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M. Madeleine La Fayette

Collana: Classici
Edizione: 4
Anno edizione: 1986
Formato: Tascabile
Pagine: 288 p.
  • EAN: 9788817165594

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    Bartolomeo Di Monaco

    02/12/2003 20.07.43

    Quando Madame de La Fayette scriveva il suo romanzo più famoso, uscito nel 1678, sapeva bene che con il duca di Nemours (Giacomo di Savoia) si accingeva a descrivere un personaggio che nelle sue intenzioni avrebbe dovuto far innamorare di sé le donne di chissà quante generazioni ancora; “era insomma talmente attraente che ovunque andasse ogni sguardo convergeva su di lui.”, al punto che la stessa Elisabetta I, regina d’Inghilterra si mormorava ne fosse invaghita, talché Enrico II, re di Francia, non perse tempo nel cercare di combinare un matrimonio tra Nemours e l’ambita e potente regina. La sua bellezza non solo avrebbe dovuto far felici le donne che lo avessero amato, ma felice lui stesso, esaudito in tutto nell’amore. Tuttavia, vedrete, non sarà così, e attraverso questo personaggio la bellezza, quale quella rappresentata da Nemours, mostrerà tutti i suoi limiti. In mezzo a nomi altisonanti della nobiltà francese, prende il via questa seducente storia nella quale fa subito il suo ingresso “una giovane bellissima” educata dalla madre, madame de Chartres, a praticare la virtù, che “dona splendore e dignità a una donna bella e aristocratica.” Introdotta a corte appena sedicenne, “venne talmente ammirata da tutti che intorno a sé sentiva solo complimenti.” Abbiamo dunque due personaggi che già dall’inizio si avverte che sono destinati ad incontrarsi, ma come? se la bionda mademoiselle de Chartres viene corteggiata e infine sposa il principe di Clèves? il quale, ammirato della sua bellezza, fu felice di sapere che ella era “di rango pari alla sua bellezza.” Siamo entrati nella vita di corte, dunque, dove “L’ambizione e l’arte di sedurre erano infatti l’anima stessa della corte e tenevano occupati sia gli uomini che le donne.” E vi è entrata soprattutto una donna molto bella, e “una delle più grandi ereditiere di Francia”, che ha fatto della virtù e dell’onestà i suoi principi morali più intransigenti. Al ballo di corte, che si tiene alla vigilia del suo matrimonio celebrato al Louvre, ecco, proprio in quella est

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