Processo e morte di Gesù. Un punto di vista ebraico

Chaim Cohn

Curatore: G. Zagrebelsky
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 17 settembre 2010
Pagine: XXXV-442 p., Brossura
  • EAN: 9788806205065
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Descrizione
Secondo l'idea che l'ortodossia cristiana ha accolto, Gesù di Nazareth fu condannato a morte e crocifisso dal governatore romano della Giudea che, tuttavia, era convinto della sua innocenza: il suo regno non era di questo mondo e il cri-men laesae rnaiestatis non poteva riguardare le sue rivendicazioni messianiche. Egli agi in stato di necessità, sotto la pressione del sinedrio che aveva organizzato un complotto contro Gesù e aizzato il popolo per farlo morire. L'autorità romana fu il braccio secolare dell'autorità ebraica. L'analisi puntigliosa e spregiudicata delle fonti, esito di decenni di ricerche, conduce Chaim Cohn a conclusioni del tutto diverse: la morte di Gesù fu responsabilità esclusiva dei romani che lo condannarono per sedizione; gli ebrei non svolsero né avrebbero potuto svolgere parte alcuna nel processo romano, né per accusare Gesù né per costringere Pilato a condannarlo; la seduta notturna del sinedrio fu determinata da un intento del tutto diverso da quello di ottenerne la morte. Solo nei decenni successivi agli avvenimenti, in una situazione politica mutata, la vicenda venne ricostruita e narrata nei Vangeli in modo tale che Pilato potesse essere assolto, trasferendone la responsabilità sugli ebrei.

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    Fabrizio Porro

    17/09/2012 22:53:16

    "Processo e morte di Gesù. Un punto di vista ebraico" di Chaim Cohn, importante opera apparsa in ebraico nel 1968, ribadisce giustamente che sono stati i Romani sotto Ponzio Pilato a condannare a morte Gesù. Il Sanhedrîn cioè il Sinedrio, sottolineando l'imputazione di bestemmia - capo d'accusa religioso- avrebbe fatto tutto il possibile per salvare Gesù dalla pena capitale. Dal punto di vista religioso dunque è difficile essere drastici . Nicodemo e molti membri del Sinedrio erano dalla parte di Gesù, diversamente dai Romani. E la pena di morte fu irrogata dal Tribunale Romano.

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