Traduttore: S. Viciani
Editore: TEA
Collana: Tea Trenta
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 6 luglio 2017
Pagine: 192 p., Brossura
  • EAN: 9788850246977
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Descrizione
"Non potevo fare a meno di pensare. Dio mio, questi postini, non fanno altro che infilare le loro lettere nelle cassette e scopare. Questo è il lavoro che fa per me. oh. sì sì sì." Ma il paradiso sognato da Henry Chinaski, il leggendario e popolare alter ego di Bukowski, viene brutalmente smentito dalla realtà quando, assunto dall'amministrazione postale americana, si ritrova con la sacca di cuoio sulle spalle a girare in lungo e in largo attraverso la squallida periferia di Los Angeles. Profondamente deluso dalla monotona routine quotidiana e insofferente agli sterili e rigidi regolamenti della macchina burocratica. Chinaski si consola affogando le sue frustrazioni nell'alcol e trovando rifugio tra le morbide braccia di donne più sole di lui, come la calda e accogliente Betty, l'insaziabile e vogliosa texana Joyce e Fay, la contestatrice hippy che gli darà una figlia prima di sparire in una remota comunità. Tra clamorose sbornie, azzardate puntate all'ippodromo e "movimentate" nottate in motel sgangherati, Chinaski riuscirà a "guadagnarsi" il licenziamento e a farsi riassumere, ma solo per licenziarsi definitivamente, inorridito e disgustato da quell'immenso ufficio postale che, poi, è la vita stessa.

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Recensioni dei clienti

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    serafini lino pasqualino

    03/11/2018 16:04:43

    sempre grande charles, henry ed hanck. riletto dopo trent'anni ancora attuale.

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    Violoncella

    31/10/2018 21:24:00

    Ahimè non amo troppo questo genre di libri,forse perché descrivono una realtà troppo dura,che non mi appartiene e che non sono interessata a conoscere. Tuttavia apprezzo il modo di scrivere dell'autore e il fatto che il romanzo si legga con facilità e la totale assenza di fronzoli.Pur non amando il genere lo consiglio.

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    Francesco

    21/09/2018 19:17:34

    Tempo che vola quando lo si legge. Uno spaccato di vita reale in pieno stile Bukowski.

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    Luca

    21/09/2018 18:54:04

    Brevemente, poiché il librò in sé non necessita un' analisi particolarmente approfondita, (almeno non quanto quella necessaria a descrivere, comprendere e definire l'autore e la sua filosofia di vita) Post Office o lo si odia o lo si ama... o entrambi. Premesso che apprezzare non è sinonimo di condividere e comprendere non lo è di approvare, questa è un'opera comprensibilmente apprezzabile: il soggetto è semplice, il tema biografico comune, ciò che conta tuttavia non è l'originalità dei contenuti, ma l'originalità di come vengono presentati, narrati. Bukowski riesce a fare del disagio sociale e dell'autoemarginazione un punto di forza, anzi "IL" punto di forza e anche quello di partenza di tutta la sua opera e di tutta la sua filosofia di vita. Quello che Chinaski, trasposizione letteraria dell'autore, ha nei confronti della vita è un comportamento apoptotico: lui sa di vivere così, sa a quello che va incontro con i suoi comportamenti, sa cosa rischia e gli va bene, o meglio non gliene frega niente. Quella è la sua vita, ma non è che se l'è scelta così, è come se fosse già tutta programmata da qualcun altro: lui vi si adatta come può. Contento lui... di fatti poco contano le sue scelte, o meglio quelle che impone ai suoi personaggi, ciò che conta è l'abilità con cui le rappresenta, come le giustifica senza una vera giustificazione, come riesce, in soldoni, a rivoltarti la frittata e farti credere che abbia ragione perché il mondo secondo lui va proprio così! Ci sono molti modi per leggere un libro e per giudicare un autore, uno è quello di prestare attenzione solo ai contenuti e ritenere quanto più valido uno scrittore, quanto più originali e divertenti sono essi siano; un altro modo è quello di concentrarsi sull'impatto delle parole, su quanto viene detto, quanto sottointeso, sull’eccessivamente esplicito del singolo che racchiude un profondo implicito sociale.

