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Michele Dalai

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2012
Pagine: 292 p. , Brossura
  • EAN: 9788804620365

Sicuramente il primo romanzo di Michele Dalai, Le più strepitose cadute della mia vita, edito da Mondadori, ha un titolo formidabile. Uno di quei titoli lunghi, da album, tipo Intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film, di Luca Carboni, ma da subito più intimista.
E sul concetto di caduta poi si potrebbero scrivere saggi. Cadono gli imperi, cadono i governi, cadono i capelli, cadono i bambini che non sanno ancora camminare bene, cadono i vecchi che non sanno più camminare bene. Cadono i comici sulla buccia di banana ed esplode matematica la risata.
Una caduta può essere tragica o divertente ma la curiosità nei confronti di questo romanzo nasce istintiva proprio perché l'autore, già dal titolo, definisce le sue cadute come strepitose. Cosa c'è di strepitoso in un crollo (viene in mente quel verso di Francesco De Gregori, Conoscete per caso una ragazza di Roma la cui faccia ricorda il crollo di una diga?), in una situazione che socialmente viene classificata come imbarazzante? Se c'è qualcuno che può rispondere a una domanda del genere, questo è sicuramente il protagonista del romanzo, Antonio Flünke.
Lui è un professionista delle cadute, si può dire che Antonio cada da sempre, da quando all'età di cinque anni ruzzola per terra giocando con il padre Friedrich. Lo incontriamo alla fine degli anni Novanta, trentenne, mantenuto dal patrimonio di suo nonno, un ricco imprenditore tedesco. Il denaro tedesco mantiene anche suo padre, che in gioventù faceva il modello, per niente incline a trovare una propria collocazione nell'azienda di famiglia. Antonio e Friedrich non si vedono da dieci anni.
Comunicano solo attraverso assegni mensili e cartoline. Antonio Flünke ha iniziato a studiare pianoforte a Monaco di Baviera, si è diplomato in Pedagogia della Musica alla Musikhochschule di Colonia. Antonio Flünke vorrebbe fare il cantante e viene convinto dal suo manager a mettere in piedi una boy band.
Una risposta milanese ai Ragazzi Italiani, la risposta italiana ai Take That. Per cui vengono ingaggiati due ballerini che compensino la scarsa propensione di Antonio per la danza. Una boyband è un mix di canto e ballo, passi sincronizzati, cori, doppie voci. E uno come lui, abbonato cronico alle cadute, non è certamente il soggetto più adatto per realizzare una coreografia. La psicologa di Antonio è convinta che il motivo della sua propensione a inciampare sia da ricercare nel suo passato, probabilmente nel rapporto con il padre. Iniza così una anamnesi, o un tentativo poco convinto di essa.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

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    Alessandra

    25/04/2013 14.31.27

    Un libro esilarante che dipinge, con sagace ironia, le sventure di un uomo che trascorre la vita incespicando, cadendo, imbattendosi in personaggi dai contorni autenticamente grotteschi, in completa antitesi con la sua raffinata inadeguatezza, compagni, loro malgrado, di uno stravagante viaggio alla ricerca di una vagheggiata e sospirata eco catartica.

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    antonella

    02/09/2012 18.33.45

    Libro curioso e coinvolgente, il linguaggo ironico dell'autore appassiona sin dalle prime righe, il mix dei personaggi è assolutamente perfetto e senza accorgersene si passa dalla descrizione di episodi divertentissmi di questa boy band a momenti di profonda riflessione e autocritica da parte del protagonista. assolutamente consigliato! buon esordo per Michele Dalai, aspetto presto il suo prossimo libro.

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