Traduttore: B. Ventavoli
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 252 p.
  • EAN: 9788806219680
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Recensioni dei clienti

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    patty

    27/06/2017 20:15:00

    Indimenticabile......

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    And the Oscar goes to ....

    11/07/2016 19:26:54

    Forse non proprio un 5 pieno ma mi è piaciuto ben oltre il 4. Ben scritto e, come ha commentato qualcun'altro, ogni pagina chiama la successiva.

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    Roberta

    09/05/2016 12:13:25

    E' la storia di un rapporto tra due persone che sono una l'opposto dell'altra, un rapporto molto conflittuale e difficile. Il personaggio principale è Emerenc, una donna delle pulizie, una lavoratrice infaticabile ma molto particolare. Difatti, al contrario di quello che succede normalmente, prima di accettare un lavoro e' lei che si procura informazioni sui datori di lavoro. Nonostante la curiosita' che avevo per Emerenc, la lettura e' stata lenta e poco coinvolgente. Ho faticato a finirlo.

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    Clara

    12/04/2016 19:24:43

    Non sono rimasta del tutto soddisfatta da questo libro. Indubbiamente è scritto benissimo però la storia, forse troppo irreale, l'ho trovata un po' noiosa e non mi ha mai coinvolto al cento per cento nessuno dei personaggi. Peccato, avevo grandi aspettative.

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    AdrianaT.

    26/02/2015 10:10:28

    Gattara, accumulatrice compulsiva, la vecchia Emerec, oltre ad oggetti improbabili, accumula segreti e misteri. Una versione dark di Mary Poppins in termini di efficienza domestica che mi sono immaginata dalle sembianze della macabra Ferula di Glenn Close ne 'La casa degli spiriti'. Personaggio inquietante, al limite dell' inverosimile, però molto forte, efficacissimo, dalla ferrea e lucida follia, che lascia una scia di tetraggine attraverso tutto il libro, ma ti tiene lì. È il rapporto di dipendenza, ossessivo, morboso e per certi versi perverso fra questa domestica sui generis e la padroncina di casa, che si snoda per tutto il racconto, ed è un racconto scritto bene, incalzante. Una lettura un po' claustrofobica che ti catapulta in una specie di lindo e ordinato squallore, e quando alla fine, esci dal tunnel delle loro vite hai una sensazione di sollievo, è vero, ma anche la certezza di avere incontrato qualcosa di profondo, qualcosa d'importante. L'Oscar al miglior attore non protagonista va a Viola, il cane. Questa è la seconda scrittrice ungherese che conosco dopo la notevole Àgota Kristòf, e sebbene lo stile sia completamente diverso, per alcuni tratti, per certe atmosfere crude, cupe, me l'ha ricordata. In fin dei conti, è una storia d'amore: "... l'amore è impegno, passione densa di pericoli e rischi."

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    simona

    27/08/2014 20:30:26

    La storia surreale del particolare rapporto tra la narratrice-scrittrice e la sua domestica che va avanti per oltre venti anni. Rapporto conflittuale sottolineato da dissidi e successivi riavvicinamenti. Molto ben tratteggiati e caratterizzati i personaggi, la domestica rigida con dei principi e una morale molto forti, a volte incomprensibili, e la proprietaria che non comprende gli strani comportamenti di Emerenc. Man mano che si va avanti nella lettura ci si affeziona ai personaggi che cominciano a vivere nella mente del lettore. Romanzo intenso con una bellissima prosa. Da leggere

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    laura

    30/05/2014 22:33:55

    Libro bellissimo,profondo e intenso,una storia surreale e allo stesso tempo vera, che fa riflettere su temi come l'amicizia l'amore e la morte,preso in prestito in biblioteca ma sicuramente lo comprerò

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    rosanna

    06/11/2013 19:35:56

    In crisi profonda.Riconosco un talento straordinario,una prosa fantastica,una capacità di analisi dell'animo umano fuori dal comune,tutto il bello e il grande,il particolare e il corale ,un ritratto di donna,Emerenc,tratteggiato con finezza che rende la stessa un personaggio indimenticabile,però...però questo romanzo definito da tutti un capolavoro,e lo è indubbiamente!,queste pagine così ricche di maestria,suggestione,dolore e tutto quello che caratterizza un grande racconto ,non so come e perché non mi hanno emozionato.Sono arrivata alla fine e mi sono sentita come quando ,finalmente giunta al cospetto della Gioconda di Leonardo,mi sono detta :"Tutto qua?"Nessuna emozione,solo il piacere di aver avuto la possibilità di esserci.Lo stesso sentimento che ho provato per questo romanzo.

