma forse anche il più malinconico. Lettura da consigliare ma da non esibire in ambienti formali e abbottonati.

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    Luca

    24/07/2016 19:02:25

    Non mi ha convinto nella stessa misura di "Estensione", ma è anche più ambizioso. Il risultato non è del tutto riuscito: specialmente il ritmo a volte tende a una certa lentezza (qualche scopata in meno non avrebbe guastato, anche perché alcune situazioni ricordano "Emmanuelle"). Però è da leggere: appassiona questa storia di capitalismo post-industriale, capitalismo di "servizi" in apparenza gentile ma in verità estremamente cinico nel suo fondo reale, che vuol consegnare frotte di servi (e specialmente serve) a folle di vecchi disillusi, o di precocemente invecchiati, in una versione caricaturale del sogno hippy. Che, in una parola, vuol mandare il mondo a puttane (nel vero senso dell'espressione). L'esito finale è un esito tragico, e come poteva essere altrimenti? Camus? Celine? Non lo so, non li conosco. Però mi vengono in mente Balzac e Flaubert, e penso che nella narrativa francese c'è ancora qualcuno capace di raccontare storie sul mondo in cui viviamo.

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    RICCARDO

    02/04/2015 10:44:16

    Primo libro di Houellebecq che leggo. E anche l'ultimo. Mi sembra un autore decisamente sopravvalutato. Romanzetto scialbo basato tutto sulle sue personali teorie del mondo (islam compreso) che fa passare come ovvie (per lui); pieno di riferimenti a libri (romanzi e guide turistiche) descritti come penosi da gettare nei rifiuti o sotto la sabbia (ovviamente perche' non scritti da lui... e soprattutto, che se ne importa dei sui giudizi sugli altri autori). Sesso in quantita' ma descritto solo con stile voyeuristico e in particolare sembra decisamente impossibile che possa capitare tutto al protagonista con le modalita' raccontate (provate a fare con la fidanzata quello che fa in treno e poi mi dite che succede... e in altre scene neanche superman riuscirebbe in tali quantita'...). Non e' troppo sesso, ma e' descritto penosamente, con insulse "sfumature tendenti al grigio"... I romanzi erotici sono ben altra cosa... anzi, i romanzi in generale sono ben altra cosa... Assolutamente sconsigliato.

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    luca bidoli

    11/03/2015 12:13:06

    Dunque, come sempre, tutto è soggettivo. Potrebbe essere giusto anche così, ma so che così non è giusto. Alcuni, ve ne sono, trovano indecenti i libri di Roth, quello statunitense, per intenderci: troppi richiami al sesso, troppa prostata, troppo... Anche in Dante: troppa teologia, o troppo medioevo, troppo di tutto...Ecco, qui io non capisco. Mi fermo, denuncio un mio limite, una mia incapacità. Questo libro, sia pure non all'altezza, struggente, visionaria, de "Le particelle elementari", io l'ho letto, divorato in poche ore. Non sono, ritengo, un pornografo: semplicemente trovo che l'autore, e qui credo che colga nel segno, individua, in questo racconto, alcune delle idiosincrasie e manie dell'Occidente contemporaneo, in una specifica fascia sociale e di età. Una sorta di ricognizione morale, sempre presente e dichiarata, "etica", se vogliamo, dove eros e thanatos di confrontano e si sfidano, in una tensione che poi sfocia, inevitabilmente o quasi, nella morte. Cupa radiografia della maniera barocca con la quale il sesso è vissuto e interiorizzato dai protagonisti, il libro diviene il lucido e angoscioso naufragio di una sensibilità mancante e mancata, deformata, tipica della nostra contemporaneità. Il finale, nella sua solo apparente crudezza, è in realtà una dimostrazione geometrica del vuoto che ci circonda, che ci assedia. Pagine intense, anche provocatorie, volutamente tali: si leggano pp.206-208, sulle religioni in generale e su di una in particolare, e scagli la prima pietra chi, nel segreto del suo cuore, non le abbia mai provate o percepite, senza osare renderle pubbliche. Edito, credo, nel remoto o quasi 2001, all'alba del nuovo millennio, il libro ha saputo e sa, parlare di una condizione umana che sempre più diviene la cifra della nostra inconciliabile precarietà. Da leggere.

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    roberto

    14/01/2015 12:59:15

    Houellebecq ha talento, e' estremamente intelligente e come molte persone simili ha molto probabilmente un carattere e atteggiamenti insopportabili. Tuttavia i romanzi che ho letto finora, questo e "la possibilita' di un isola", lasciano una enorme impressione:lucidissimi, spietati e disperati, con espressioni di pura pornografia associate a momenti di struggente poesia. Puo' non piacere, ma lascia il segno.

