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Raymond Carver

Traduttore: R. Duranti
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: XVII-289 p. , Brossura
  • EAN: 9788806223748
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Recensioni dei clienti

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    Roberto

    12/03/2017 09.12.22

    Questa raccolta è la prova che non si può tagliare un racconto, seppur di una sola frase, ad un artista. Ve lo immaginate il "giudizio universale" senza anche un solo particolare? Io no. In questi racconti ho assaporato il vero Carver, quello che pagina dopo pagina ti lascia la bocca impastata, che ti fa abbassare le tende, perché la luce ti farebbe vedere quella verità che ognuno tiene al sicuro,nel profondo calore della pancia. Mi ha fatto innamorare la sua imperfezione, il suo essere che cerca costantemente di venire accettato, anche senza finiture coi fiocchi da regalo, perché raramente è un giorno di festa per Raymond e quando lo è, cerca di bagnarsi la gola, arsa dalle richieste d’amore, al punto di vedere il suo destino annaspare da solo, come lui, in fondo al bicchiere.

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    Giuseppe Florio

    17/07/2016 15.10.07

    Un'antologia di racconti brevi ma toccanti. Corti e significativi, essi trasmettono una realtà vissuta dall'autore. La vita devastata dall'alcolismo e da questioni familiari dovute spesso all'alterazione psicologica a causa dell'alcool, elemento erroneamente visto come via di fuga dai problemi quotidiani. Rimorsi per tradimenti, casi di depressione, sfoghi talvolta maneschi, sono gli elementi che caratterizzano alcuni di questi racconti ambientati grosso modo ai tempi d'oggi, e quasi tutti culminanti con il tema dell'amore come apice. Grande abilità dell'autore nella stesura di tutto quel che serve in poche pagine; un grande uso dell'arte dell'essenzialità. A mio avviso, alcuni racconti sono fastidiosi, altri riescono più piacevoli. Una lettura diversa dalle altre ed unica nel suo genere. Carver ha un genere tutto suo.

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    Andrea

    17/04/2016 20.38.30

    La raccolta di racconti: "Principianti" è tra le cose più belle che abbia mai letto, nella mia vita (ho 62 anni e sono un lettore bulimico). Questa è la versione finalmente integrale, senza le epurazioni fatte nella precedente edizione (intitolata "Di cosa parliamo quando parliamo d'amore"), dal "cannabile", sedicente editor, Gordon Lish (interessantissime la lettere che Carver gli scrive, che sono qui pubblicata per la prima volta) L'umanità, di cui Carver narra, è quella dipinta da Hopper, fotografata da Gregory Crewdson, rievocata nei più bei di film di Robert Altman; quella nuda, vera, i cui sogni raramente si avverano. Fra questi racconti alcuni assoluti capolavori, come: "Se così ti piace", "Di' alle donne che andiamo" e "Una cosa piccola ma buona"; letture indispensabili, utilissime nella vita, alle quali non si potrà smettere di ritornare. Io ho provato a confrontare "Principianti" con la versione emendata e riscritta da Lish (vi consiglio di fare altrettanto): "Principianti" è un capolavoro, l'atro un piccolo sunto, un esercizio di stile con contenuti ben poco memorabili, e... non poteva altro che essere così, visto che, soprattutto sui contenuti, si è scagliata la forbice di Lish.

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    Leonardo Banfi

    11/01/2014 12.32.36

    Il Carver della quotidianita', l'essenziale, i personaggi reali, con le loro debolezze e i loro dubbi e problemi. Racconti che rispecchiano la vita, semplici, scritti magnificamente, non si smetterebbe mai di leggere. Il tema dei rapporti interpersonali uomo - donna, l'amore nelle forme svariate, il tormento, l'irrequietezza, l'abbandono ai vizii.

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    Lorso57

    23/08/2013 13.36.58

    Una serie di racconti brevi, con 2 o 3 perle di valore assoluto, che narra le solitudini degli umani, la difficoltà di stabilire rapporti corretti e la quasi certa incapacità di amare superando l'egoismo congenito di noi tutti. Interessante ma vietato ai pessimisti.

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    massimo r.

    08/09/2012 18.30.41

    Mi sono divertito a leggere in parallelo questo libro e Di cosa parliamo..., già letto anni fa. E' impressionante come il lavoro dell'editor abbia veramente stravolto molti racconti, al punto che si dovrebbe perfino rivedere il giudizio critico su Carver : lo stesso carattere fondante del "minimalismo" sembra molto più evidente nella versione tagliata che in quella originaria. Per non parlare poi delle differenti traduzioni italiane, che contribuiscono ad accentuare le diversità....Insomma, c'è da augurarsi che operazioni così drastiche non siano molto frequenti, altrimenti sarebbe doveroso citare come autore almeno anche l'editor....

