Artisti: Eric Clapton
Supporto: CD Audio
Numero dischi: 1
Etichetta: Reprise
Data di pubblicazione: 6 marzo 1998
  • EAN: 0093624657729
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Disco 1
  • 1 My Father'S Eyes
  • 2 River Of Tears
  • 3 Pilgrim
  • 4 Broken Hearted
  • 5 One Chance
  • 6 Circus
  • 7 Going Down Slow
  • 8 Fall Like Rain
  • 9 Born In Time
  • 10 Sick And Tired
  • 11 Needs His Woman
  • 12 She'S Gone
  • 13 You Were There
  • 14 Inside Of Me

Recensioni dei clienti

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    DIDA

    18/02/2019 10:08:53

    Un pò di delusione per chi conosce il livello di Clapton.

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    Alessandro Vailati

    19/09/2018 13:02:45

    Alla base di un disco di successo ci sono le canzoni e la produzione. "My Father's Eyes", "Circus", "Pilgrim","Broken Hearted" , "Needs His Woman" e "You Were There" presentano qualità e quantità compositiva per un artista che, se proprio vogliamo trovargli un difetto, non è mai stato prolifico. Eric ha sempre avuto poca fiducia in se stesso , preferendo spesso rifare alla grande Blues Classici o evidenziare autori sconosciuti ai più, vedi ad esempio Jerry Williams o Doyle Bramhall II. Qui ci troviamo di fronte ad un disco autografo tributo al figlio scomparso, al quale si aggiungono ulteriori atmosfere cariche di dolore dovute ad amori non corrisposti o al capolinea ed amicizie perdute. A quell'epoca Eric aveva perso Conor da qualche anno, viveva una relazione contrastata con una giovane italiana di nome Francesca e si separava definitivamente dal manager Roger Forrester, che lo seguiva dagli anni '70. "Ho voluto registrare un album che fosse il mio più triste mai concepito"...queste le sue parole. Eccoci così alla produzione. Clapton ha smontato e rimontato le sue songs avvolgendole in un tappeto di elettronica reminescente del lavoro con i TDF pubblicato un anno prima. La chitarra, a volte rarefatta, rimane ,però, pungente e lancinante. Una delle più belle ballate del disco, "River Of Tears" , splende nell'abbinamento Drum Machine + Orchestra, quest'ultima altra peculiarità del prodotto.. Splendida, poi la cover di Dylan "Born in Time" , un raggio di sole nelle tempesta emotiva di Clapton. Paradossalmente l'unica proposta debole e fuori dal coro è il tributo a Steve Ray Vaughan "Sick and Tired". Molto originale "Inside of Me" che chiude il lavoro, dove oltre al cantato in falsetto del chitarrista troviamo, nell'ultimo minuto del pezzo anche la voce della figlia Ruth. Curtis Mayfield è stato un forte ispiratore del modo di cantare in quest'opera di Slowhand...la forza di Eric è sempre stata quella di non aver mai fatto un disco simile ad un altro.

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    Nazareno

    26/09/2012 18:18:31

    Rispetto al precedente "From The Cradle", la differenza è a dir poco abissale. Le sonorità tipicamente blues di pochi anni prima cedono qui spazio ad un pop elettronico, seppur di buon livello. L'uso massiccio di Pro Tools (idea del fido Simon Climie), di batterie programmate e di tastiere sintetizzate riavvicina questo lavoro del 1998 a quelli claptoniani dei suoi poco brillanti anni '80. Per contro la qualità del suono è eccelsa, merito di un maestro del missaggio quale Alan Douglas. Tra i brani spicca certamente il brano d'apertura "My Father's Eyes", che, insieme a "Circus", era stato tenuto nel cassetto dai tempi dell'Unplugged; e se della title-track non convince particolarmente la voce dolente e sussurrata di un Clapton per il resto in ottima forma vocale, vengono in soccorso "River Of Tears", "Goin' Down Slow", "Needs His Woman" e "You Were There" con le loro emozioni. All'amico Steve Gadd il chitarrista aveva annunciato di voler realizzare «l'album più triste di tutti i tempi»; e a tratti lo scopo non sembra affatto lontano: ma, accanto a sprazzi pop struggenti, ci si può imbattere in qualche incursione blues incerta ("Sick And Tired"). Non si tratta di un disco indimenticabile e non certo indicativo per chi non sa chi è Eric Clapton. Ma è un tentativo dignitoso e rispettabile di un artista che qui conferma la sua ecletticità di stile, muovendosi agevolmente in brani consigliati più al grande pubblico radiofonico che non alla platea blues cui di solito Slowhand si rivolge.

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