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John Ajvide Lindqvist

Traduttore: A. Bassini
Editore: Marsilio
Collana: Farfalle
Anno edizione: 2013
Pagine: 494 p. , Brossura
  • EAN: 9788831714617

Recensioni dei clienti

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    Romolo Ricapito

    24/09/2013 16.25.06

    E' fondamentalmente la descrizione di come i giovani possano essere manipolati sin dalla più tenera età dagli adulti, come capita a Theres, la protagonista, probabilmente un individuo autistico le cui doti canore vengono subito percepite dal padre adottivo, un musicista, che intende sfruttarle per recuperare un successo ormai passato di autore di canzoni e cantante. La moglie di costui è una vittima delle circostanze , mentre il figlio legittimo e "fratellastro" della ragazzina adottata si pone come un altro personaggio ambiguo. Theres si lega alla quasi omonima Teresa, ragazza brutta e goffa di famiglia borghese. Gli opposti si attraggono ma in realtà il malessere delle due genera altro malessere, contagiando coetanee incapaci di dominare la realtà con gli strumenti della conoscenza. Trasmissioni come Pop Idol sono una sorta di deriva del contagio, show nei quali il talento viene sfruttato senza approfondimento. Il romanzo è interessante nella prima parte, mentre non funziona nella seconda, in quanto slegato dalla prima e dedito ad effettacci horror che ne fanno scadere la qualità. Sullo sfondo il mondo della musica pop svedese, popolato da nomi sconosciuti in Italia mentre particolare rilievo hanno gli Abba ,spesso citati per la canzone Than You For The Music, cantata spesso a squarciagola dalla protagonista. Il malessere di Theres è come un cancro che si inserisce perfettamente in una società deviata dai valori fondamentali, trovando terreno fertilissimo, tra impresari falliti e un pubblico pronto a celebrare fenomeni nati dal nulla, ma poco incline ad analizzarli e soprattutto a valutare cosa esista dietro ad essi.

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    Mario69

    15/09/2013 20.58.12

    Lindqvist va a fondo! Va a fondo dell'animo umano; e non ha pietà. Racconta quello che incontra, con una scrittura intensa, coinvolgente e che rende difficile staccarsi. Ma non è solo come scrive, è anche, se non soprattutto, ciò che scrive! Prende forma, una pagina dopo l'altra, una storia costruita su piccole e grandi deviazioni dell'animo umano, su egoismi, smanie di successo, carenze di affetto e di vicinanza, tutte cose con cui chiunque ogni giorno si trova ad avere a che fare, reagendo come può a volte bene, altre meno. Qui le reazioni e le scelte, anche quelle apparentemente giuste o giustificate, spingono una dopo l'altra le protagoniste su un sentiero che appare quasi obbligato, e forse anche per questo, nonostante la loro ferocia, non si riesce a inquadrarle del tutto nelle vesti delle cattive.

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    alberto

    21/08/2013 21.14.15

    siete il mio sito di riferimento per la ricerca di nuovi libri ma ritengo che le recensioni dovrebbero avere un filtro o migliore controllo sulla attendibilità e provenienza. ho letto il libro ed e' incredibile vedere tutte le recensioni con il max dei voti. Libro banale senza mordente dialoghi elementari idea assurda che ha come riferimento base i testi degli Abba(!!!!). problemi e psicologia adolesceziali solo per fuori di testa, alla grazie della profonda analisi !!

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    Thinner5

    13/05/2013 02.36.52

    Altro capolavoro targato Lindqvist. Come "Lasciami entrare", anche questo non è, probabilmente, un libro per tutti. Romanzo molto cupo e pessimista; decisamente disturbante in alcuni punti, ed estremamente violento in altri. La caratterizzazione psicologica dei personaggi è eccellente. Assolutamente consigliato!

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    Lestat

    04/05/2013 15.44.07

    (vedi precedente) Hanno definito questo romanzo "una satira dell'industria musicale" lo hanno catalogato tra i generi "horror" "thriller" "fantasy" "fantascienza". Sbagliano! Questo è un romanzo sull'incomunicabilità, sulla sofferenza, sulle difficoltà di essere adolescente, sulla forza dei deboli quando riescono ad essere coesi e si prefiggono uno stesso obiettivo. Questo romanzo, non adatto a chi sta attraversando un periodo di crisi, è tremendamente crudele, tremendamente struggente, tremendamente bello.

