La potenza del falso. Illusione, favola e sogno nella modernità letteraria

Arturo Mazzarella

Editore: Donzelli
Collana: Saggine
Anno edizione: 2004
In commercio dal: 12 settembre 2004
Pagine: VII-246 p., Brossura
  • EAN: 9788879898614
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Descrizione
Sul finire del secolo dei Lumi, lo scrittore scopre la sua vocazione: egli è un creatore, un inventore di narrazioni che non riproducono la realtà secondo i precetti imposti dal realismo ingenuo, ma che si muovono all'interno di uno spazio autonomo. Dichiarandosi assoluta e senza vincoli, però, la letteratura rischia di ridursi a un falso, impalpabile e inconsistente. Verità e finzione, allora, coesistono, perché il falso non è un errore, ma una via "altra" per approssimarsi alla realtà. Questo studio esplora le regioni antropologicamente costitutive del falso: l'illusione, la favola, il sogno, declinate dalle voci di Leopardi, Valéry e Novalis, autori che si muovono sul terreno di un pensiero poetante che intreccia creatività e interrogazione razionale.

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    uh

    08/10/2004 17:12:14

    Se la "potenza del falso" fosse consegnata alle prossime generazioni unicamente tramite questo volume, credo che l'umanità sarebbe spacciata. Si tratta di uno di quei libri tipicamente forgiati per la vendita su larga scala a masse di studenti obbligati a comprarlo. Affermare che gli argomenti sono trattati in maniera ridondante è veramente poco. I tre autori chiave (Novalis,Leopardi,Valéry) sono presentati in una sintesi che spesso e volentieri abbonda di giudizi superflui ed è continuamente invasa da riferimenti e confronti didatticamente inutili. Un esempio per tutti: in uno dei capitoli su Valéry, accenna ai concetti di "simmetria" e "asimmetria" formulati nella critica al freudismo di I.M. Blanco. Risultato: senza aver spiegato minimamente cosa quest'autore intenda con essi, il lettore si trova davanti ad un puro gesto di virtuosismo accademico che da una parte aumenta le righe della prestigiosa bibliografia, ma, dall'altra, riduce le possibilità di mettere a fuoco i concetti fondamentali. Questo è, a mio giudizio, lo stile del libro: inessenziale. C'è da dire inoltre ce la rigidità e la dubbia accuratezza con cui vengono svolti gli appelli d'esame contrastano con la "rilassatezza" che pervade il libro da cui hanno origine i colloqui. Ma questa è un'altra storia...nulla a che vedere con il falso.

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