Le pratiche del disgusto - Ugo Cornia - copertina

Le pratiche del disgusto

Ugo Cornia

Con la tua recensione raccogli punti Premium
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente
Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente
Collana: La memoria
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 22 febbraio 2007
Pagine: 101 p., Brossura
  • EAN: 9788838921865
Salvato in 1 lista dei desideri

€ 9,50

€ 10,00
(-5%)

Punti Premium: 10

Venduto e spedito da IBS

Quantità:
LIBRO
Aggiungi al carrello
spinner
PRENOTA E RITIRA Verifica disponibilità in Negozio

Le pratiche del disgusto

Ugo Cornia

Caro cliente IBS, da oggi puoi ritirare il tuo prodotto nella libreria Feltrinelli più vicina a te.

Verifica la disponibilità e ritira il tuo prodotto nel Negozio più vicino.

Non siamo riusciti a trovare l'indirizzo scelto

Prodotto disponibile nei seguenti punti Vendita Feltrinelli

{{item.Distance}} Km

{{item.Store.TitleShop}} {{item.Distance}} Km

{{item.Store.Address}} - {{item.Store.City}}

Telefono: 02 91435230

{{getAvalability(item)}}

Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:0{{item.FirstPickUpTime.minute}} Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:{{item.FirstPickUpTime.minute}}
Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:0{{item.FirstPickUpTime.minute}} Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:{{item.FirstPickUpTime.minute}}
*Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva

Spiacenti, il titolo non è disponibile in alcun punto vendita nella tua zona

Compralo Online e ricevilo comodamente a casa tua!
Scegli il Negozio dove ritirare il tuo prodotto
Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una email di conferma Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una email di conferma
Recati in Negozio entro 3 giorni e ritira il tuo prodotto

Inserisci i tuoi dati

Errore: riprova

{{errorMessage}}

Riepilogo dell'ordine:


Le pratiche del disgusto

Ugo Cornia

€ 10,00

Ritira la tua prenotazione presso:


{{shop.Store.TitleShop}}

{{shop.Store.Address}} - {{shop.Store.City}}

Telefono: 02 91435230


Importante
1
La disponibilità dei prodotti non è aggiornata in tempo reale e potrebbe risultare inferiore a quella richiesta
2
Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}}) Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}})
3
Per facilitarti il ritorno in libreria, abbiamo introdotto un nuovo servizio di coda virtuale. Ufirst ti permette di prenotare comodamente da casa il tuo posto in fila e può essere utilizzato in tante librerie laFeltrinelli, fino a 30 minuti prima della chiusura del negozio. Verifica qui l'elenco aggiornato in tempo reale dove è attivo il servizio ufirst.
4
Una volta ricevuta la mail di conferma, hai tempo 3 giorni per ritirare il prodotto messo da parte (decorso questo termine l'articolo verrà rimesso in vendita)
5
Al momento dell'acquisto, ai prodotti messi da parte verrà applicato il prezzo di vendita del negozio

* Campi obbligatori

Grazie!

Richiesta inoltrata al Negozio

Riceverai una Email di avvenuta prenotazione all'indirizzo: {{formdata.email}}

Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una Email di avvenuta prenotazione all'indirizzo: {{formdata.email}}

Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una Email di avvenuta prenotazione all'indirizzo: {{formdata.email}}

N.Prenotazione: {{pickMeUpOrderId}}

Le pratiche del disgusto

Ugo Cornia

€ 10,00

Quantità: {{formdata.quantity}}

Ritira la tua prenotazione presso:

{{shop.Store.TitleShop}}

{{shop.Store.Address}} - {{shop.Store.City}}

Telefono: 02 91435230


Importante
1 La disponibilità dei prodotti non è aggiornata in tempo reale e potrebbe risultare inferiore a quella richiesta
2 Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}}) Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}})
3 Per facilitarti il ritorno in libreria, abbiamo introdotto un nuovo servizio di coda virtuale. Ufirst ti permette di prenotare comodamente da casa il tuo posto in fila e può essere utilizzato in tante librerie laFeltrinelli, fino a 30 minuti prima della chiusura del negozio. Verifica qui l'elenco aggiornato in tempo reale dove è attivo il servizio ufirst.
4 Una volta ricevuta la mail di conferma, hai tempo 3 giorni per ritirare il prodotto messo da parte (decorso questo termine l'articolo verrà rimesso in vendita)
5 Al momento dell'acquisto, ai prodotti messi da parte verrà applicato il prezzo di vendita del negozio

