Il piccolo libraio di Archangelsk

Georges Simenon

Traduttore: M. Romano
Editore: Adelphi
Edizione: 2
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 7 marzo 2007
Pagine: 172 p., Brossura
  • EAN: 9788845921360
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Descrizione
Jonas non ce l'aveva con lei. Neanche adesso che se n'era andata. Sapeva che Gina non era cattiva. Anzi, era convinto che si sforzasse di essere una brava moglie. Gina era arrivata in casa sua come domestica; nella piccola libreria di libri d'occasione era entrata un giorno, ancheggiando e portandosi dietro un caldo odore di ascelle. Quando lui le aveva chiesto di sposarlo, sulle prime aveva rifiutato: "Ma lo sa che genere di ragazza sono io?" gli aveva chiesto. Sì, lo sapeva, come tutti in paese; ma voleva solo che lei fosse tranquilla. Ora lo aveva abbandonato, portandosi via l'unica cosa preziosa che lui possedesse, i suoi francobolli, e Jonas era stato colto da una vertigine. Per questo aveva cominciato a mentire. E per questo tutti, in paese, avevano cominciato a sospettare che fosse stato lui, il piccolo ebreo russo a cui nessuno era mai riuscito a dare del tu, a farla sparire.

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Elena

    19/01/2019 21:11:12

    Jonas Milk possiede un negozietto di libri in un piccolo paese francese.Una mattina scopre che sua moglie non ha fatto rientro a casa portando con sè anche la sua preziosissima collezione di francobolli.Per nasconderne la fuga tutelandone l'onore metterà sù un impalcatura di bugie con la famiglia di lei ed i compaesani che lo porterà a diventare il sospettato della sua sparizione.La ragnatela di sospetti,di gelo e isolamento attorno al piccolo libraio,che per tutta la vita aveva solo cercato di crearsi un luogo a cui appartenere e in cui sentirsi a casa lo imprigionerà proprio quando inizia ad intravvedere una possibilità di essere scagionato.Assolutamente divino e commovente,senza dubbio il libro che amo di più di Simenon.

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    Raffaele

    08/07/2018 15:01:26

    Un altro bel romanzo ed un altro personaggio da ricordare, tra la solitudine e lo sconforto Simenon ci regala l'ennesima perla letteraria.

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    Truedefender

    17/03/2015 12:24:04

    Commovente l'umanità di Georges Simenon; un uomo vero. Qui è inutile disquisire sulle caratteristiche di questo romanzo. Questo è semplicemente un libro bellissimo da leggere assolutamente. Non c'è altro da aggiungere!!!

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    Renzo Montagnoli

    18/11/2014 10:29:59

    Questo dramma della solitudine è dipinto in modo perfetto da Simenon, che ci mostra come un mutamento della nostra condizione possa essere effimero. E' questo il caso di Jonas Milk, emigrato russo, ebreo, in terra di Francia senza più parenti e che conduce un negozietto di libri sulla piazza del vecchio mercato. Poco a poco si è instaurata una familiarità con i vicini e inoltre sposa Gina, una ragazza facile, ma che attenuerà il grigiore della sua esistenza. Poi un giorno Gina sparisce, cominciano a circolare voci, si insiuano sospetti. Jonas diventa di nuovo disperatamente solo, lui, che credeva di aver trovato in quella piazza la sua nuova patria, di essere diventato come loro, i negozianti, di aver raggiunto quella tranquillità che ha solo chi è parte integrante di una comunità. E invece di colpo crolla ogni sicurezza, dalla freddezza improvvisa degli altri si passa alle accuse, a voci fatte circolare e prive di fondamento; il peggio però deve ancora venire e lo proverà quando, tramite la polizia, verrà a sapere che Gina, che lui intendeva proteggere, invece aveva paura di lui. E', come si suol dire, il colpo di grazia e per Jonas il mondo e la vita non avranno più senso. Che Simenon sia un grande scrittore penso non ci siano dubbi, ma in questo libro è riuscito a cogliere e a rappresentare un dramma che finisce con lo stritolare, oltre che il personaggio principale, anche il lettore. La sua disperazione diventa anche la nostra, il suo successivo disinteresse alla vita porta chi legge a un senso di angoscia, gli fa immaginare cosa gli accadrebbe se tutte le sue certezze crollassero di colpo, se improvvisamente dovessimo trovarci soli, circondati da gente che prima credevamo amica, ora divenuta ostile, se perfino in famiglia venissimo a sapere che la moglie ha recitato una parte, senza sentimenti, anzi con un livore latente.

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    EMANUELA PAT

    03/04/2014 00:47:35

    Credo di aver letto tutti i Simenon tradotti e pubblicati e ritengo "Il piccolo libraio di Archangelsk" il suo vero capolavoro. La descrizione del dolore, dei sentimenti è viscerale, folgorante; ti trapassa, seppur con discrezione, da parte a parte. Lo consiglio vivamente!

