Categorie

Camilla Läckberg

Traduttore: L. Cangemi
Editore: Marsilio
Collana: Farfalle
Anno edizione: 2010
Pagine: 462 p. , Brossura
  • EAN: 9788831706810
Usato su Libraccio.it € 7,60

Dopo l’esordio sorprendente de La principessa di ghiaccio, un nuovo thriller di Camilla Läckberg. Stessa ambientazione, Fjällbacka, l’incantevole villaggio sul mare a più di 500 km da Stoccolma che l’attrice Ingrid Bergman aveva scelto come dimora, quando ritornava in Svezia. Stessi personaggi principali, con qualche sviluppo nelle vite private: il poliziotto Patrik Hedström e la scrittrice Erica Falck vivono insieme e aspettano un figlio, dopo che Erica ha guadagnato parecchio con il libro che ha scritto sulla morte dell’amica Alexandra (il caso al centro de La principessa di ghiaccio); la sorella di Erica, Anna, si è separata dal marito violento; gli altri poliziotti, ad esclusione di Martin, valido aiuto di Patrik, sono sempre degli scansafatiche con scarso intelletto.
L’inizio è brusco e spezza l’atmosfera idilliaca di un’estate straordinariamente calda: un bambino di sei anni esce per giocare la mattina presto, spingendosi in un luogo dove i genitori gli hanno espressamente proibito di andare, e trova una ragazza morta.
È nuda, accanto a lei c’è solo una borsetta rossa. Il peggio è che, quando arriva la polizia e sposta il cadavere, vengono alla luce - sotto di lei - due scheletri. Le indagini rivelano che la ragazza che è stata assassinata ora è tedesca, la sua compagna di viaggio sa solo che aveva qualcosa da fare a Fjällbacka, ma non ha idea di che cosa si trattasse. La cosa più strana è che il corpo della ragazza uccisa rivela le stesse molteplici fratture ossee dei due scheletri che sono quelli di due ragazze scomparse nel lontano 1979.
Che cosa mai poteva collegare le tre morti? L’assassino era sempre lo stesso? E come era possibile? Era qualcuno che era stato in prigione per più di vent’anni ed ora, di nuovo in libertà, aveva ripreso a colpire?
C’è un forte contrasto, nel romanzo della Läckberg, tra l’atmosfera estiva - tira aria di vacanza, fa caldo, le imbarcazioni dei turisti attraccano nel porto, la gente prende il sole nei giardini, si organizzano grigliate all’aperto - e quella cupa, quasi claustrofobica, delle dimore degli Hult, intorno a cui ruoterà la vicenda. Perché gli Hult erano stati coinvolti, nel 1979, nel caso delle ragazze scomparse: Gabriel Hult aveva detto alla polizia di aver visto suo fratello Johannes in auto con una delle ragazze. In seguito Johannes si era suicidato: era sembrata un’ammissione di colpevolezza, moglie e figli (era stato uno dei bambini a scoprire il corpo del padre penzolante da una fune) ne erano usciti distrutti. Strana famiglia, quella degli Hult, o complessa, quantomeno. Il vecchio Ephraim, conosciuto per le sue prediche infiammate, “usava” i due figli, Gabriel e Johannes, come guaritori. I due bambini pareva avessero capacità taumaturgiche nelle mani, guarivano gli ammalati. Finché, ad un certo punto, avevano perso questo loro “dono”- Johannes ne aveva sofferto molto, non si era mai del tutto rassegnato.
Sia nel passato sia nel presente correnti oscure serpeggiano tra i membri della famiglia: ci sono gelosie tra le donne (la vedova di Johannes era stata il grande amore di Gabriel), gelosie retroattive tra i fratelli Hult (Johannes era stato il preferito del vecchio Ephraim), rancori covati da parte degli orfani di Johannes, invidie tra cugini. E poi c’è il “troppo” buono figlio maggiore di Gabriel, Jacob, a cui il nonno ha donato il midollo perché guarisse dalla leucemia… Intanto, mentre Erica porta stancamente avanti la gravidanza, mentre ospiti più o meno sgraditi le invadono la casa, mentre appare chiaro che la sorella attira sempre gli uomini sbagliati, un’altra ragazza scompare. A questo punto è urgente cercare di capire chi, come, perché tutto questo stia succedendo. Va senza dire che la spiegazione è nei segreti della famiglia Hult.
Leggendo Il predicatore abbiamo l’impressione di leggere uno dei gialli di Agata Christie, un giallo della “camera chiusa” un poco ampliato, perché il possibile colpevole è in una cerchia ristretta, pur restando l’enigma dell’intervallo di anni tra le prime morti e quella recente. E naturalmente le indagini sono aiutate (direi addirittura “speziate”) dalle analisi del dna: se ne possono vedere delle belle, in una famiglia, anche se è così religiosa come quella degli Hult. Quello della Läckberg è un romanzo che, più che sulla trama, poggia sull’ambientazione: la Svezia decentrata che ci rappresenta, con una buona dose di fanatismo religioso e un certo qual provincialismo, con una cupezza familiare che pare riflettere le lunghe ore di buio, ci attrae proprio per la sua diversità da quella di libertà e tolleranza che è nel nostro immaginario.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Sara

