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Antonino Ferro

Editore: Borla
Anno edizione: 2000
Pagine: 160 p. , ill.
  • EAN: 9788826313429

scheda di Politi, P. L'Indice del 2000, n. 04


Mi diverte pensare che Magritte, o forse Mirò, avrebbe dedicato un quadro a questo libro, e che il quadro si sarebbe potuto intitolare "ceci n'est pas psychanalyse". A differenza degli scritti precedenti di Nino Ferro (cfr. "L'Indice", 1992, n. 8; 1996, n. 6; 1999, n. 7/8), questo infatti non è un libro di psicoanalisi. Il guaio è che, ancor più degli scritti citati, questo non è altro che un libro di psicoanalisi. Meglio, è un libro in cui alcuni elementi della psicoanalisi si sono animati di vita propria e sono diventati piccole creazioni letterarie, aforismi, epigrammi, racconti brevissimi e brevi, nonché illustrazioni. Il lettore viene condotto fra le righe di un testo che ha visto probabilmente la luce nella caliginosa, perturbante zona di confine tra sonno e veglia, tra realtà e fantasma, tra salute e malattia. Un testo ritmato sulle poliritmie affannose dei sogni, nel quale si è sempre in bilico fra molti mondi possibili. Nel corso di questo viaggio il lettore incontra una folla di personaggi incredibili, in ballottaggio fra Alice in Wonderland e Hannibal: salami che divengono bassotti, "bambuomini" impataccati d'oro e stilografiche, amiche inopportune opportunamente surgelate, amanti in conserva di pomodoro, rei confessi impuniti. I profumi e i sapori del racconto sono quelli della Sicilia nativa, ma la tonalità di fondo è viola angoscia (arti mozzati, sangue a profusione, tessuti in putrefazione) con una spruzzatina di noir franco-inglese e un po' di quella irriproducibile condizione meteorologica - non è nebbia, non è pioggia, non è null'altro - che nella Pavia adottiva dell'autore viene detta scarnebia. Il libro è, forse, anche qualcos'altro, di più specificamente psicoanalitico; riguarda alcune trasformazioni che è necessario avvengano nella coppia al lavoro, ma che quasi sempre occorre custodire a lungo altrove, prima che possano divenire parole nella stanza d'analisi. E su queste trasformazioni, io credo, non si può che - provvisoriamente - tacere.

Pierluigi Politi