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Antonio Tabucchi

Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2011
Pagine: 202 p. , Brossura
  • EAN: 9788807018633

Il secondo romanzo di Antonio Tabucchi. Trentatré anni dopo.

"Lasciati da parte i ricordi personali che questo Piccolo naviglio porta sulla sua scia, ho cercato di capire di quale materia sia fatto, e mi è parso che le assi della chiglia appartengano allo stesso legno dei libri che lo hanno seguito negli anni. C'è la Storia con la maiuscola, scriteriata fanciulla che reca festosa lutti e iatture; la storia senza maiuscole del nostro paese, per il quale continuo a nutrire la nostalgia di ciò che avrebbe potuto essere e non è, mischiata a un senso di colpa per una colpa che non mi appartiene; la nostra lingua, che ho cercato di difendere scrivendola. E soprattutto c'è il fenotipo di molti miei personaggi a venire: un personaggio sconfitto ma non rassegnato, ostinato, tenace. Fedele, come ha detto un poeta, "alla parola data all'idea avuta". L'idea che noi siamo perché ci raccontiamo e che lui potrà esistere soltanto se riuscirà a raccontare la propria storia. Che poi è questo libro."
Antonio Tabucchi

Recensioni dei clienti

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    Loris

    11/09/2013 14.12.53

    Questo romanzo è esemplare del modo di leggere e rappresentare la Storia del Paese da parte di chi si riconosce in una certa idea di 'sinistra', certo più nitida e salda al momento della pubblicazione, sul finire degli anni '70. Il narratore dà voce a quelli che allora si sarebbero detti proletari, insiste sull'importanza di mantenere radici e memorie condivise, premessa a ogni forma di comunità e associazione. Di contro, non risparmia i suoi strali a politici e imprenditori, votati al profitto e immuni da ogni considerazione etica, sempre pronti a cambiare bandiera per adeguarsi ai tempi. A riguardo, è memorabile la sequenza del palazzinaro sepolto da una colata di calcestruzzo, beffardo contrappasso che certifica la vanagloria dell'uomo trasformandolo in monumento senza vita. Al di là delle ideologie, Tabucchi ha il merito di sottolineare l'essenzialità della narrazione nell'esperienza umana, sia come modo per prendere coscienza di sé che come strumento per relazionarsi con l'altro.

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    antonio

    02/01/2012 09.20.06

    magnifico!

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