Prima di ucciderla

Elizabeth George

Traduttore: M. C. Pietri
Editore: TEA
Collana: Best TEA
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 573 p., Brossura
  • EAN: 9788850234684
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Recensioni dei clienti

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    cinzia

    03/01/2015 16:41:54

    In realtà l'ispettore Linley non c'entra niente in questo libro, viene menzionato indirettamente solo alla fine che, visto il riassunto del libro che viene dato nell'ultima di copertina, non è affatto una sorpresa. Libro avvincente ma amaro, segnato da un cupo pessimismo e determinismo lombrosiano e anche ricco di cliché sui "poveri neri sfortunati e senza speranza di riscatto". Lascia davvero l'amaro in bocca.

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    Laura

    03/05/2010 10:11:02

    A mio parere i lettori della George, appassionati delle vicende che coinvolgono gli abituali protagonisti dei suoi romanzi, nell'iniziare questo libro, si attendono che racconti le indagini e spieghi - mediante flash back o qualcosa di simile - i motivi che hanno portato al tragico epilogo con cui si conclude "nessun Testimone". C'è quindi un senso di straniamento nell'iniziare questa storia, completamente diversa, drammatica, dura, in cui nel dipanarsi degli eventi la speranza si affievolisce fino a scomparire del tutto. E alla fine non si può non provare compassione per i fratelli Campbell, per la "spregiudicatezza" di Ness, per il "candore" di Toby e per il "coraggio" di Joel, né sentirsi vicini all' "inadeguatezza" di zia Kendra. Un romanzo denso e sofferente che lascia in bocca l'amaro e una domanda in testa: "perchè?"...

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    greta

    11/11/2009 10:59:29

    PRIMA DI UCCIDERLA –ELIZABETH GEORGE Caliamo un velo pietoso sul titolo in italiano, che ha gridato ai quattro venti cos’è successo nell’ultimo capitolo della saga dell’ispettore Lynley……posso solo affermare per la centesima volta che la George scrive benissimo e che in questo suo penultimo libro ha superato se stessa. Grande approfondimento dei personaggi, dialoghi perfetti e una buona perizia nel calare il lettore nella storia, che incrocia solo per vie traverse il tormentato percorso dei personaggi della saga. Ormai si sa che i suoi libri non sono solo thriller, è riduttivo chiamarli così, anzi ingannevole verso un certo tipo di lettore che cerca nell’ordine: il morto, il colpevole e il detective che tutto può. Pochi scrittori di questo genere riescono ad entrare nei personaggi e a presentarli per quello che sono, partendo da un percorso a volte lontano ma molto molto soddisfacente per capirne le emozioni e i sentimenti. Ci vuole perizia e anche una dote che si chiama sensibilità verso le sfaccettature dell’animo umano, in parole povere perché certi pensieri portano a certe azioni e cosa può diventare la vita di una persona seguendo un certo percorso. Questa scrittrice diventa ogni anno più completa e più vicina ai suoi personaggi e di conseguenza è una soddisfazione leggerla. p.s da leggere in ordine cronologico, assolutamente.

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    Tsuby84

    09/10/2008 21:30:54

    Sarà che non c'è Linley, sarà che si sapeva già a cosa si sarebbe arrivati, comunque un gradino sotto rispetto agli altri della George, pur essendo comunque scorrevole e al solito ben scritto.

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    Gianni

    11/03/2008 15:36:38

    Mi trovo in disaccordo con quanti hanno commentato negativemente questo romanzo. Mi sembra che l'autrice qui dimostri di avere sempre più il controllo del mezzo stilistico, ed i personaggi e le situazioni dimostrano una notevole maturità e raffinatezza rispetto al passato(proprio adesso sto leggendo E liberaci dal padre, e tutte queste cose sono solo a livello embrionale). Qui non si tratta di un romanzo giallo seguito di Nessun testimone, ma di un tentativo di spiegare la stessa storia da un punto di vista differente. Ovviamente mi aspetto un seguito che spieghi perché si è innescato questo meccanismo che mi sembra di capire di vendetta(ma si capisce che il capire chi è il mandante esula da questa vicenda e verrà trattato separatamente) e anche che fine faranno i vari personaggi di questo romanzo, che mi hanno coinvolto persino più di molti dei comprimari presenti negli altri romanzi. Secondo me è ottimo lo studio degli ambienti e dei personaggi, ed anche se preferisco ancora Simenon voglio dare il massimo voto a questo libro che rimane un esempio di buona letteratura, sicuro che la George saprà esprimersi ancora a questi livelli se non anche meglio.

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    Anna

    20/02/2008 09:12:08

    Ho letto tutti i libri della George: questo si scosta completamente dal solito e forse per questo è molto apprezzabile. La George non sa scrivere solo trame su casi da risolvere, ma affronta anche temi come quello del disagio giovanile in modo molto sapiente. Ho trovato la storia molto toccante e amara: quello che colpisce di più è la totale incapacità degli adulti, nonostante i difficili e numerosi tentativi, di comunicare in modo efficace con i ragazzi protagonisti. Nel romanzo il contesto e le storie personali dei personaggi sono esasperate, ma, secondo me, il libro fa riflettere molto sulla incapacità degli adulti di confrontarsi con gli adolescenti.

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    maria

    18/02/2008 16:02:26

    sto tentando di finire il libro:non mi piace !!!!!!!!!sembra scritto da tutt'altra persona della George sono profondamente delusa.

