Il ponte sulla Drina - Ivo Andríc - copertina
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Attraverso la storia del più famoso ponte della Bosnia, Andric´ (1892-1975), premio Nobel per la letteratura nel 1961, evoca le vicende di questa regione dalla fine del XV secolo alla Prima guerra mondiale. Un grandioso romanzo epico che ha per sfondo una terra segnata da un destino tragico.
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11
2001
Tascabile
434 p.
9788804493020

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Cristiano Cant
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Non è mai muta l'ugola di un fiume, non c'è silenzio in quel prodigio di correnti. "Resistenza e corrosione", dolente dinamica pietra-acqua, è come traslata nel vivere degli uomini, dove fra pensiero e dolore, fatica e sopravvivenza, la storia disegna sempre le sue eterne impronte. Undici possenti arcate sul cui suolo accadrà di tutto in quasi quattro secoli di narrazione: commercio, tremende impiccagioni col corpo gettato via fra le acque, discussioni politiche, mostre di rilievo, duelli truci. Ma anche l'amore coi suoi passi leggeri, la carità dignitosa, gli addii. In 250 passi da un estremo a un altro troveremo vite meticce, destini intrecciati come rami di piante confinanti spendersi fra rancori e influssi reciproci, scandire canti e ricordi degni di un volume di leggende. Una memoria possente come figlia del mito, lontana da quella scialba e nota affidata ai calendari, ma viva in certe scene epocali: un tragico periodo di neve, o un'inondazione, un alluvione, dove, per quel grande contrasto poetico che si chiama letteratura, la commozione tocca picchi senza pari. Storie di popoli e di genti, dirà Andric: "Il popolo rammenta e racconta solo ciò che può comprendere e che riesce a trasformare in leggenda". Dai turchi agli austriaci le sottomissioni non tarderanno, e con esse le influenze, i bastardismi, la nuova creta di generazioni mescolate. I singoli episodi si sprecano, in una meravigliosa tratta fra tragedia e coraggio, ribellioni e speranze, tregua e quiete. ll ponte conosce tutto, dialetti e bestemmie, congiure e promesse, lava nel suo corso le vecchie parole e ne accoglie di nuove, si sente addosso gli stridori della contraddizione, l'innocenza di un bambino e i tanti tramonti nei giochi di colore. Sente fra le sue sponde il cuore duro e il senno saldo delle genti che lo attorniano, il vento generoso e le notti di pericolo. Straordinaria sinfonia letteraria, capolavoro senza tempo, evento e spirito fusi in pagine immortali.

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francesco pancanti
Recensioni: 5/5

Ivo Andric, (nobel nel 1961, al suo primo romanzo) abbastanza datato (1942-1943) che sembra però scritto ieri: la scrittura è freschissima, molto fluida. il protagonista è il ponte, appunto, situato tra la Bosnia e la Serbia. personalmente mi facilita molto la lettura il modo in cui è strutturato; (essendo un lettore pigro, da 20 pagine alla volta, ma con buona memoria..) il libro è suddiviso in capitoli mai troppo lunghi, a differenza di come mi è capitato altrove. oltre ad essere importante per capire che la storia, dell'ex-jugoslavia, (il libro copre un arco di tempo da l'inizio del XVI sec, quand'è stato costruito, fino alla seconda guerra mondiale!) è un eccezionale ed appassionante racconto, a volte crudo, così come lo è la storia; protagonisti sono spesso personaggi secondari che resterebbero sconosciuti altrimenti, delle loro umanissime storie, che non troverete su un testo di storia.. . insomma, lo consiglio caldamente.

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Renzo Montagnoli
Recensioni: 5/5

Nel leggere questo romanzo storico, scritto da Andric fra il 1942 e il 1943, pubblicato nel 1945 appena finita la seconda guerra mondiale, possiamo sapere motto di più delle nazionalità della ex Jugoslavia e peraltro in modo piacevole, benché il ritmo sia lento, come i secoli in cui si svolge la trama, ma è lo scotto da pagare per poter finalmente capire. Tutto si svolge nella cittadina di Visegrad, sita nella parte orientale della Bosnia, in un arco di tempo che va dal XVI secolo fino alla Prima guerra mondiale. Il protagonista non è una persona, ma un ponte eretto sul fiume Drina per volontà di Mehmed Sojolovic Pascià, un Visir dell'impero ottomano originario del luogo. Questa costruzione, imponente e anche ardita, vede impassibile, come la pietra di cui è fatta, avvenimenti, fatti e conflitti che accaddero in questo lungo periodo in quella terra. Si sviluppano così una serie di racconti, anche di aneddoti, ambientati intorno al ponte o anche sullo stesso dando vita a un romanzo storico epico e di grande respiro, corale, ma anche individuale, con cui Andric ci rende edotti della storia di Visegrad e dell'intera Bosnia. L'autore descrive e racconta con un senso di umana pietà, approfondendo le tematiche e senza mai giudicare, ma non solo, perché ha la capacità di farci rivivere situazioni e ambienti, finendo con il porgerci la mano per poter entrare anche noi nel cuore di quella che é l'ex Jugoslavia. Pagina dopo pagina si finisce con l'essere avvinti e giunti all'ultima mi sono accorto che Andric è riuscito a sfatare i miei preconcetti, in un messaggio, di grande efficacia, di pace e di rispetto, non solo fra quelle etnie, ma per tutte le etnie, poiché la storia che ognuno di noi si porta dietro, quella che chiamiamo le nostre radici merita lo stesso rispetto di quella degli altri. Il ponte sulla Drina va oltre il semplice romanzo storico, ma è una di quelle opere che restano patrimonio dell'umanità.

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Ivo Andríc

1892, Travnik

Ivo Andríc fu uno dei maggiori rappresentanti delle letterature slave novecentesche. Nato nel 1892 nelle vicinanze di Travnik (Bosnia), è alle lontane e complesse vicende storiche del suo paese che Andric dedicò la propria attenzione di scrittore dalla forte impronta realistica. Durante gli anni che precedettero il primo conflitto mondiale e la costituzione dello Stato iugoslavo aderì al movimento irredentista serbo e per questo venne condannato anche al carcere e al confino. In seguito si dedicò alla carriera diplomatica, soggiornando in diverse città europee, e approfondendo nel frattempo la vocazione letteraria. Risale agli anni Trenta la pubblicazione di alcuni volumi di novelle e al 1945 quella dei due romanzi maggiori, La cronaca di Travnik e...

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