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Charles Baudelaire

Curatore: G. Violato
Traduttore: E. Sibilio
Editore: Marsilio
Edizione: 2
Anno edizione: 2002
Pagine: 177 p.
  • EAN: 9788831754958

scheda di Bertini, M., L'Indice 1995, n. 3

Per la prima volta, quello che è probabilmente il saggio chiave dell'estetica baudelairiana è pubblicato con il testo francese a fronte, e con un'adeguata documentazione critica e bibliografica, che permette di ricostruirne la genesi e di coglierne a pieno l'importanza. Perché Constantin Guys, incisore e pittore stimato, ma non particolarmente illustre, diventa per l'autore dei "Fiori del male", in queste pagine, il pittore per eccellenza della modernità? Perché la sua opera - che ha per oggetto le folle, le luci e le equivoche eleganze delle grandi capitali - tenta di estrarre dallo spettacolo contingente della moda la quintessenza della bellezza. Analogamente Baudelaire, nella sua poesia, aveva tentato di estrarre la bellezza racchiusa in una realtà degradata dal peccato e dal tempo. Un sottile gioco di affinità e di opposizioni si instaura così tra il poeta dei "Quadri parigini" e il pittore che fissa l'effimero splendore dei dandies e delle cortigiane: di questo gioco Gabriella Violato, nel suo saggio introduttivo, mette in luce tutte le implicazioni teoriche, fornendo una sintesi di rara efficacia e profondità dell'intera poetica baudelairiana.