Plays the Blues

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Artisti: John Coltrane
Supporto: Vinile LP
Numero supporti: 1
Etichetta: Jazz Images
  • EAN: 8437016248232

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Il fotografo francese Jean-Pierre Leloir (1931-2010) ha catturato alcune delle immagini più iconiche della vita del jazz in Francia durante gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta. Questa collezione, in edizione limitata, raccoglie alcuni dei migliori album della storia del jazz arricchiti dalle splendide e inedite fotografie di Leloir che ne ritraggono i rispettivi autori. Nel 1959 Coltrane aveva registrato numerose sessioni come sideman per Miles Davis, Thelonious Monk, Sonny Rollins, Kenny Burrell, e Tadd Dameron, e molti altri. Aveva anche registrato diversi album in quartetto, alcuni dei quali erano stati pubblicati sotto il nome del pianista Red Garland, mentre altri erano stati pubblicati sotto il nome di Coltrane. Poi venne “Giant Steps”, album con cui Coltrane si impose sulla scena jazz. In quel disco, per la prima volta, tutti i brani erano i suoi e il suo stile personale sembrava ormai pienamente sviluppato. Successivamente Coltrane avrebbe registrato gli album “Coltrane Jazz”, “The Avant Garde” (con Don Cherry), “Coltrane’s Sound”, “My Favorite Things” e infine l’album qui riproposto: “Coltrane Plays The Blues”. Come suggerisce il titolo, si tratta di un album tematico che consiste in sei tracce blues interpretate dal quartetto di Coltrane con McCoy Tyner (che in realtà non suona su “Blues to Bechet” e sulle due versioni di “Blues to You”), Steve Davis al basso e Elvin Jones alla batteria. “Blues for Bechet”, uno dei due pezzi di questo album in cui Trane suona il sax soprano, è dedicato ad uno dei più grandi interpreti di questo strumento nel jazz: Sidney Bechet.
Disco 1
1
Blues To Elvin
2
Blues To Bechet
3
Blues To You
4
Mr. Day
5
Mr. Syms
6
Mr. Knight
  • John Coltrane Cover

    Sassofonista statunitense di jazz (sax tenore e sax soprano). Impresse una svolta decisiva al jazz successivo al bop di Charlie Parker. Dopo avere suonato l'alto nel '49 nell'orchestra di Dizzy Gillespie, nel '51 fu al sax tenore nel piccolo complesso di Gillespie, rivelando già quella sonorità urlata e risonante che aveva maturato in precedenti esperienze nel rhythm and blues. Nel '53 suonò con Johnny Hodges e dal '55 con Miles Davis: e qui, dopo un'ossessiva esplorazione delle possibilità armoniche e attraverso le «sheets of sound» o «strisce sonore» costituite da brevissime note, trovò nella modalità la chiave risolutiva per la trasformazione sonora del materiale di base, liberando l'improvvisazione (anche seguendo le indicazioni offerte da George Russell e Ornette Coleman) dai limiti strutturali... Approfondisci
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