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Arrigo Petacco

Editore: Mondadori
Collana: Oscar storia
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
Pagine: 237 p. , Brossura
  • EAN: 9788804532750

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    Renzo Montagnoli

    25/08/2016 04.48.51

    La mafia, mai sconfitta, magari qualche volta ferita, attraversò tuttavia un brutto periodo negli anni '20, allorchè Mussolini, ormai al potere, decise di combatterla, affidando l'incarico, con pieni poteri, al prefetto Cesare Mori, uomo non di regime, anzi avversato ferocemente dai fascisti romagnoli da quando era a capo della prefettura di Bologna, dove, con il solo scopo di far ispettore la legge, cercava di ostacolare le manovre eversive delle squadracce. Uomo integerrimo, di vecchio stampo liberale, era l'unico che poteva riuscire nello scopo, sia per le sue indubbie capacità, sia per l'esperienza maturata in alcuni anni di inizio secolo proprio in Sicilia. Dotato di una forte personalità e anche di una notevole ambizione i risultati non tardarono a venire, anche perché, investito di poteri assoluti, non andava tanto per il sottile e di fatto conduceva una guerra senza quartiere. Famoso fu l'assedio di Gangi, paese di 16.000 abitanti con 160 briganti; riuscì non solo a catturarli, ma anche a far passare dalla sua parte i cittadini, prima consenzienti soprattutto per paura. La sua massima, a cui sempre si ispirò, era questa: "Se la mafia fa paura, lo Stato deve farne di più.". Petacco ne fa una biografia in cui unisce ammirazione a recriminazioni, ammirazione per la coerenza, la ferrea volontà, la capacità dell'individuo, recriminazioni per non aver saputo essere anche un politico, il che forse avrebbe permesso la morte della mafia, invece solo stordita, e pronta a riprendersi proprio con la caduta del fascismo. Lo stile snello, la vicenda stessa, il personaggio rendono la lettura particolarmente interessante e piacevole.

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    Maurizio

    10/04/2008 17.40.08

    Il difetto maggiore sta nel titolo: di sicuro Mori mise a freno la mafia di quel periodo che non fu però esattamente messa in ginocchio ma, intelligentemente, ando "in letargo" per uscirne ad acque chetate. Il pugno di ferro andava di pari passo con una dilagante corruzione e lo stesso Mori usò quest'occasione per disfarsi di alcuni nemici. L'immagine dello Stato in Sicilia e per i siciliani ne uscì ulteriormente deteriorata e la mafia rifiorì.

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    Pierluigi

    04/06/2007 09.33.58

    Come tutti i libri scritti da Petacco anche questo ha una sintassi veramente eccezionale. Cosa che inizia a diventare purtroppo rara negli autori contemporanei. Gia questo basterebbe a farne un buon libro senza badare troppo al contenuto. Nella fattispecie ne "Il prefetto di ferro" manca forse qualche spunto ulteriore nella descrizione della lotta alla mafia "sul campo". Il lavoro è incentrato più sui retroscena e sulle macchinazioni del Palazzo per eliminare questa persona scomoda. Ne esce fuori alla fine un libro che più che parlare di Cesare Mori a fondo da una descrizione del clima e di alcune metodologie che hanno contraddistinto il ventennio fascista. Se Petacco avesse dedicato più spazio al Prefettissimo e meno al "contesto fascista" ci avrebbe regalato sicuramente un piccolo capolavoro.

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    roberto nanni

    12/03/2007 19.07.55

    E' un libro che fa riflettere molto, pur con il grande divario di tempo, su come lo stato, quando vuole, riesce a debellare un male oscuro come la mafia. Si sente oggigiorno alcune dicerie come: erano altri tempi, c'era la dittatura e Mussolini poteva.Secondo me sono storie in quanto se il Povero Generale Dalla Chiesa avesse solo avuto la metà dei poteri di Mori, la mafia avrebbe avuto colpi durissimi già negli anni 80.Oggigiorno sicuramente una figura come Mori è impossibile trovarla in quanto egli anteponeva lo stato a tuttoed a tutti cosa che i politici degli ultimi 30 anni si sono ben guardati dal farlo.

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    Mattia

    01/05/2005 17.38.31

    Buon libro, scritto in modo magistrale, che traccia una biografia di Cesare Mori, soffermata principalmente nel periodo nel quale fu prefetto di Palermo. Un buon libro che mette bene in evidenza il breve periodo in cui Mussolini cercò di combattere il fenomeno mafioso (prima di dimenticarsene improvvisamente sotto le pressioni di vari gerarchi collusi). Avrei dato il voto massimo se Petacco avesse messo in evidenza maggiormente i limiti della brutale azione del Prefetto di ferro che invece sono trattati prevemente e in modo sparso su tutto il libro. Resta comunque una buona lettura per chi vuole scoprire lati particolari del ventennio fascista e della lunga storia di Cosa Nostra, oltre che della vita di un servitore dello stato italiano (indipendentemente dai colori politici) come Cesare Mori. Dico indipendentemente dai colori politici perchè Mori fu prefetto di Palermo sotto la dittatura fascista ma precedentemente aveva anche combattuto i fascisti quando era stato prefetto di Bologna; quindi si tratta di una figura staccata dal mondo politico, il cui valore e la cui onesta fu riconosciuta sia dai liberali sia dai fascisti.

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