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    Roberto Agostini

    08/07/2014 00:16:53

    La voce rapinosa narrante, che si definisce "mediocre" - non fatevi quindi illusioni, non è un libro romantico, non sono storiette di super eroi - ci guida dall'Europa all'Asia attraverso il raccapricciante tema del nuovo secolo (e millennio): il dilagante materialismo globalizzato cui il quarantenne funzionario ministeriale del romanzo non si sottrae, in una mescolanza di cinismo e sesso, il mondo deludente di chi non crede a null'altro se non al piacere cercato. Ma questi s'innamora, impara a dare, il suo sguardo predatorio - predatori sono in origine tutte le dramatis personae di Houellebecq - si fa empatico, incontra l'amore, la giovane donna della vita. L'individuo si trasforma, ma il contesto resta orribile: lotte religiose, stragismo, emarginati che si fanno assassini delle classi medie, queste ormai esangui eredi dello spirito costruttivo, un'Europa in macerie e un'Asia che attira le frotte del turismo sessuale, ma dietro lusinghe e blandizie - gli orrori della povertà camuffata da eros - si rivela comunque superiore, più accogliente del Vecchio Continente. È l'atroce paradosso di un romanzo cattivo, ferocemente ostile alla bonomia e al buonsenso. Questo è sempre il più bravo scrittore di questi decenni, la sua fiction è verità, entriamo nelle trame e nei personaggi come in un film ripreso sulle strade e nelle case, è la nostra vita contemporanea. Il quotidiano che scontiamo come i protagonisti di Houellebecq. E dobbiamo dircelo anche questa volta, all'ultima pagina dopo che la strage è stata compiuta e nemmeno un briciolo di speranza è rimasto, figurarsi una traccia di civiltà (o civilizzazione).

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    Federica

    14/09/2013 15:47:04

    Vuoto, volgare e noioso. Si riscatta un po' nella parte finale ma nel complesso l'ho trovato squallido. P.S. Anche Murakami descrive scene di sesso nei minimi particolari ma c'è un abisso...

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    Piergiorgio

    11/03/2013 21:54:11

    Bel ritmo, stile asciutto, psicologia dei personaggi resa in maniera perfetta, credibile. La mancanza di valori etici della società consumistica fa venire i brividi in questo libro. E fa riflettere e per un libro certo non è poco.

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    Michael Moretta

    05/03/2012 12:51:29

    Terzo libro che leggo di Houellebecq e terzo capolavoro. Il finale è assolutamente triste e lascia una sensazione di impotenza e sconforto, riempiendo l'anima di pessimismo per la condizione dell'uomo, destinato ad un rapido oblio dopo una vita mediocre. Le opere di Houellebecq sono un crescendo, per le tematiche trattate e per la qualità della scrittura. Leggendo i libri in francese non posso che apprezzare lo stile dell'autore, il suo linguaggio ed in generale il suo modo di esporre i fatti. In questo volume si alternano armoniosamente la storia di Michèl, che non è assolutamente un sociopatico come sostenuto da qualcuno ma solo un uomo normalmente mediocre che sa quello che è, il suo incontro con Valerie, il loro amore, la loro idea di creare villaggi in cui il sesso sia vissuto in maniera libera e senza ipocrisie di sorta, e la fine di tutto, dovuta ad un attentato da parte di islamici fanatici in disaccordo con questa libertà di costumi eccessiva. Molto interessanti secondo me gli interventi di economia, non inseriti affatto a random, come sostenuto in precedenza, ma usati proprio per spiegare cosa cercano le persone dai viaggi, cosa vogliono uomini e donne quando si recano in vacanza. E concordo perfettamente sul fatto che il sesso sia una di queste cose. Non trovo che questo sia un libro sul turismo sessuale. Credo che sia uno sguardo tremendamente reale sulla mediocrità in cui viviamo, sull'assenza di emozioni e sensazioni vere, sulla difficoltà di amare, essere amati e creare delle relazioni, sulla difficoltà di comunicare. Per queste ragioni molte persone, uomini e donne, si recano in posti esotici per cercare sesso e relazioni senza impegno. Giusto o sbagliato che sia è innegabile che viviamo in un mondo in cui è sempre più difficile trovare traccia di sentimenti veri, ed in questo sono assolutamente d'accordo con Houellebecq. I suoi libri sono assolutamente pessimisti e negativi ma tremendamente reali.