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    matteo casali

    03/11/2009 16.20.36

    A vent'anni dalla prematura scomparsa esce in versione originale l’opera formata da diciassette racconti editati all'inizio degli anni ottanta sotto il titolo "Di cosa parliamo quando parliamo d'amore".A differenza delle precedenti versioni,corrette per non dire amputate da Gordon Lish,suo agente letterario e promotore di un minimalismo eccessivo,qui ci si trova di fronte all'intera gamma poetica di Carver.Per mezzo di un linguaggio ordinario,di accenni,descrizioni appena abbozzate,Carver ci introduce nella vita quotidiana dell’altra America,quella dello spreco,del proletariato,del sogno diventato incubo;quell’America i cui protagonisti sono accerchiati da mille paure e insicurezze,dal bisogno di essere amati,dall’ansia di trovare una redenzione alle proprie colpe e di riuscire a iniziare un percorso di assoluzione,di salvezza.Così i personaggi di Carver vivono tutti una sensazione di vuoto e di perdita sia individuale che collettiva che si presenta in modo diverso ma con un comune denominatore che è quello dell'attesa di qualcosa che è in procinto di accadere e che può considerarsi già catastrofe.Al disperato urlo di solitudine che echeggia in ogni pagina si unisce una claustrofobica atmosfera di deja vu ,in cui si muove una coppia all'interno di uno spazio domestico che ha sempre,nella narrazione di Carver,una parte attiva e che ci fornisce attraverso la sua descrizione la storia e ci indica,con i suoi oggetti,la successione nel tempo delle vicende.Gli oggetti che popolano l'esterno o l'interno della casa non sono infatti semplici suppellettili quotidiane ma possiedono una particolare potenzialità che serve a completare il disagio interiore dei personaggi,come il frigorifero che improvvisamente si rompe,il televisore che sveglia in modo brusco il protagonista o il telefono che squilla in un momento inopportuno,per non parlare delle bottiglie di alcol che circolano e si inseriscono in ogni contesto come un sommesso e continuo accompagnamento musicale.Carver omette,ma non nasconde mai la realtà sporca della vita

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    Claudio

    09/10/2009 10.55.22

    "Siamo tutti principianti quando parliamo d'amore". Tra i libri più belli che abbia mai letto, bello quanto "Cattedrale e altri racconti", "Principianti", a detta del suo autore, narra di amore, morte, malattia e fallimento, stati d'animo e condizioni tra i più noti del vivere quotidiano. Parafrasando Hemingway potremmo dire che Carver "scrive una prosa assolutamente onesta sugli esseri umani". Grande Letteratura.

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    Standbyme

    06/09/2009 11.50.10

    Avevo l’impressione che tutti i racconti fossero adombrati da un leggero pessimismo ma dopo aver ascoltato un pregevole commento alla RTSI mi sono dovuto ricredere. I racconti di Carver hanno per protagonisti individui comuni, spesso disperati, che si dibattono e si trascinano tre le difficoltà della vita dell’America di provincia. Con la sua scrittura lineare, attentamente, finemente cesellata, che esclude tutto quello che non è fondamentale enunciare, Carver indirizza il lettore, facendogli sempre cogliere anzi svelandogli, magari all’improvviso e forse solo per un attimo attraverso il grigiore della quotidianità , quel poco di poesia che resta nelle piccole cose, nelle piccole vite da lui descritte. Edizione questa importante perché ripristina la versione originaria recuperando tutte le parti tagliate, omesse e/o cambiate e il ritmo, la costruzione, il tono, l’atmosfera, l’equilibrio, il lessico, la varietà e anche le ripetizioni di tutti i racconti, nessuno escluso, tornano a beneficio di tutti i lettori.

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    Alessandro

    26/05/2009 09.04.51

    anch'io come marta credo che questa operazione editoriale di einaudi permetta un confronto molto interessante tra le due versioni dei primi racconti di carver. ma non concordo IN NESSUN MODO con la sua valutazione della traduzione. la traduzione di questo libro è eccezionale e soltanto una persona come duranti, profondo conoscitore di carver, della sua poetica, del suo mondo e della sua vita poteva rendere la bellezza del lavoro dello scrittore americano. il commento di marta, qui sopra è ingiusto, approssimativo e gratuito.

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    Marta

    29/03/2009 20.27.07

    Interessante confrontare le versioni prima e dopo l'intervento di Gordon Lish. Peccato per la PESSIMA traduzione.

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