Altri venditori

Mostra tutti (4 offerte da 10,00 €)

Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

Passeggia per le circostanze della sua vita, come si passeggia per le vie di una città, l'Io narrante di Cornia, lasciandosi riflettere sulle mille cose che gli capitano durante l'esistenza esattamente al pari del disoccupato camminatore che fantastica automaticamente su ciò che vede accadere agli angoli delle strade. È uno spettatore puro di se stesso. Il suo modello segreto di osservazione sta tra Monsieur Hulot e Bouvard e Pécuchet: un composto di innato senso del comico e dell'assurdo, di sensibilità accesa verso il carattere fluido dell'esistere e candida voglia di afferrare un senso che non c'è. Eppure dalla sua ossessione ingenua e febbrile di onnicomprensione discende una capacità di penetrazione psicologica che riesce, in realtà in poco e come parlando d'altro, a tratteggiare efficacemente personaggi e situazioni fino a comporre trame umane fittissime pur nella loro occasionalità minimalistica. Nel suo dinamismo "Le pratiche del disgusto" ha la velocità dell'invettiva. Ma con un centro di gratitudine e rimpianto. Si tratta dell'amicizia, grandissimo mistero: piccoli episodi richiamano all'Io narrante la catena di sue amicizie, così diverse, così ariose o anguste, tutte sospese come oasi o come colline verdi sul deserto del conformisno di vite legate, che per quanto lo si esplori in lungo e in largo appare solo uguale e desolante.
Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

2,6
di 5
Totale 5
5
1
4
1
3
0
2
1
1
2
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    flavioalberto

    11/11/2020 09:55:04

    Con qualche debito verso T.Bernhard e R.Queneau, l'io narrante spariglia le carte dei luoghi comuni, diverte con le sue riflessioni paradossali! Belle le pagine sull'amicizia, feroci e veritiere quelle sui conformismi dell'umana narrazione (o commedia).

  • User Icon

    passenger1976@gmail.com

    09/12/2019 13:36:43

    libro deludente, piatto e noioso. la ricerca linguistica e discorsiva dell'autore sembra girare a vuoto e giustificarsi di per sé stessa.

  • User Icon

    Pasquale

    19/09/2015 16:45:21

    I pochi passaggi interessanti sono sufficienti per fare un articolo di due pagine, non un libro intero. Che è molto stiracchiato. Delusione.

  • User Icon

    byebyebombay

    02/01/2008 18:05:44

    Come al solito grande Ugo Cornia!...le emozioni descritte senza filtri fra quello che si sente e quello che finisce su carta...ed arriva dentro altrettanto senza possibilità di filtrare nulla... poi col tempo tutto torna come d'improvviso alla mente...mentre sei in mezzo a qualcosa...

  • User Icon

    claudio

    15/11/2007 19:39:10

    Carine le prime 3 pagine, poi sempre uguale... a proposito ha lo stesso identico stile di Paolo Nori. Casuale?

