Curatore: L. Viganò
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Ink
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
Pagine: 250 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788804679226

10° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Fumetti e graphic novels - Narrativa a fumetti

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Poema a fumetti
è la rivisitazione del mito della discesa nell’Ade di Orfeo alla ricerca di Euridice, trasformato da Guido Buzzati in una storia ambientata nel mondo (pur sempre onirico) contemporaneo. Questa è la semplice premessa di un capolavoro assoluto della graphic novel italiana e mondiale. Un libro precursore dei tempi eppure fortemente radicato nella cultura dell’epoca (la prima pubblicazione risale al 1969), con una gestazione piuttosto lunga e una storia editoriale travagliata. Ricco di riferimenti artistici e letterari e allo stesso tempo di innovazioni che lasceranno un forte segno nel mondo del fumetto, un libro che creò scandalo ed imbarazzo non appena uscì in libreria.


Ma partiamo con ordine: la storia prende spunto dal mito di Orfeo ed Euridice. I protagonisti sono trasformati da Buzzati in chiave moderna e diventano Orfi - cantautore di cui tutte le ragazze si innamorano -  ed Eura -  l’unica ragazza che il protagonista desidera. Orfi è costretto a seguire la sua metà nell’aldilà così come Orfeo aveva ricercato Euridice nelle profondità dell’Ade, e, come Orfeo, anche il nostro protagonista perderà la sua amata alla fine del viaggio.

La storia è però solo un pretesto per mettere in scena uno dei temi più cari del Buzzati scrittore: l’importanza della morte, atta ad assaporare a pieno la vita. Questo pensiero si manifesta negli splendidi disegni che immortalano il cantautore suonare le bellezze della vita, che, per chi non ha più morte da desiderare, sono solo sogni lontani e irraggiungibili. È come se Buzzati ci dicesse che tutto ciò che apprezziamo lo apprezziamo solo perché abbiamo la coscienza di dover morire. Come non dargli ragione.

E a un tratto la vede. Orfi, Orfi… Dio mio cos’è successo?
Sono qui, sono venuto a prenderti.
A prendermi? Ma se tu sei arrivato qui, vuol dire che anche tu…
No, non sono morto. Sono venuto a prenderti.

Le tavole sono zeppe di riferimenti artistici contemporanei e non, in un continuo gioco di rimandi nel quale, volendo, ci si può perdere all’infinito. Richiami a Salvador Dalì o a Federico Fellini, ad Achille Beltrami o a Caspar David Friedrich; tavole ricopiate da giornaletti erotici (uno dei motivi per cui il libro fece scandalo), o dai giornali di gossip; accenni all’arte pop, ai dischi dei Beatles e allo stesso tempo vedute metafisiche. L’approccio di Buzzati è vergine, in senso puro: si riconosce la sincerità nella composizione delle tavole, negli accostamenti dei colori e nella complessità delle citazioni.

Il tratto si fa a volte morbido e a volte duro, a volte quieto e a volte “schizofrenico”. Si passa da rappresentazioni dalla forte carica erotica a paesaggi funerei, da tavole impressioniste a tavole cubiste. Ci sarebbe da perdersi all'infinito in questo inchiostro di pagine.

Recensione di Eros Colombo

 


LEGGI QUI la recensione di Oreste Del Buono pubblicata sul numero di Linus di Dicembre 1969.

Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Loris

    31/08/2017 17:18:04

    Il breve saggio che accompagna il poema vero e proprio inquadra in modo efficace il contesto storico, la genesi creativa e le vicissitudini editoriali cui il libro andò incontro. Nella mia percezione, la parte grafica è quella che meglio resiste allo scorrere del tempo. In ogni tavola si possono trovare citazioni e influenze legate alla pittura, alla fotografia e al cinema, solo parzialmente esplicitate dalla breve nota iniziale di Buzzati, Le parole che integrano le immagini non sempre sono altrettanto suggestive: il lirismo a tratti è forzato e la rilettura del mito di Orfeo si fa didascalica nella rappresentazione della morte che dà vitalità e senso all’esistenza.

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    Antonella

    15/09/2014 10:22:14

    Ed è vero che è un fumetto, ma contiene molto più di un libro. Leggerlo con la giusta predisposizione, meditarlo ed inserirlo nel periodo in cui è stato scritto è un obbligo. Credo che sia da leggere solo se si conosce già l'autore per gli altri suoi libri. Ci aiuta a comprendere il pensiero di Buzzati, le sue tante doti e capacità, non solo letterarie, ed un periodo storico e culturale. Esplicito, ironico e sagace, mi è piaciuto tantissimo.

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    Dario Rivarossa

    01/04/2009 17:59:05

    La sintesi della vita, delle idee e delle immagini di Buzzati. Se le canzoni di Orfi contengono un portoflio completo dell'arte di Buzzati, il plot scava nella psiche dell'autore, facendone riemergere - tra le righe - tutti i complessi psicologici. Anzitutto i sensi di colpa per il primo amore, Bibi, una ragazza che non era approvata dalla famiglia Buzzati, e per di più morta all'improvviso nel 1932 senza che lui ne sapesse niente. La giovane moglie di Dino, Almerina (che presta il volto a Eura) è chiaramente una sostituta di Bibi... ma invano, come lascia intendere il finale del Poema. E poi il padre scomparso (la giacca vuota), la madre amatissima (freudianamente trasformata in una "valletta", per usare un termine gentile)... Dal punto di vista delle immagini e della struttura narrativa, sono cruciali i parallelismi con il romanzo, ingiustamente, meno noto di Buzzati, "Il grande ritratto" del 1960. Infine, un personaggio straordinario del Poema a fumetti è quello che non si vede: il Capo, l'autorità suprema dell'Averno. Viene descritto come un gigantesco computer, e non compare mai... tranne alla fine, una volta sola, per mandare in fumo il piano di Orfi. E' il Destino ineluttabile. Ma l'ultima parola, come sempre, ce l'avrà il dubbio (l'anello di Eura che Orfi si ritrova tra le dita).

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    pimipilady

    29/09/2003 16:50:01

    ciao a tutti! io sono una ragazza ungherese e devo dire che quest'opera é una delle migliori che abbia mai letto.talmente tanto che ho deciso anche di scrivere la mia tesi d'italianistica appunto su di essa(infatti frequento la universitá di italianistica di budapest).peccato secondo me solo che buzzati non abbia mai ricevuto il prem io nobel per la letteratura(e non soltanto a proposito del poema...)va be', volevo dire solo questo, ciao ciao

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    Gianfranco Goria

    31/01/2001 17:19:05

    L'incursione del grande Buzzati nel mondo del fumetto non fu assolutamente casuale (ed è paragonabile a quelle di Italo Calvino): sapeva bene di cosa si parlava! Da leggere assolutamente.

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