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    morena

    15/03/2014 19:20:11

    "Lo avrebbero capito stavolta? Avrebbero continuato a guardarlo come un abitante di un altro pianeta, oppure si sarebbero finalmente decisi a considerarlo un essere umano uguale agli altri?" Il piccolo libraio conosce la risposta. E prende la sua decisione. Consigliatissimo.

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    vale

    22/02/2012 07:17:40

    simenon é un pittore, uno scrittore, un musicista... il piccolo libraio è, esasperando, tutti noi mentre cerchiamo di ritagliarci il nostro posto nel mondo. mi ha fatto una tenerezza infinita.

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    donatella

    19/10/2011 15:14:46

    bella la morale di questa storia; più si è buoni, eleganti ed estremamente rispettosi (qui ovviamente la storia è esasperata) tanto più che non vieni capito/ sei fuori dal gruppo e..ad un certo punto devi decidere: rientrare o restarne fuori???

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    TG

    01/05/2011 23:03:02

    Il secondo libro di Simenon che leggo. Mi è piaciuto molto nella sua semplicità anche se il finale è decisamente triste.

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    francesco

    05/09/2010 13:28:14

    divino

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    Giovanni Riposati

    02/05/2010 17:35:56

    Penso sia uno dei migliori libri che abbia scritto Simenon...non ho altro da aggiungere.

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    silvia

    26/10/2009 14:58:58

    Una trsistezza sconsolata assieme ad un pessimismo cupo senza speranza sono gli assi portanti di questo breve romanzo. La scrittura di Simenon rimane eccellente. l'angoscia si insinua fin dall'inizio quando appare appena accennata. ma piano piano avanza, subdola e disincantata fino ad un finale amaro che lascia spossati.

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    Gianni70

    30/07/2009 23:40:00

    bellissimo....Simenon grande intrattenitore...sempre

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    anna m

    30/08/2008 09:56:56

    Molto bello. E' il primo libro che ho letto di questo autore e mi ha conquistato.

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    Diga

    16/07/2008 15:57:31

    Il Simenon narratore di sempre. Ti lascia la bocca asciutta...un po' amara....ma con la stessa voglia di ricominciare a leggerlo dalla prima pagina o di buttarsi in un altro dei suoi romanzi....isole di estremo appagamento nel grande oceano di banalità.

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    matteo casali

    14/07/2008 09:57:33

    "E'più facile spezzare un atomo che un pregiudizio".Ma cosa c'entra Einstein con Simenon?Una massima del padre della relatività riassume e dà la cifra di questo ennesimo piccolo gioello letterario simenoniano, al pari di numerose critiche che ogni volta che esce un libro del suddetto si "dannano" nel tentativo di sviscerare significati reconditi o analisi psicanalitiche da far coincidere o associare ad ogni sua opera.Storia semplice e lineare:un emigrato russo svolge la professione di libraio in un piccolo paese francese nel suo negozio-casa ripetendo ogni giorno poche e abitudinarie azioni (caffè al bar, pulizia della casa,catalogazione dei libri,osservazione e passione della sua raccolta di francobolli) fino a quando non irrompe nella sua vita Gina,bella e trasgressiva compaesana presa come governante.Jonas si innamorerà di Gina come un padre si innamora di una figlia,vuole darle un equilibririo,una sicurezza che fino a quel momento non hai mai posseduto.Una silente contrapposizione di due persone che non vogliono cambiare l'altro per non cambiare se stessi non farà che enucleare la crescente angoscia di Jonas nel non saper vivere pienamente la sua prima e unica relazione amorosa tanto da nascondere ai suoi vicini, con una bugia ingenua, la fuga della sua amata.Una bugia che instaurerà col passare dei giorni una plumbea atmosfera nel contesto della storia e che assumerà la pesantezza di un macigno nell'anima del povero libraio.Sospetti, diffidenze, malanimo assorbiranno le giornate di Jonas incapace di riconoscere e ammettere per tempo l'unica colpa che agli occhi dei suoi "amici" equivale a una sentanza di colpevolezza.Solo al secondo interrogatorio confesserà al commissario del paese la sua menzogna,impacciato e confuso in un inverosimile processo basato su sospetti e illazioni.Che fine ha fatto Gina?Perchè Jonas non racconta al commissario la confidenza di una portiera d'albergo che lo salverebbe da ogni possibile addebito?Le risposte nelle ultime straordinarie pagine di uno scrittore che non delude mai.

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    Franco

    13/01/2008 08:41:42

    Il personaggio principale, il piccolo libraio del titolo, è indimenticabile e la conclusione è amara, ma conseguente come nel migliore Simenon. Qua e là però ho avvertito una certa stanchezza nella narrazione.

