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Andrea Vitali

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2006
Pagine: 144 p. , Rilegato
  • EAN: 9788811678151

Recensioni dei clienti

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    Gisella

    30/03/2016 13.28.35

    Non è il primo romanzo di Vitali che leggo; spero che questo renda il mio pensiero più fondato. Bella, questa storia: confesso che mi stava un po' annoiando, la descrizione di vari pastrocci bordelli e ragazzette; ma il volgere degli eventi ed il finale riscattano il protagonista e tutto il libro, e non solo. Nel senso che chiunque può sempre avere la possibilità di diventare migliore rispetto al proprio passato, basta volerlo.

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    claudio

    28/04/2014 12.38.00

    Non sarà un capolavoro, non sarà all'altezza dei migliori libri di Vitali, ma anche questo fa la sua bella figura. Ci sono tutti i personaggi conosciuti, dal maresciallo dei carabinieri (che non fa una bella figura) al prevosto (questi un po' meglio), al classico notaio e a una serie di donne o avvizzite come la segretaria del notaio o belle e formose come la Deilde. Fra tutte questi personaggi si muove il protagonista, Marco Perini, figlio degenere e unico di una coppia di ricchi bottegai di Bellano che torna a casa per sistemare l'eredità paterna.

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    Maunakea

    04/07/2010 09.47.58

    Pur se pubblicato nel 2006, il libro è del 1990 ed è il primo romanzo di Vitali e come tale va inquadrato, un romanzo d'esordio, rispolverato dopo il successo dell'autore, non ha senso prenderlo e giudicarlo come romanzo a se stante, infatti è ancora acerbo come già detto, ma si possono già trovare alcuni spunti interessanti e di piacevole lettura. Lo consiglio come libro da prendere in considerazione successivamente se l'autore ci coinvolge.

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    anto

    19/02/2010 11.59.53

    Leggere questo libro o non fare niente, è la stessa cosa. La storia è banale, leggerissima, vuota. Ho letto tutti i libri di Vitali e sinceramente può fare meglio, molto meglio.

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    martina

    10/07/2008 15.24.33

    Come gli altri libri dello scrittore, la trama è impeccabile e i personaggi ben collegati. Rispetto ad i capolavori successivi, è di qualche punto inferiore. Una nota stonata è la frase conclusiva! Comunque è sempre un piacere avere un libro di Vitali da iniziare!

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    Silvia

    11/06/2007 16.39.50

    Un bel libro in cui si vedono i germi delle future narrazioni. Forse ancora un pò acerbo e serioso ma meritevole di lettura.

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    Emiliano

    14/02/2007 08.55.30

    A parte qualche scena descritta con ironia, questo libro non mi ha detto nulla ma proprio nulla. Delusione completa.

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    GIANNI

    11/10/2006 13.51.45

    Uno dei primi libri di Vitali ed è l'ultimo che ho letto: giudizio buono! Facile prevederne il successo che a breve gli avrebbe arriso. Luoghi magistralmente descritti, personaggi ben delineati e quel pizzico di "mistero e pettegolezzo" che ne fa un libro da leggere.

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    Luca

    31/08/2006 13.45.02

    Mi è piaciuto...come del resto mi sono piaciuti anche tutti gli altri libri scritti da lui.

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    luca

    20/07/2006 14.42.07

    Bel libro, scritto bene. Si legge in poche ore. Non un capolavoro, ma un testo che merita leggere.La trama non è difficilissama: un ritorno al paese dell'infanzia; vizi privati e pubbliche virtù; storie di casini (nel senso di case di tolleranza) e di redenzioni. Si nota anche un acura nel mischiare problemi grandi (le persecuzioni raziali, la fuga) con leggerezza. Il personaggio più riuscito e da amare: Zita.

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    Elisa

    16/06/2006 21.08.35

    Il suo primo libro è stato un capolavoro, un genio nel descrivere la vita dei personaggi nel clima arroventato di quel tempo!

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    Herbert

    14/03/2006 16.28.54

    Leggo oggi che il Vitali e' finalista al premio Strega.E' quindi doveroso,per me,dire qualcosina anche di quest'opera prima del Vitalino. Troppo stringato il giudizio dell'anonima,credo. Ingeneroso,anche.Certo, il racconto e' minimale per trama e linguaggio,ma ha pure un suo innnegabile valore.Marco Perini,figlio degenere di risparmioso bottegaio di Bellano,tradisce le legittime speranze genitoriali,abbandona la piccola bottega paterna e si mette sulla strada della sua vocazione: le donne.O,meglio,le donne che,nel periodo fascista- per scelta o necessita'- riempivano i bordelli.Marco Perini si costruisce cosi'una rispettabile carriera di ruffiano seguendo la quale abbiam modo di seguire il Perini nelle sue avventure/disavventure ora comiche,ora esilaranti,ora meno. alla fine della cavallina il Perini torna al borgo natìo per accettare l'eredita'degli ormai defunti genitori.E qui subentra la capacita' affabulatoria del Vitali.Che gioca il racconto tutto ambientandolo sul piccolo palcoscenico della piccola piazzetta di Bellano: dall'attracco del battello al caffe' dell'imbarcadero,dallo studio del notaio al mitico albergo "il Cavallino".Entrano in scena personaggi tipicamente vitaliani( Deilde,il Romano,il notaio,il maresciallo dei Carabinieri,il prete) e situazioni altrettanto vitaliane( la guerra tra parrocchia e Santuario, il bisbiglìo popolare, le zie che si fanno i gnocchi con le ceneri del cognato inglese,sbadatamente abbandonate nella dispensa) che immediatamente ci mettono in sintonìa con un'atmosfera di tempi andati che mormorano dentro di noi come il dolce sciacquìo del lago sulla riva.Sul tutto-imperturbabile,tollerante e comprensivo veglia Tommaso Grossi,nell'aplomb della sua piccola statua,nume tutelare dei Bellanesi e delle loro vivide avventure di laghee'un po' indolenti,linguacciuti,curiosi ma cosi'umani. finale un po' scontato,ma il Marco Perini,dal grande cuore,ci resta dentro mentre il battello scivola,lento e e menefreghista,verso Como.

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    anonima cagliaritana

    13/03/2006 11.03.20

    Come leggere in due ore i pettegolezzi di un paese lacustre dai primi del '900 all'inizio della seconda guerra mondiale

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