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    Elena

    27/11/2007 12:43:17

    Anch'io sono rimasta un po' delusa, ma devo ammetere che me l'aspettavo. Mi ero informata e avevo capito che "Prima di Ucciderla" sarebbe stato un romanzo diverso dagli altri. Sapevo che avrebbe trattato i personaggi e le cause che avevano portato all'omicidio di Helen. Quindi la mia delusione non deriva dall'assenza di Lynley, Simon, Deborah e dell'intreccio poliziesco (che qui non c'è) perchè tutte queste cose me le aspettavo. Ciò che mi ha deluso è la mancanza di chiarezza nel finale: perchè Helen? è stata scelta a caso? oppure il fatto di essere la moglie di un ispettore di New Scotland Yard ha avuto la sua importanza? Il libro è scritto bene come tutti gli altri, ma per il prossimo vorrei che la George tornasse a raccontarci di Lynley.

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    MAC72

    03/11/2007 12:51:01

    ERA IL PRIMO LIBRO DI ELIZABETH GEORGE CHE LEGGEVO E IN TUTTA SINCERITA' SONO RIMASTO DELUSO.LA STORIA SI TRASCINA LENTAMENTE E IL LETTORE RIMANE FINO ALLA FINE IN ATTESA DEL COLPO DI SCENA CHE NEANCHE AL TERMINE ARRIVA.PIU' CHE UN THRILLER COME CI SI ASPETTEREBBE DIREI CHE E'UNA DESCRIZIONE DELLA SITUAZIONE DEI GIOVANI E DELLA CRIMINALITA' A LORO LEGATA DIFFUSA IN CERTE ZONE DI LONDRA.SPERO SIA STATO SOLO UN PASSO FALSO DELL'AUTRICE E CHE GLI ALTRI SUOI LAVORI SIANO PIU'AVVINCENTI.

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    giannella cabiddu

    02/09/2007 22:21:17

    sono rimasta veramente delusa da questo libro. ho letto e comprato tutti i libri di e.George ma non sono riuscita a capire il senso di quest'ultimo che è abbastanza noioso e farraginoso . Soprattutto,e non so quanto di questo sia colpa dell'autrice o di chi cura le edizioni italiane mi sono sentita francamente imbrogliata. Dalle recensioni era lecito aspettarsi un libro legato all'inchiesta precedente, che si era sviluppata in modo cosi' drammatico per la vita dei protagonisti , invece mi sono trovata a leggere una pseudo storia vera sullo sviluppo della criminalita' giovanile a Londra.

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    alina

    29/08/2007 14:24:49

    E'un libro completamente diverso dai precedenti, ma è comunque molto coinvolgente perchè riesce a penetrare nella psicologia dei personaggi come solo la George sa fare.

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    Icestar

    27/08/2007 13:25:35

    Orrendo. Ho faticato a finirlo e se non fosse stato uno dei 3 che avevo portato in ferie, non potendo acquistarne altri, non lo avrei nemmeno "terminato". E la George è uno degli autori che preferisco. Ero già stata delusa dal penultimo, in cui non ho apprezzato il "colpo di scena" finale e non ne ho capito il senso e l'utilità, leggendo quest'ultimo mi è venuto il dubbio che la signora George sia rimasta vittima di qualche bacello extraterrestre che si sia impossessato di lei causando i danni di cui sopra. Il libro, che NON è un giallo, è noioso, pesante, irritante (se siamo stati tutti così, da adolescenti, mi meraviglia che ci abbiano permesso di diventare adulti), scontato, inutilmente lungo: potrebbe essere una mega prefazione al prossimo. Ma era necessario? Le darò un'ultima possibilità, poi inizierò ad attendere che esca in economica.

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    lalli

    12/07/2007 11:39:15

    A ME QUESTO LIBRO E' PIACIUTO... CERTO..NON E' QUELLO CHE TI ASPETTI DI LEGGERE DALLA GEORGE E A VOLTE SEMBRA CERCARE IL CONSENSO FACILE MA DEVO DIRE CHE L'AUTRICE SI CIMENTA BENE ANCHE SUL DRAMMATICO!

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    franca

    05/07/2007 23:04:57

    se lo si prende come una inchiesta sul bullismo e sui suoi crudeli esiti,debbo dire che il libro è esauriente...ma legare ciò alla morte della amata moglie del nostro ispettore preferito,ce ne passa.

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    Alexson

    04/07/2007 16:36:10

    anch'io ho letto quasi tutti i libri della George e per questo sono rimasto molto deluso da questo romanzo.Non solo per la mancanza dei suoi personaggi tradizionali, non solo per la scelta narrativa del libro (che non è assolutamente poliziesco), ma per la verbosità, ripetizioni, descrizioni ambientali spesso superflue. Se voleva essere un appello sociologico sull'influenza dell'ambiente sui destini delle persone poi, la tesi mi vede del tutto contrario. Per i bassifondi londinesi preferisco Dickens.Infine manca la questione essenziale : perchè la vittima è stata scelta? Forse la George lo rivelerà nel prossimo romanzo.

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    serbet

    13/06/2007 13:29:20

    la George è sempre tra le mie preferite (ho tutti i suoi libri compreso Dicembre è un mese crudele, che ho appena trovato ) ma in questo caso mi delude un po'. Intendiamoci, scritto benissimo, con la solita precisione del delineare i profili, molto politicamente corretto,ecc,ecc... però si sta allontanando troppo dai classici casi del nostro amato ispettore Linley. Questo sembra uno studio sociologico sui bassifondi londinesi, descritti con chirurgica spietatezza. La domanda è: ma volevo questo dalla George? spero mi restituisca la bellezza dei libri che sa scrivere e non ci sia una involuzione (tipo Cornwell per capirci).

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