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Paolo Grossi

Editore: Laterza
Edizione: 22
Anno edizione: 2007
Pagine: X-120 p. , Brossura
  • EAN: 9788842064367

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    Oct326

    14/02/2010 00.43.09

    Se pensate di sapere che cos'è il diritto, questo libretto potrebbe smentirvi. È basato sulle lezioni introduttive che il prof. Grossi teneva alle matricole di giurisprudenza dell'università di Firenze, ed è una piccola "iniziazione" alla materia. Nell'opinione comune, il diritto coincide più o meno con la legge: un insieme di regole create da un qualche legislatore, imposte dall'alto, e la cui disobbedienza comporta delle sanzioni. Ebbene, dice Grossi, il diritto è ben altro. Inteso giustamente, esso è una forma di auto-organizzazione delle società umane, un insieme di pratiche e di istituzioni che regolano le relazioni tra gli esseri umani, che scaturiscono dagli usi e dai valori profondi di una data società (in questo senso il diritto somiglia alla lingua, un'altra istituzione sociale che si genera e si evolve spontaneamente). L'idea "deformata" del diritto che abbiamo oggi è una conseguenza del fatto che a partire dalla fine del Settecento gli stati dell'Europa continentale si sono appropriati del diritto, ne hanno fatto un loro monopolio, un «apparecchio ortopedico del potere», uno strumento per consolidare la loro presa sulla società. Ma in altri tempi e luoghi non è stato così, e comunque oggi, con la crisi dello stato moderno, il diritto tende a "liberarsi". A questa presentazione della natura del diritto si aggiunge un abbozzo della sua evoluzione storica e una breve descrizione delle forme in cui si manifesta. Una prima introduzione alla materia avrebbe forse potuto essere più "neutrale": è chiaro che questa riflette le posizioni dell'autore, e che ce ne sono altre diverse. Ma questa "non neutralità", e questo andare contro le idee correnti, la rende assai stimolante, e a me è piaciuta molto questa idea antiautoritaria del diritto, che lo allontana dal potere e dalla politica, dall'arbitrio, dalla prepotenza e dalla partigianeria che nella politica sono insiti. Inoltre ho molto apprezzato lo stile vivace e robusto, che riesce a essere elegante ma allo stesso tempo discorsivo e senza inutili fronzoli.

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    ninnicassarà87

    14/10/2006 12.41.41

    attraverso un linguaggio essenziale,il professore grossi tenta di fornire una definizione di diritto a sostegno di coloro i quali intraprendono,con plausibile timore e diffidenza,il complesso ed impervio iter giuridico.Da evidenziare la simpatica immagine del diritto inteso come"una tegola che cade dal cielo"che il prof scredita e confuta a favore di un immagine puramente "sociale"e reale di esso;il diritto,evidenzia grossi,non è un qualcosa di imposto(positum)ma è un fenomeno che puo crearsi spontaneamente nella nostra vita quotidiana.Da neo studente di giurisprudenza lo consiglio a tutti...

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