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    paolo

    09/06/2018 23:44:43

    Un libro che desideravo da tempo leggere per conoscere Bukowski

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    Massimo

    25/04/2018 18:53:56

    Lo stress fisico , l'alcolismo, i vizi e la vita di un uomo portata allo stremo, sono elementi portati di questo libro. Il primo libro che leggo di Bukowski, comprato per puro caso, una lettera che mi rimarrà impressa nella mia mente. Gran Libro, lo consiglio vivamente. Va letto cum grano salis.

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    Antonio

    09/03/2018 22:14:38

    Piacevole lettura, come lo è del resto tutta la letteratura di Bukowski.

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    sisio

    08/03/2018 00:22:28

    eccellente lettura, forse troppi episodi ripetuti spesso con protagonisti diversi, ma la proiezione temporale istantanea che fa vivere bukowski coi suoi racconti, è sempre eccitante per non dire la solita suggestività!

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    Paolo Pizzi

    29/07/2011 15:04:47

    Brevemente, poiché il librò in sé non merita un analisi approfondita, (almeno non quanto quella necessaria a descrivere e definire la filosofia dell'autore) Post Office o lo si odia o lo si ama...o entrambi. Premesso che apprezzare non è sinonimo di condividere e comprendere non lo è di approvare, questa è un'opera comprensibilmente apprezzabile. Il soggetto è semplice, il tema biografico comune, ciò che conta tuttavia non è l'originalità dei contenuti, ma l'originalità di come vengono presentati. Bukowski riesce a fare del disagio sociale un punto di forza, "IL" punto di forza e anche quello di partenza di tutta la sua opera e di tutta la sua filosofia di vita. Quello che Chinaski, trasposizione letteraria dell'autore, ha nei confronti della vita è un comportamento apoptotico: lui sa di vivere così, sa a cosa rischia di andare incontro e gli va bene, o meglio non gliene frega niente. Quella è la sua vita ma non è che se l'è scelta lui, è come se fosse già tutta programmata da qualcun altro: lui vi si adatta come può. Contento lui...di fatti poco contano le sue scelte di vita, o meglio quelle che impone ai suoi personaggi, ciò che conta è l'abilità con cui le rappresenta, come le giustifica senza una vera giustificazione, come riesce, in soldoni, a rivoltarti la frittata e farti credere che abbia ragione, perché il mondo secondo lui va proprio così! Ci sono molti modi per leggere un libro e per giudicare un autore, uno è quello di prestare attenzione solo ai contenuti e ritenere quanto più valido uno scrittore, quanto più originali e divertenti sono questi ultimi; un altro modo è quello di concentrarsi sull'impatto delle parole, su quanto viene detto, quanto sottointeso. Sull'eccessivamente esplicito del singolo che racchiude un profondo implicito sociale. Quando dissi a un mio amico che mi accingevo a leggere un libro di Bukowski, lui commentò soltanto, "mah, sì carino, però dice un mucchio di cavolate." Vero, dice un mucchio di cavolate, ma con che stile!

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    Orietta

    28/01/2005 15:22:26

    E' il pimo libro di BukowsKi che leggo (ringrazio mio fratello che me lo ha regalato) e ho scoperto un genio dellla letteratura!!!!! Ironico, serio, talvolta poetico e molto molto attuale.

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    Giovanni

    16/12/2004 17:09:41

    Il capolavoro di Bukowski. Post Office sa coniugare la vena surreale-sboccata-epicureista, tipica dell'autore, con il senso di tristezza e di malinconia che pervade l'universo umano. Il risultato è un inatteso equilibrio narrativo, a tratti di rara eleganza. "Hank" Chinaski, l'alter-ego bukowskiano di sempre, giunge con Post Office alla sua piena maturità.

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    gabryella

    25/07/2000 15:52:14

    .......da leggere!! il migliore come ironia e autocritica. Consiglio a tutti di leggere "Bukowski" biografia scritta da Howard Sounes.

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