Vedi tutte le 5 recensioni cliente
"Come di lavoro di preciso non lo so". Così due anni fa Ugo Cornia accompagnava l'incipit delle Pratiche del disgusto (il suo quarto libro – dopo Sulla felicità a oltranza del 1999, Quasi amore del 2001 e Roma del 2004 – ora come i precedenti pubblicato da Sellerio) sul numero 28 della rivista "il verri": che, intitolato Il libro a venire, invitava un certo numero di scrittori italiani a presentare i loro "lavori in corso". Con i compagni di strada del "Semplice" (Gianni Celati, Ermanno Cavazzoni, Daniele Benati, Paolo Nori, Giampaolo Morelli, Aldo Gianolio e altri), sul quale esordì nel '96, Cornia condivide un atteggiamento anti-intellettuale, da "invaso dalla lingua" (come s'intitola un frammento di Novalis tradotto da Marianne Schneider sul primo numero della rivista), che rifugge all'idea di controllare la propria scrittura: "Sei in un ambito che se va bene puoi governare a metà, e anzi, secondo me non lo puoi governare per niente. Tra l'altro per me governare qualcun altro è sempre un po' vergognoso".
Ma, sotto queste apparenze dimesse e strampalate, sul "verri" Cornia esponeva con esattezza quello che, se non evidentemente un programma, è l'"umore" della sua scrittura: "Sto a spettare che passino in mezzo alla mia testa dei pensieri-frase che siano tali per me che alla fine li scrivo. Probabilmente devono essere anche delle frasi che si intonano con un qualche umore che ho già per i fatti miei perché mi sembra che sia soltanto una specie di umore che le tiene insieme". L'unità – che i "narratori" specializzati come tali cercano nelle strutture, nelle forme-contenitore della scrittura – è insomma data, in questo caso, dalla scrittura stessa: in Cornia, ancor più che nei suoi compagni di "Viva Voce" (il ciclo di seminari sulla lettura e sulla vocalità dal quale venne fuori "Il semplice"), una scrittura avvolgente, sinuosa e strascicata, accuratamente modellata sui modi dell'oralità: perfetto esempio, insomma, di quella che Giuseppe Antonelli ha definito di recente "lingua ipermedia". Che si dispiega in un flusso lieve e, insieme, irresistibile, evitando sempre di cristallizzarsi in forme codificate come il "romanzo" (continuava Cornia sul "verri": "Per me l'idea di fare un romanzo […], cercando di tenere insieme qualcosa per tante pagine, mi sembra quasi qualcosa contro natura"). Diceva appunto Novalis: "La particolarità della lingua è proprio quella di occuparsi soltanto di se stessa, ed è un mistero meraviglioso e proficuo il fatto che, quando uno parla tanto per parlare, pronunci le verità più stupende e originali. Se invece vuole parlare di qualcosa di definito, la lingua, essendo capricciosa, gli fa dire la roba più ridicola o sbagliata".
Finisce così che questo Le pratiche del disgusto, che "parla tanto per parlare" (e non ha mancato di deludere, infatti, i critici sempre pronti a ricondurre ogni testo alla "narratività" dominante), risulti il più puro e radicale dei libri di Cornia. I precedenti infatti equilibravano la dirompente digressività – che di queste premesse è naturale conseguenza – con indici tematici che, seppur grossolani (la "morte" per Sulla felicità a oltranza, l'"amore" per Quasi amore, il "lavoro" per Roma), comunque consentivano di leggerli quasi come narrazioni tradizionali. Quasi, beninteso: perché in realtà, più che temi, anche quelli erano umori della scrittura.
Anche qui, certo, un tono base si può rintracciare: nel "disgusto"dichiarato dal titolo (per una certa tipa "sgarbata dentro", moglie di un amico o ex tale, che riassume nella sua "ignoranza individuale […] l'ignoranza di tutta l'epoca"). Ma il testo subito si sfilaccia nelle infinite parentesi, nei continui "a parte", nei proponimenti subito abortiti di distogliersi dalla presenza maledetta del personaggio ostile. Al pari del sodale Nori (ma anche di narratori di ben diversa estrazione, quali Vitaliano Trevisan o Leonardo Pica Ciamarra) Cornia ha sicuramente guardato a uno scrittore la cui fortuna, presso molti dei nostri migliori contemporanei, oggi non teme confronti: Thomas Bernhard. Qui, poi, di Bernhard non c'è solo l'ossessività ma anche il suo oggetto più caratteristico: cioè appunto il disgusto – che colloca il testo, ove proprio occorra etichettarlo, nella dimensione dell'invettiva. La cui iperbolicità non manca di destare i sali comici – mai come qui stralunati e al limite della demenza – che i lettori di Cornia ben conoscono.