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    Lorso57

    22/10/2012 20:15:04

    Non posso condividere l'entusiasmo contenuto nelle recensioni di altri lettori. Evidentemente non sono riuscito ad entrare nella trama e nell'atmosfera create dall'autrice. La storia, pur ben scritta, mi è parsa piuttosto irrreale e poco coinvolgente, lontana da me. Peccato ma proverò certamente a leggere nuovamente la Szabo nella speranza che con una storia diversa si possa accendere la scintilla.

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    Lupo '58

    18/10/2012 23:58:09

    Un libro bellissimo, "insolito" e coinvolgente: Magda Szabo è stata per me una vera rivelazione. La sua scrittura è elegante, ma assai efficace nella descrizione dell'animo dell'animo umano in tutte le sue possibili sfaccettature. Anche nei passaggi più tristi e drammatici la sua narrazione non è mai pesante e mantiene costante, anzi accresce il piacere della lettura. In più il grande merito di aver creato un personaggio, quello di Emerenc Szeredàs, la protagonista, assolutamente indimenticabile. DA LEGGERE, TASSATIVAMENTE!!!

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    Federica

    13/05/2012 16:46:52

    Questo libro merita un 7 più che un 5: è meraviglioso! Da leggere, assolutamente.

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    Lisa

    04/09/2007 03:01:42

    Leggo molto. Quasi più nulla mi tocca davvero. Questa volta sì, ed è raro che accada. Una figura ed una relazione potentemente tratteggiate, una profonda moralità. Una grande lezione sulla vita. Attendo che le case editrici pubblichino il resto.

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    macuanna

    23/02/2007 11:48:27

    Una relazione di cristallo, due donne, una anziana dolce e dura come una pesca noce, l'altra poco capace di leggerle tra le righe. Una corsa verso l'affetto più radicale. Incomprensioni e gratitudine, empatia e ricatti. L'amore non lega - se la sostanza di cui si è fatti non si appartiene. Essere donne illude rovinosamente. Un'immagine privata e suggestiva di come dolore e ineffabilità caratterizzino lo sforzo, l'impegno di amarsi, capirsi, lasciarsi vivere e morire.

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    Giulia

    08/02/2007 22:59:46

    Un romanzo di quelli che scavano qualcosa dentro e lasciano il segno in modo perpetuo. Una grande scoperta questa scrittrice di cui ignoravo completamente l'esistenza. Uno stile scorrevole e prezioso che racconta una vicenda intima e complessa ricca di sentimenti, e non solo buoni sentimenti. Altamente consigliato!

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    barbara wahl

    23/02/2006 14:13:35

    Recensione Magda Szabò – La porta La storia, semplice, è quella di una domestica e del suo rapporto con una signora tormentata, la narratrice stessa del romanzo, una scrittrice ungherese, personaggio alquanto autobiografico. Siamo chiamati ad assistere alla nascita della strettissima relazione che legherà padrona e serva attraverso una serie di capitoli brevi, rigorosamente calibrati attorno ad un episodio in una Budapest postbellica che diventa il palcoscenico vivente della vicenda. Il personaggio centrale, la poderosa figura di Emerenc non ha però nulla delle pallide comparse, vittime remissive alle quali ci ha abituati la letteratura: tenere sostitute delle madri o governanti dimenticate come la Félicité di Flaubert. Questa donna no, è una figura a tratti mitologica che s’intromette anche pesantemente nelle abitudini dei padroni di casa. E’ un essere totalmente morale che sceglie i propri padroni in base alle loro virtù, e propone il suo servizio ad un prezzo da lei stessa stabilito dopo aver studiato i comportamenti dei datori di lavoro, il loro grado di pulizia o ordine; è regale nel decidere a chi, quando e come dare un aiuto. Emerenc è una donna anziana (ripetutamente è nominata “la vecchia”) ma dotata di un’energia travolgente. La sua forza di vecchia ed insieme di lavoratrice potentissima le dà dei diritti riservati a pochi: quello di disprezzare la politica, di aiutare, indiscriminatamente, il nemico e l’amico quando ne hanno bisogno, di giudicare secondo il suo metro, ferreo, severissimo con l’umanità tutta, tenero soltanto con malati, feriti o animali (il cane Viola è un personaggio difficile da dimenticare, un cane profeta). Nel racconto oscilliamo continuamente tra l’ammirazione verso la figura di Emerenc, disegnata con l’ascia, violentemente pura, e la compassione verso la seconda protagonista, la scrittrice sensibile, piena di perplessità. Una porta chiusa sigilla un segreto ma dobbiamo aspettare che la domestica accetti di amare e essere amata dalla padrona per accedere alla porta.

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    Fabrizio

    15/06/2005 13:25:09

    Finalmente! Quarant'anni dopo "L'altra Ester" ci è dato leggere un altro romanzo di Magda Szabò, anche stavolta un rapporto intenso e conflittuale tra due donne, una scrittura ancora più tersa. Mi chiedo perché Feltrinelli non ripubblichi anche l'altro romanzo.

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