    20/11/2015 09.57.08

    Sto leggendo piano piano tutti i libri di Camilla Lackberg, dopo aver letto per caso LA SIRENA. Questo è stato molto più bello del suo primo libro, "La Principessa di ghiaccio". Unica pecca, forse si dilunga un pò troppo su alcuni personaggi (il cugino di Erica con la moglie per es.) Comunque, nel complesso, molto avvincente il finale!!!

  • User Icon

    marta

    12/07/2015 10.29.38

    Si legge velocemente perche' la trauma incuriosisce..ma troppe le pagine inutili e dispersive, come la quotidianita' di Erika,(cmq non protagonista nel racconto)che trovo quasi irritante.. Per una lettura molto molto leggera.

  • User Icon

    Laura

    20/03/2015 11.37.47

    Se la trama gialla, per quanto complicata dalla presenza di tanti nomi estremamente simili, è abbastanza azzeccata, con una soluzione logica nella sua follia, il resto lascia davvero a desiderare. Erica, che nel precedente romanzo pareva essere la protagonista, qui risulta una comparsa e nemmeno troppo riuscita. Il continuo andirivieni di ospiti inaspettati che si piazzano in casa e pretendono di essere serviti da una donna incinta di 8 mesi, non solo è urticante ma anche piuttosto improbabile, almeno in Italia. La drammatica vicenda della sorella Anna è trattata in modo superficiale. E lo stesso Patrik Hedstròm arriva alla soluzione più grazie all'esame del DNA che non per le sue intuizioni o indagini. Un gran pastrocchio, troppo verboso - un centinaio di pagine in meno, avrebbero giovato - e poco riuscito.

  • User Icon

    Luca

    30/10/2014 12.48.24

    Bello, un po' surreale e poco credibile il movente, qualche digressione di troppo su personaggi secondari. Molto originale e interessante invece il passaggio con cui capiamo chi è il colpevole. Molto più bello de La principessa di ghiaccio, su un piano un po' superiore a Lo scalpellino. Buon giallo, consigliato.

  • User Icon

    annalisa

    06/05/2014 11.11.31

    Do il massimo dei voti a questo libro. Dopo aver conosciuto l'autrice attraverso la lettura de "La principessa di ghiaccio" non posso che confermarne la bravura! la trama è avvincente, lineare e scorrevole la scrittura, gli episodi di vita familiare e quotidiana bene inseriti nel contesto "giallo". L'epilogo, poi, è davvero sorprendente. Insomma merita davvero di essere letto. io proseguirò con gli altri che, ovviamente, ho già acquistato.

