Piccoli equivoci senza importanza - Antonio Tabucchi - copertina

Piccoli equivoci senza importanza

Antonio Tabucchi

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Editore: Feltrinelli
Edizione: 20
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
Pagine: 160 p.
  • EAN: 9788807810756

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Una Toscana segreta e stregata, una stazione della Riviera, una Lisbona baudelairiana, un rallye di automobili d'epoca, un persecutore implacabile dall'aria distinta in un treno da Bombay a Madras. I racconti di Tabucchi sembrano, a una prima lettura, avventure esistenziali, ritratti di viaggiatori ironici e disperati. Poi l'apparente sintonia fra il reale e il narrato diventa all'improvviso turbamento e sconcerto. Come degli obliqui "racconti filosofici", le storie di Tabucchi si trasformano in una riflessione intorno al caso e alla scelta, un tentativo di osservare gli interstizi che attraversano il tessuto dell'esistenza. Nelle pagine di Tabucchi aleggia un'inquietudine metafisica che evoca la migliore tradizione italiana da Piero della Francesca a De Chirico, a Pirandello. Ma questo scrittore, che ama i personaggi eccentrici e le vite sbagliate, carica i suoi enigmi di una luce strana; i suoi geroglifici "polizieschi" sono le ricerche di un investigatore che non cerca risposte, ma un messaggio, un segnale, un'apparizione.
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    Simone

    17/09/2006 14:34:33

    Ho letto i commenti sbrigativi e sprezzanti su questo libro e li trovo totalmente fuori luogo: come si fa a definire "insulsi" questi racconti?Alcuni sono meno riusciti di altri , ne convengo, ma nessuno è banale, scontato o "insulso". I primi tre in modo particolare sono veramente affascinanti, proprio per il modo di scrivere personale e efficacissimo di Tabucchi. Forse chi li ha giudicati precedentemente si aspettava una serie di mini"gialli" con la ovvia e scontata spiegazione finale, ma qui siamo su un terreno completamente diverso: personalmente mi hanno fatto venire in mente alcune delle ultime novelle di Pirandello.

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    SANTIAGO

    02/05/2006 08:22:54

    che delusione!!! una serie di raccontini inutili...

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    r.

    22/05/2005 18:21:32

    raccontini insulsi.r.

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    Blackdog

    18/11/2004 23:49:03

    Non mi è piaciuto. Tanti raccontini senza "un perchè".

Vedi tutte le 4 recensioni cliente

Una Toscana segreta e stregata, una stazione della Riviera, una Lisbona baudelairiana, un rallye di automobili d'epoca, un persecutore implacabile dall'aria distinta in un treno da Bombay a Madras. I racconti di Tabucchi sembrano, a una prima lettura, avventure esistenziali, ritratti di viaggiatori ironici e disperati. Poi l'apparente sintonia fra il reale e il narrato diventa all'improvviso turbamento e sconcerto. Come degli obliqui "racconti filosofici", le storie di Tabucchi si trasformano in una riflessione intorno al caso e alla scelta, un tentativo di osservare gli interstizi che attraversano il tessuto dell'esistenza. Nelle pagine di Tabucchi aleggia un'inquietudine metafisica che evoca la migliore tradizione italiana da Piero della Francesca a De Chirico, a Pirandello. Ma questo scrittore, che ama i personaggi eccentrici e le vite sbagliate, carica i suoi enigmi di una luce strana; i suoi geroglifici "polizieschi" sono le ricerche di un investigatore che non cerca risposte, ma un messaggio, un segnale, un'apparizione.

  • Antonio Tabucchi Cover

    Scrittore italiano, autore di romanzi, racconti, saggi, testi teatrali. Considerato una delle voci più rappresentative della letteratura europea, i suoi testi sono tradotti in tutto il mondo. Durante gli anni dell'università viaggia per tutta Europa sulle tracce degli autori conosciuti attraverso la biblioteca dello zio materno. In uno di questi viaggi, a Parigi, trova su una bancarella, firmato con il nome di Álvaro de Campos, uno degli eteronimi del poeta portoghese Fernando Pessoa, il poema "Tabacaria", nella traduzione francese di Pierre Hourcade. Da allora Pessoa sarà per più vent'anni l'interesse principale della sua vita. Cura, infatti, l'edizione italiana delle opere complete di Pessoa. Recatosi  a Lisbona,... Approfondisci
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