La prima guerra mondiale. Una breve storia

Norman Stone

Traduttore: G. Carlotti
Editore: Feltrinelli
Collana: Storie
Anno edizione: 2014
In commercio dal: 16 aprile 2014
Pagine: 201 p., Brossura
  • EAN: 9788807111341
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Descrizione
La prima guerra mondiale ha rappresentato la travolgente catastrofe da cui è scaturito tutto il resto nel ventesimo secolo. Dieci milioni di combattenti sono morti, altri venti milioni sono rimasti feriti, quattro imperi sono andati distrutti e anche gli imperi dei vincitori ne sono usciti fatalmente danneggiati. Ne è derivato un nuovo mondo, così come nuovo era stato il tipo di conflitto. Dal punto di vista militare, la comparsa delle trincee, dei gas venefici, delle granate, dei carri armati, dei sottomarini ha trasformato radicalmente la natura dello scontro. L'evidente complessità e la portata della guerra hanno spinto gli storici a scrivere saggi ponderosi per raccontarla su una scala proporzionata. Diversamente Norman Stone, ha assolto il compito di comporre una breve storia del conflitto, in modo conciso, esprimendo giudizi netti e dando vivacità al racconto. In meno di duecento pagine condensa e distilla il sapere di una vita di insegnamento, discussioni e riflessioni su un evento propriamente epocale, a proposito del quale è opportuno, a cent'anni di distanza, rinfrescare la memoria.

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    Emanuele

    01/03/2018 21:00:18

    Libro breve considerando il tema storico trattato, in cui sono presenti tagli (inevitabili) che causano una eccessiva semplificazione in alcuni punti. Il registro linguistico lo rende adatto ad un pubblico che si avvicina per la prima volta al tema con battute e giudizi però spesso tranchant. Le mappe alla fine sono molto riassuntive, forse sarebbe stato meglio avere delle mappe specifiche separate per i principali eventi bellici trattati. Il fronte italiano è descritto velocemente (ma comprensibilmente forse si è voluto dare più spazio ad eventi più decisivi), tuttavia non ritengo storicamente attendibile dire che "gli italiani approfittarono della confusione per fare una retata di soldati inermi. La chiamarono la battaglia di Vittorio Veneto". I soldati italiani combatterono realmente in quell'evento e vi morirono, pertanto liquidare il tutto con tale giudizio, a mio avviso alquanto pressappochista, non è né corretto storicamente né giusto umanamente. Infine la sezione riguardante i trattati di pace risulta anch'essa un po' lacunosa, ad esempio non sono citate neanche le ridefinizioni geopolitiche tedesche.

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    andreab

    15/01/2018 08:55:27

    Utile per una veloce ripassata sulla Prima Guerra, arricchita da una rapida contestualizzazione geopolitica e con rari ma interessanti approfondimenti anche su aspetti logistici militari (ad esempio il ruolo delle ferrovie nella Grande Guerra). Sicuramente pecca talvolta di sintesi (e raramente di superficialità), ma va benissimo se lo scopo è quello di trovare un libro che serva ad avvicinare l'argomento in vista di successivi approfondimenti, grazie anche allo stile ammiccante e da conversazione dell'autore, nel solco della tradizione divulgativa anglosassone.

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    luca Bidoli

    30/03/2016 19:56:47

    Un buon libro che ha il merito, senza scadere nel deleterio bignamismo, di oscura e nozionistica memoria, di affrontare in modo chiaro e conciso le vicende, soprattutto militari, come del resto è ovvio, del primo conflitto mondiale. Sovente sono presenti battute sulfuree su comandanti militari ed azione belliche, il che non gusta affatto alla narrazione, che è godibile e accessibile a tutti. A qualche lettore non piaceranno alcuni commenti sulla guerra combattuta in casa nostra, spesso capita che gli storici, specie anglosassoni, siano un po' sprezzanti nei confronti del nostro "valore" militare, ma tant'è: oltre ogni nazionalismo è giusto riconoscere, credo, che il fronte carsico o trentino non furono decisivi alla risoluzione del conflitto e che la " battaglia" di Vittorio Veneto non fu che una grande retata di soldati vinti e rassegnati. Questo fu: ma noi dobbiamo ancora, credo, scontare decenni di retorica sul 4 novembre e non solo.

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