  • User Icon

    alain

    11/12/2013 20.06.33

    leggetelo perchè è un ottima evasione dallo stress quotidiano , scorrevole scritto bene e poi a me è piaciuto molto di più della principessa del ghiaccio!

  • User Icon

    susanna bottini

    15/07/2013 09.34.58

    Non male, ma molto prolisso, con lunghissime escursioni nella vita privata e nelle frivolezze di Erica, compagna del poliziotto che segue l'indagine. Senza infamia e senza lode; un libro che, come del resto anche "La principesa di ghiaccio", si lascia leggere con facilità, ma sembra appartenere ai romanzi di pura evasione, e si dimentica in fretta. Vedremo se nel terzo episodio di questa piccola saga la situazione migliora.

  • User Icon

    AndreaSereSara

    14/02/2013 11.09.40

    A me è piaciuto molto questo secondo episodio della serie. Sicuramente all'altezza del primo. Il fatto di avere personaggi che si ripetono aiuta sicuramente a seguire l'evolversi delle situazioni. E anche qui le sorprese e i colpi di scena non mancano. Si legge molto bene, in maniera scorrevole e invitante. L'ho letto in 4 giorni. Ho già iniziato stamattina il terzo libro dell'autrice.

  • User Icon

    sofia

    01/02/2013 17.40.55

    Appena finito! La storia è intrigante e molto scorrevole, mi piace molto anche la scrittura a paragrafi; ho trovato invece noiose e patetiche le parti di contorno, in special modo quelle dedicate alle visite di parenti ed amici (la presenza di Erica va in qualche modo tenuta viva ma così no). Come negli altri anche qui finale a sorpresa! Lo consiglio!

  • User Icon

    franca

    31/01/2013 16.00.57

    Devo scindere il mio giudizio in due parti: la trama del thriller dalle noiose e banali descrizioni della vita familiare dei protagonisti. Dialoghi elementari e inutili che servono solo ad allungare il brodo, ma in modo deplorevole. Nessuna empatia con i personaggi, specialmente quelli di secondo piano, che si sviluppano in situazioni veramente patetiche e pietose, al limite dell'impossibile. La trama principale è comunque piacevole, interessante. Peccato per qualche inutile descrizione macabra che, anche senza evidenziarla, non avrebbe cambiato la storia. Troppi personaggi, come detto molti inutili, e penso che se una scrittrice ha bisogno di tanti protagonisti per riempire le pagine questo vada a suo demerito. Intrigate poi le parentele, e non mi vergogno a dire che ho dovuto scriverle su un foglio e ogni tanto consultarle.

  • User Icon

    trillivale

    14/11/2012 14.05.15

    Ho trovato questo giallo molto avvincente e l'ho divorato in pochi giorni. Non gli do il massimo del punteggio solo perché mi è piaciuto meno della Principessa di Ghiaccio e dello Scalpellino che ho già letto ma resta ugualmente un libro vivamente consigliato!

  • User Icon

    Cristina

    13/11/2012 18.47.46

    Mi dispiace molto dover scrivere che questo libro non mi è piaciuto. La trama in se stessa non è brutta e potrebbe essere anche interessante ma è il modo nel quale il romanzo giallo è scritto che lo ha reso poco avvincente, noioso. Non ho capito se è proprio il libro ad essere stato scritto cosi' dalla autrice o se è la traduzione di una lingua cosi' diversa dalla nostra che ha fatto perdere, proprio nell'atto della traduzione stessa, l'essenza vera del testo.

  • User Icon

    Valter

    04/09/2012 14.27.42

    È senz'altro un giallo avvincente che ci trascina nella società svedese, senza tralasciare l'indagine psicologica dei personaggi. Sarebbe quasi perfetto se non fosse un po' troppo verboso e troppo di maniera. Si paragona Camilla Läckberg ad Agatha Christie, ma direi proprio che si tratta di generi e di stili completamente diversi.