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    mario

    29/11/2011 15:50:04

    Negli ultimi 12 mesi ho letto 39 libri. Bene, questo è di sicuro il peggiore. MH autore che tra qualche anno si scoprirà enormemente sopravvalutato. Storia banalissima, volgarità (badate che è nel pensiero, non nelle parole) che stufa, trattatelli di economia totalmente avulsi dal contesto e inseriti a random. E' un libro? Un giorno qualcuno mi spiegherà le leggi dell'editoria...

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    ALESSANDRA

    05/07/2011 16:02:21

    .per me le sue parole sono perle di saggezza moderna. grandiosa lettura.

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    loris parma

    26/05/2011 10:44:08

    Ecco un altro autore da molti esaltato la cui grandezza, confesso, mi sfugge. Non nego che il libro a tratti mi abbia colpito. Eppure non sono riuscito a finirlo.

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    Massimo Borghesi

    20/01/2011 23:55:15

    Mah. Devo avere letto una copia manomessa di questo romanzo, visti gli entusiastici commenti degli altri. Linguaggio ricercato, ma frammenti di storie poco ben collegate, con citazioni e didascalie pedanti. La trama, per tutta la parte centrale mi sono chiesto quale fosse la trama. Poi certo, il finale sembra restituire senso.

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    gianni

    02/11/2010 12:09:31

    Il mio libro preferito di Houllebecq continua a rimanere “La possibilità di un’isola” ma questo altro romanzo, “Piattaforma”, è comunque notevole, direi che è il mio secondo preferito di Houllebecq. Questo libro è molto introspettivo e ci sono moltissime riflessioni disarmanti per la loro crudezza, ma anche per l’estrema verità del loro contenuto. Alcune di queste sono delle frasi che mi hanno estremamente colpito, tipo: “Ero rimasto a corto di vita; per qualche mese ne avevo avuto una, potevo ritenermi soddisfatto, una simile fortuna non era da tutti. Purtroppo l’assenza di voglia di vivere non basta per aver voglia di morire.” oppure anche “Rimarrò fino all’ultimo figlio dell’Europa, dell’ansia e della vergogna; non ho alcun messaggio di speranza da comunicare. Per l’Occidente non nutro odio, tutt’al più un immenso disprezzo. So soltanto che, dal primo all’ultimo, noi occidentali puzziamo di egoismo, di masochismo e di morte. Abbiamo creato un sistema in cui è diventato semplicemente impossibile vivere; e, come se non bastasse, continuiamo ad esportarlo.” La storia è molto bella,a suo modo romantica, amara, e con sorpresa finale. Da leggere, per chi non si scandalizza.

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    Sara78

    27/10/2010 15:29:27

    è stato il primo libro che ho letto di quest'autore e mi ha colpita a tal punto che l'ho letto una seconda volta. Ci descrive un mondo a dir poco vomitevole, squallido, volgare, cinico ed è proprio al centro di questo univesro terrificante che l'autore colloca una bellissima storia d'amore,raccontata con maestria, senza sentimentalismi, con rara intensità, e che, alla fine, ti lascia un gran senso di tristezza e compassione. Lo consiglio a chi vuol leggere un bel libro e soprattutto un vero scritore.

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    star63

    22/09/2009 15:25:47

    nel cosrso della lettura sembra quasi di assistere alla proiezione di un film hard (hard quasi + della comune immaginazione); in realtà è la fusione totale di due corpi e di due anime travolte da un amore raro. La storia così intrigante, l'amore così unico e totale, la prosa diretta e per nulla banale, il finale mozzafiato, ne fanno un romanzo da leggere (anche per chi si nasconde dietro falsi pudori).

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    Sebastiano

    26/08/2009 16:21:23

    é il primo libro di Houellebecq che leggo, comprato sotto l'effetto del carteggio tra lui ed Henry-Levy. Bellissimo. non ci sono altre parole. Un libro da divorare perchè è come il mondo attuale che divora senza tregua e tutto consuma. La storia è meravigliosa come il finale che si scrive pagina dopo pagina.Il senso di spaesamento che si prova e il senso di inadeguatezza a tratti, e di profonda fusioni in altri è degno di nota. Uno dei più bei libri letti.

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    Gianni

    24/08/2009 22:36:57

    Bellissimo e devastante. Come l'amore totale, quello in cui ci si annichilisce senza porsi alcuna domanda. Lo si fa e basta perchè quello è. Sono così poche le persone che secondo me sono riuscite ad arrivare (contraccambiate) a un tale livello di fusione, come quello dei due protagonisti del romanzo, che mi viene da chiedermi cosa provino quelle spente coppie che vedo in giro, che trascinano una relazione come una coppia di buoi alla macina del mulino. Libro imperdibile, meravigliosamente scritto, divorato in due giorni.

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