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    Standbyme

    04/05/2013 15.39.44

    Pochi ma tutti ben caratterizzati i personaggi ai quali l'autore ha affidato il ruolo di perdenti senza alcuna possibilità di riscatto o di rivalsa. Laila e Lennart che non sono riusciti mai a sfondare, cantanti in auge negli anni '70, sopravvivono grazie a sporadiche partecipazioni a concerti di vecchie glorie o collaborando saltuariamente con case discografiche. Max, il manager di successo la cui popolarità è in calo, che approfitta della sua posizione per irretire ragazzine poco più che adolescenti. Odore di rassegnazione e di resa c'è nei genitori di Teresa: Maria, quasi indifferente nei confronti dello stato psichico e fisico delle figlia, Goran, più sensibile e sofferente, vorrebbe vedere la figlia felice, spensierata ma deve arrendersi alla sua incapacità nel non riuscire ad aprire un dialogo con Teresa. Teresa, la ragazzina insignificante, non bella, goffa, chiusa in se stessa, derisa dai compagni che pensa di aver trovato la sua ancora di salvezza, la sua possibilità di riscatto, di riuscire ad emergere, di essere finalmente considerata in Theres. Theres, perno dell'intero romanzo, che lo domina dall'inizio alla fine, con la sua presenza discreta ma nel contempo soffocante. Theres la ragazzina eterea venuta dalla nuda terra, che si nutre di soli omogeneizzati perché crede di essere sempre una bambina, che teme gli adulti così come le ha insegnato il padre adottivo, che si esprime a fatica, asociale ma dotata di una voce fantastica, perfetta, che ammalia tutti come le note uscite dal piffero che suonò ad Hamelin. Sembra distaccarsi da questo schema comune Johannes, l'amico d'infanzia di Teresa, ma anche lui finirà per soccombere proprio per il bene sincero che prova nei confronti di lei. Solo Jerry, il fratellastro di Theres, troverà il modo di uscire da questa spirale grazie all'amore? (segue)

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    argo

    08/04/2013 20.15.11

    Bellissimo, voto massimo, Lindqvist torna ai livelli di "Lasciami entrare" lo schema narrativo e le atmosfere sono simili. Una storia ad alta intensità emotiva, in certi momenti altamente disturbante, il paragone che mi viene in mente è uno Stephen King più "cattivo". O una moderna favola nera raccontata da Chuck Palahniuk. Romanzo non per tutti, difficile inquadrarlo in un genere specifico, horror sì, ma fortunamente fuori dai soliti schemi. Secondo me Lindqvist non deve aver avuto un'adolescenza tanto serena, magari è solo una mia impressione, chissà...

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    stefano

    01/04/2013 21.10.31

    finalmente Lindqvist si è svegliato da quella specie di torpore narrativo che lo aveva un po ottenebrato nel Porto degli Spiriti... finalmente è tornato alla materia prima che meglio maneggia per costruire storie: l'adolescenza e il buio che si annida in essa.e poi adesso scrive bene, è agile, non affatica e soprattutto muove i personaggi in modo originale e funzionale alla storia. storia che è folle, struggente e bellissima. un libro che mi ha sorpreso. e lo consiglio!

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    Ewa Galli

    30/03/2013 21.48.33

    Lo hanno chiamato Stephen King svedese , ma non sarei d' accordo con questa definizione. Lindqvist ha un stile tutto suo , che non assomiglia nessun altro. "Una piccola stella" , non è libro dell' orrore, anche se contiene le scene che sfiorano horror puro. E' un libro cupo , triste , leggendolo si sa già che non c' è speranza per nessuno e che la violenza non può che crescere a dismisura. Quasi tutti protagonisti sono dei ragazzi , dei adolescenti che si muovono nel mondo crudele dei adulti e che ne hanno paura. I ragazzi di oggi con i loro problemi con i genitori , con la scuola, i ragazzi che si sentono incompresi e si rifugiano nella musica e nei mondi virtuali del computer. Cosi come avevamo simpatia per la piccola vampira di " Lasciami entrare " , cosi qui simpatizziamo con Theres e Teresa , anche se uccidono. Ci sentiamo come loro , come i lupi pieni di un antico fascino , ma crudeli. Mi era dispiaciuto quando il libro è finito , anche se ha quasi 500 pagine. Lindquist è grande ed ogni suo libro è migliore.

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