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    claudio arzani (arzy)

    05/01/2008 23:10:40

    Esule dalla grande madre Russia travolta dalla tempesta bolscevica, Jonas Milk vive nella piccola place du Vieux-Marché nella piccola libreria alla portata di tutte le tasche, per acquisto o anche solo per il prestito di romanzi e di libri illustrati capaci di far sognare luoghi incantati spersi in irraggiungibili angoli del mondo. Gina Palestri, la più bella ragazza del mercato, gli è stata offerta in sposa e, nonostante i ventanni in meno, nonostante il profumo di ascelle che la dice lunga sull’irrequietudine della ragazza, Jonas ha accettato. Un matrimonio di grande rispetto, per lui che pure sa benissimo di come Gina non si neghi scappatelle con qualche marocchino o qualche viandante di passaggio nel mercato. Le perdona anche il disordine e non esita a dividere con lei ogni suo segreto. Compresa quella raccolta di francobolli preziosissima, con pezzi di grande rarità raccolti con grande cura in anni e anni di paziente dedizione. Quella raccolta che lei non esiterà a sottrarre dalla cassetta nell’armadio la sera nella quale decide di uscire e non tornare. Un romanzo di grande dolcezza, la storia di un amore fatto di dedizione, un regalo di Simenon che accarezza il cuore del lettore. Compreso il finale che certo lascia l’amaro in bocca ma è pur sempre la testimonianza di come possa essere grande e senza limiti l’amore.

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    andremarga

    19/11/2007 18:26:58

    sicuramente ben scritto, suggestivo, ritrattistico e accattivante. un racconto, più che un romanzo, con una trama semplice che l'autore rende intrigante; ma... non sono completamente soddisfatto

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    MARIA TERESA

    18/10/2007 16:14:02

    Neanche la verità può salvarti quando hai aperto gli occhi sul mondo e non puoi più nemmeno farti illusioni....

Vedi tutte le 38 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Scritto nell'aprile del 1956, Il piccolo libraio di Archangelsk apparve alla stampa alla fine dello stesso anno. Per molto tempo Simenon accarezzò l'idea che Charles Aznavour (indimenticabile protagonista nei Fantasmi del cappellaio di Chabrol) potesse interpretare il ruolo del protagonista, ma il film non si fece mai.
La storia, come spesso accade nei romanzi di Simenon, è universale e atemporale, anche se l'autore l'ambienta nel 1956 in una cittadina nel centro della Francia, Berry. Due i personaggi principali: Jonathan Milk, quarant'anni, libraio e filatelico francese d'origine russa, e sua moglie, la seducente Gina Palestri, ventiquattrenne figlia della fruttivendola italiana. Per tutti i commercianti della place du Vieux-Marché il proprietario della piccola libreria d'occasione era sempre stato semplicemente il "signor Jonas": nessuno gli aveva mai dato del tu anche se era cresciuto lì, sulla piazza, era andato a scuola con loro e, dopo aver frequentato un buon liceo a Parigi, era tornato a vivere in quella piazza in cui tutti lo conoscevano e in cui lui si sentiva a casa. Era un mondo in cui si era fatto una sua cuccia e in cui aveva deciso, incurante del vociare fitto fitto al mercato, di portarsi dentro Gina, le sue anche e la sua pessima reputazione. Le aveva sempre perdonato tutto: il suo disordine, la sua svogliatezza e i suoi tradimenti. E adesso le perdonava anche di essersi dileguata nel nulla, una notte, sottraendogli l'unica cosa preziosa che lui possedesse: i suoi "mostri", i rarissimi esemplari di francobolli. Dopo la sua partenza i vicini e i clienti avevano cominciato a inquietarsi e il vociare si era fatto più fitto; ancor di più dopo che Jonas, preso da una sorta di vertigine, aveva cominciato a mentire e accampare ogni sorta di scuse per giustificare l'assenza della moglie. Perché mentire? Presto tutti, in place du Vieux-Marché avevano cominciato a sospettare che fosse stato lui, il piccolo ebreo arrivato da una cittadina russa, a farla sparire. In fondo Jonas era il colpevole ideale, non solo perché la sua naturale debolezza lo lasciava sempre senza difese di fronte alle insinuazioni della gente, ma anche perché, nonostante tutto, lui, per loro, non aveva mai smesso d'essere "lo straniero". Anche quando un testimone gli aveva portato le prove della fuga della moglie con l'amante, invece di utilizzarle per discolparsi e proclamare la sua innocenza, il piccolo libraio di Archangelsk si era rassegnato e aveva taciuto. Perché? Se aveva sentito così tanto il bisogno di proteggere Gina, non era forse perché, in fondo, si sentiva colpevole nei suoi confronti?