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La piccola cella dell'anima - Matthew Pallamary - ebook

La piccola cella dell'anima

Matthew Pallamary

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  • EAN: 9781507146071

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Gaia la libraia

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La luce non può esistere senza oscurità.


Il sole non può sorgere senza che la notte lo preceda e il finire di ogni giorno lo vedrà sempre dissolversi nel buio. Una vita tutta rose, fiori e belle giornate soleggiate sarebbe una vita senza alcun contrasto. Un sole che non smetta mai di splendere sarebbe tanto accecante quanto distruttivo. Abbiamo bisogno dell'oscurità. È parte integrante del tutto.


Fa parte di noi.


I racconti dell'orrore riflettono il nostro lato più oscuro. In quest'era di paure decisamente reali e manifeste, come AIDS, cancro e terrorismo, i racconti del terrore si assumono un compito indispensabile: offrire al lettore la possibilità di provare paura in maniera controllata e affrontare l'orrore alle proprie condizioni. Se la lettura dovesse rivelarsi troppo pesante, un libro può essere chiuso quando si vuole. Cercare la paura in questo modo significa affrontare concretamente le angosce della vita moderna, alleviando così la sensazione di ansia che le accompagna.


L'orrore è un'emozione che ci mantiene in contatto con i nostri lati più oscuri, dandoci modo di venire a patti con la nostra vulnerabilità e con lo spettro della morte inevitabile. Le storie dell'orrore sono una valvola di sfogo; alleviano la pressione quando questa si fa eccessiva, ma rimangono opere fantastiche, da cui possiamo allontanarci quando ci sentiamo schiacciati. Ci offrono il sollievo della catarsi senza soffocarci con qualcosa che non potremmo sopportare.


Troppo spesso rifiutiamo l'esistenza del nostro lato più oscuro. Basta però metterci sul piatto Charles Manson, Ted Bundy, Hannibal Lecter o altre raccapriccianti incarnazioni del lato oscuro della natura umana ed eccoci assaliti da un fascino morboso.


In autostrada, non riusciamo a trattenerci dal rallentare per osservare meglio i cruenti dettagli di quella morte scomposta, né riusciamo a impedire al nostro sguardo di guizzare, con un po' di rimorso, su disgrazie
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