Il posto degli ebrei

Amos Luzzatto

Editore: Einaudi
Collana: Vele
Anno edizione: 2003
Pagine: 84 p., Brossura
  • EAN: 9788806167028
Usato su Libraccio.it - € 3,78

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    Fabrizio Porro

    22/09/2012 02:25:58

    Da popolo stanziale, nell'antichità, gli ebrei sono presto divenuti tra il Medioevo e l'epoca moderna l'emblema del popolo nomade, a suo modo unito ma al tempo stesso disperso nella diaspora. Questa sua peculiarità ha avuto termine in Europa con l'emancipazione, quando agli ebrei è stato chiesto di adeguarsi alla nuova realtà degli stati nazionali: sono diventati cosi' cittadini di "religione mosaica", assimilati agli usi e costumi delle popolazioni circostanti. Ma "assimilarsi" non vuol dire "dissolversi", bensi' arricchirsi delle esperienze delle popolazioni contigue e arricchire a loro volta queste ultime in uno scambio continuo e reciproco. Prendendo le mosse dalla storia culturale degli ebrei è possibile evidenziare un percorso esemplare, in grado di indicare una via originale per la costruzione della nuova Europa. Né un' "Europa delle nazioni", esclusiva ed escludente, né un'"Europa cristiana", che corre il rischio di segregare ed escludere chi non si riconosce in quel modello, bensì un' "Europa delle componenti" che includa minoranze e maggioranze in un progetto comune, privo di egemonie e discriminazioni. E' "l'Europa delle genti che vi abitano e che sono disponibili a unirsi a coloro che vi giungono migrando", come scrive in questo libro Amos Luzzatto, che a partire dagli ebrei trae conclusioni di portata più vasta, che ci riguardano tutti indistintamente. Perché l'identità di un gruppo umano è fatta di molte storie, di mille sfaccettature. La storia degli ebrei ne è un esempio cruciale. Imprescindibile, per immaginare un nuovo continente europeo e un Occidente diverso.

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