Traduttore: S. Viciani
Editore: TEA
Collana: Tea Trenta
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 6 luglio 2017
Pagine: 192 p., Brossura
  • EAN: 9788850246977

94° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Recensioni dei clienti

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    paolo

    09/06/2018 23:44:43

    Un libro che desideravo da tempo leggere per conoscere Bukowski

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    Massimo

    25/04/2018 18:53:56

    Lo stress fisico , l'alcolismo, i vizi e la vita di un uomo portata allo stremo, sono elementi portati di questo libro. Il primo libro che leggo di Bukowski, comprato per puro caso, una lettera che mi rimarrà impressa nella mia mente. Gran Libro, lo consiglio vivamente. Va letto cum grano salis.

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    Antonio

    09/03/2018 22:14:38

    Piacevole lettura, come lo è del resto tutta la letteratura di Bukowski.

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    sisio

    08/03/2018 00:22:28

    eccellente lettura, forse troppi episodi ripetuti spesso con protagonisti diversi, ma la proiezione temporale istantanea che fa vivere bukowski coi suoi racconti, è sempre eccitante per non dire la solita suggestività!

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    Paolo Pizzi

    29/07/2011 15:04:47

    Brevemente, poiché il librò in sé non merita un analisi approfondita, (almeno non quanto quella necessaria a descrivere e definire la filosofia dell'autore) Post Office o lo si odia o lo si ama...o entrambi. Premesso che apprezzare non è sinonimo di condividere e comprendere non lo è di approvare, questa è un'opera comprensibilmente apprezzabile. Il soggetto è semplice, il tema biografico comune, ciò che conta tuttavia non è l'originalità dei contenuti, ma l'originalità di come vengono presentati. Bukowski riesce a fare del disagio sociale un punto di forza, "IL" punto di forza e anche quello di partenza di tutta la sua opera e di tutta la sua filosofia di vita. Quello che Chinaski, trasposizione letteraria dell'autore, ha nei confronti della vita è un comportamento apoptotico: lui sa di vivere così, sa a cosa rischia di andare incontro e gli va bene, o meglio non gliene frega niente. Quella è la sua vita ma non è che se l'è scelta lui, è come se fosse già tutta programmata da qualcun altro: lui vi si adatta come può. Contento lui...di fatti poco contano le sue scelte di vita, o meglio quelle che impone ai suoi personaggi, ciò che conta è l'abilità con cui le rappresenta, come le giustifica senza una vera giustificazione, come riesce, in soldoni, a rivoltarti la frittata e farti credere che abbia ragione, perché il mondo secondo lui va proprio così! Ci sono molti modi per leggere un libro e per giudicare un autore, uno è quello di prestare attenzione solo ai contenuti e ritenere quanto più valido uno scrittore, quanto più originali e divertenti sono questi ultimi; un altro modo è quello di concentrarsi sull'impatto delle parole, su quanto viene detto, quanto sottointeso. Sull'eccessivamente esplicito del singolo che racchiude un profondo implicito sociale. Quando dissi a un mio amico che mi accingevo a leggere un libro di Bukowski, lui commentò soltanto, "mah, sì carino, però dice un mucchio di cavolate." Vero, dice un mucchio di cavolate, ma con che stile!

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    Orietta

    28/01/2005 15:22:26

    E' il pimo libro di BukowsKi che leggo (ringrazio mio fratello che me lo ha regalato) e ho scoperto un genio dellla letteratura!!!!! Ironico, serio, talvolta poetico e molto molto attuale.

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    Giovanni

    16/12/2004 17:09:41

    Il capolavoro di Bukowski. Post Office sa coniugare la vena surreale-sboccata-epicureista, tipica dell'autore, con il senso di tristezza e di malinconia che pervade l'universo umano. Il risultato è un inatteso equilibrio narrativo, a tratti di rara eleganza. "Hank" Chinaski, l'alter-ego bukowskiano di sempre, giunge con Post Office alla sua piena maturità.

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    gabryella

    25/07/2000 15:52:14

    .......da leggere!! il migliore come ironia e autocritica. Consiglio a tutti di leggere "Bukowski" biografia scritta da Howard Sounes.

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