  • User Icon

    marinella

    28/05/2012 12.51.51

    Un romanzo complesso, più articolato e mosso de "La principessa di ghiaccio". Una saga familiare dalle sfaccettature imprevedibili! Ma troppa presa dalla vicenda, l'autrice trascura i suoi protagonisti Erica, Patrik e Anna, con qualche caduta di tono ed emotività.

  • User Icon

    nini11

    27/02/2012 14.39.31

    Scritto male e tradotto peggio, questo libro è quanto di più inutile e ingombrante possa sussistere su uno scaffale. Sottoscrivo il commento di Dale ( 17-2-2011 ) e a Camilla consiglio di frequentare un corso di scrittura e narrazione, magari a Fjallbacka.

  • User Icon

    Giorgia

    31/01/2012 22.08.04

    Nonostante mi sia avvicinata alla lettura di questa seconda opera della Lackberg con estrema diffidenza dovuta alla pesantezza del suo primo libro "La principessa di ghiaccio", devo confessare che al contrario "Il predicatore" mi ha completamente conquistato! La trama è molto avvincente, i personaggi caratterizzati benissimo senza però che l'autrice scada mai nel logorrico come invece succedeva spessissimo nel primo libro, e non manca il finale a sorpresa. Mi è piaciuto molto...il cambio di stile sarà forse dovuto al fatto che il protagonista in questa seconda vicenda sia Patrik e non Erica?

  • User Icon

    Sergio Baldin

    12/12/2011 17.03.14

    Sinceramente io l'ho trovato migliore rispetto a La principessa di ghiaccio e mi piacciono anche i personaggi che si ripetono e facilitano la lettura e per me anche la velocizzano. In genere non leggo libri di autrici, che mi è spesso capitato di trovare pesanti e leziose, ma la Lackberg non rientra certo fra queste. Neppure, a mio avviso, la ritengo paragonabile a Agatha Christie, che avevo difficoltà a leggere, anche se col passare degli anni i giudizi possono non essere più gli stessi. Però, rispetto al filone dei thriller scandinavi, i suoi libri mi sembrano un pò più americani, di scandinavo hanno certe particolarità dei personaggi e sicuramente l'ambientazione geografica. Io credo che chi lo prende non si pentirà affatto!

  • User Icon

    Andrea

    23/11/2011 15.08.08

    La serie continua e lo fa in maniera discreta: la trama è molto buona e il libro si lascia leggere velocemente, particolare fondamentale per il genere. Il mio giudizio complessivo è molto buono come lo è stato quello per "La Principessa di Ghiaccio"; se però dovessi lasciarmi guidare soltanto dalle sensazioni direi che il primo ha qualcosa in più.

  • User Icon

    Caterina

    19/11/2011 20.42.31

    Leggendo il libro avevo l impressione di stare vedendo un film giallo in tv... non ho impiegato più di una settimana a leggerlo , poichè risulta molto scorrevole e piacevole soprattutto la sera prima di addomentarsi quando la mente è troppo stanca per leggere qualcosa di impegnativo. Tuttavia ritengo che non sia all altezza del primo romanzo e che alcune parti, compresi inutili dialoghi , potevano essere benissimo omesse. L assasino è cosi scontato che alla fine sorpende che sia davvero stato lui.

  • User Icon

    massimiliano

    30/09/2011 17.50.22

    Non mi è piaciuto come il primo. La trama nella parte centrale del libro sembra parecchio stiracchiata e sembra utilizzare intermezzi di vita coniugale completamente estranei al romanzo per allungare i tempi. Il finale non mi è piaciuto sia perchè il lettore non ha alcun elemento chiave per individuare l'assassino, sia perchè la meccanica dei fatti appare irreale. Un appunto alla traduzione: "baseball" si traduce allo stesso modo e non "palla base" come si legge nel romanzo...

Vedi tutte le 40 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione