La primavera di Praga. 1968: la rivoluzione dimenticata

Enzo Bettiza

Editore: Mondadori
Collana: Oscar storia
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
In commercio dal: 30/06/2009
Pagine: 159 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788804589778

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    franco

    11/03/2018 11:52:53

    In questo 2018 che segna il cinquatesimo anniversario della Primavera di Praga, merita tentare di rivisitarla partendo dal bel libro reportage di Bettiza, scritto sull'onda degli eventi da cronista attento, emozionato e attivissimo, pronto a correre rischi personali. Vengono così raccontati i fatti a partire dalla metà di quel luglio in cui il conflito fra le aperture democratiche della politica praghese e l'occhiuta e sospettosa viglianza dei cerberi del Patto di Varsavia diventa palese. E allora la tensione pubblica sale in modo evidente, anche per l'unanime, entusiastico appoggio dell'opinione pubblica al segretario Dubcek e agli altri membri delle istituzioni rinnovate. Ma è soprattutto il diario delle giornate febbrili successive al 21 agosto, cioè al subdolo intervento del patto di Varsavia, che rende la lettura incalzante e di drammatico interesse, perchè mette crudamente in ividenza l'inconciliabilità dell'esperimento cecoslovacco, in tutta la sua ingenuità e il suo velleitarismo politico, con l'intima natura repressiva e reazionaria del regime sovietico che Bettiza inchioda con parole dure e definitive a p. 130: "coloniale, gerontocratico, oligarchico, totalitario, controriformistico", capace solo di "retromarcia per deflagrazioni". La resistenza passiva e ironica dei praghesi imbarazza i sovietici, che avrebbero preferito trovarsi di fronte ad una rivolta aperta di tipo ungherese, capace almeno di giustificare una dura e pronta repressione manu militari come nel '56. Invece essi non trovano neppure una aperta sponda nei traditori locali, pronti a tramare nell'ombra, ma non ad assumersi le responsabilità del lavoro sporco a Praga. Chiudendosi con un omaggio al demiurgo televisivo della primavera Pelikan e con la descrizione del plumbeo clima del funerale di Palak nel gennaio 69, il libro di Bettiza ci consegna la testimonianza palpitante dell'unico 68 serio e veramente rivoluzionario che vide il mondo.

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    luca

    10/03/2013 16:52:15

    Lo stile di scrittura di Bettiza non risulta dei più scorrevoli e sciolti. Tuttavia l'argomento è trattato in tutti i suoi aspetti: politici, ideologici e militari. Lo ritengo quindi un buon testo per arrivare a conoscere un evento storico molto importante e crudele, che ha mostrato le prime rotture del sistema comunista sovietico. Ne consiglio perciò la lettura, per avere una conoscenza dei fatti tramite un libro breve e di facile comprensione.

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    Maxlalo

    27/10/2009 08:53:18

    Molto interessante anche se non mi piace troppo il modo di scrivere di Bettiza. Comunque rende chiari tutti i fatti e i retroscena dei quanto è successo in Cecoslovacchia nel 68 e di come la gente ha vissuto il dramma dell'arrivo dell'esercito russo. Tutto il mondo guardava con il fiato sospeso questo piccolo paese che con umiltà e compostezza sfidava il colosso sovietico (che era un fratello). L'arrivo dei carriarmati russi ha spezzato il sogno di libertà di un popolo che ha dovuto aspettare altri vent'anni prima di liberarsi definitivamente del pesante fardello socialista.

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