Eppure il vero fascino di questo libro è altrove. Tanto è profondo il grumo di fastidio e umiliazione che questo si espande indefinitamente, irradiando a onde tutto il paesaggio circostante, come si trattasse di mefitiche esalazioni di qualche gas venefico. Il bislacco andamento "saggistico" di Cornia lo spiega così: "Nel tuo cervello si è depositata questa specie di sostrato umiliativo, la sostanza umiliante". Domina un bizzarro materialismo primitivo, nella visione pseudotrattatistica (di Manganelli Cornia con altri curò nel '97 per "Comix" una raccolta di pagine aforistiche) di chi sogna di comporre una "mappa esatta delle pratiche del disgusto", quasi da fisiologo presocratico. Come un Talete il quale si fosse convinto che non l'acqua ma appunto l'umiliazione sia la materia di cui è fatto l'intero universo (certo lo è, quello mentale di chi dice io). Tale principio universale non è però un assoluto, bensì un divenire. È quella che viene definita "spirale peggiorativa": "Le cose singole peggiorate offrono poi di rimando a qualsiasi individuo un nuovo panorama che è sia peggiorato che peggiorante, la grande sinergia ambientale del dominio del peggio come peggio puro, il peggio assoluto. E così via all'infinito".
Non si sbaglia ad avvertire una remota ma precisa eco leopardiana, in questa filosofia tascabile dell'infinito degrado, in questa visione cosmica di un secondo principio della termodinamica volto al mentale e – si dica pure – al morale. Non mancano più precisi riverberi delle Operette morali ("tutti noi siamo questa stessa pasta dell'universo rigirata in mille differenti modi"; "è venuta fuori tutta questa assuefazione generale […] a questo non si sa che cosa che però ha proprio e soltanto questo grande funzionamento da galera"); ma più in generale Le pratiche del disgusto esemplifica a perfezione quella "linea leopardiana della prosa", esemplata nello Zibaldone, di cui ha parlato a varie riprese Celati: nella quale "il fraseggio si sviluppa per aggiunzioni continue di frasi appese e scandite da virgole, archi di frasi con ritorni all'indietro, ripetizioni avvolgenti, e un andamento aperto che spesso si perde in un 'eccetera'", il "fraseggio di chi pensa scrivendo: non mette in prosa blocchi di pensiero già pronti, ma insegue idee che si sviluppano man mano nel flusso delle parole" (cito da Leopardi compagno di strada, in Il fior fiore di Zibaldoni e altre meraviglie, a cura di Enrico De Vivo e Gianluca Virgilio, Santoro, 2004). Una lingua audacemente non costruttiva, una dépense linguistica che altrove Celati ha paragonato alle Strutture dissipative di Ilya Prigogine. Traduzione materialmente linguistica, dunque, dell'universale degrado.
In virtù di questa felice e, c'è da pensare, perfettamente preterintenzionale coincidenza di tema profondo e umore linguistico, le pagine conclusive di Cornia (che tornano su un topos consunto come lo spleen domenicale) acquistano un respiro che forse non si esagera a definire tragico. O meglio, ilarotragico: "Per una vita non ho visto l'ora che queste mie domeniche finissero, con tutta quell'aria finta, totalmente al di fuori delle cose (…) è la domenica pomeriggio quella che ti terrorizza di più (…) quando uno va a farsi un giro nei parchi e vede della gente che ti sembra di camminare in mezzo a dei morenti che si aggirano sull'inerzia silenziosa della Terra, che va per la sua strada e gira intorno al Sole come negli ultimi 300 miliardi di anni".
  Andrea Cortellessa
 
  • Ugo Cornia Cover

    Ugo Cornia è nato a Modena nel 1965.È insegnante di filosofia e di sostegno in una scuola superiore. Suoi racconti sono apparsi su “Il Semplice” e su “Il diario”. Ha pubblicato con Sellerio i romanzi Sulla felicità a oltranza (1999), Quasi amore (2001), Roma (2004), Le pratiche del disgusto (2007); ha pubblicato inoltre Modena è piccolissima, con Giuliano Della Casa (edt 2009), Operette ipotetiche (Quodlibet 2010), Autobiografia della mia infanzia (Topipittori 2010). Con Feltrinelli, Le storie di mia zia (2008), Il professionale (2012) e Animali (topi gatti cani e mia sorella) (2014). Approfondisci
Note legali