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Fleur Jaeggy

Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 114 p., Brossura
  • EAN: 9788845929502
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Recensioni dei clienti

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    claudio

    08/12/2004 20.23.12

    OTTIMO!

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    Milena

    30/12/2003 23.37.48

    Sì,sì, è brava, sa scrivere.Ma niente a che vedere con i beati anni del castigo. Non mi ha entusiasmata, esageratamente ripetitiva la jaeggy. E l'Adelphi dovrebbe abbassare di molto gli esorbitanti prezzi di copertina (visto oltretutto che non pubblica grandi capolavori).

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    Roberto Andreoli

    15/11/2003 19.03.20

    Mi associo agli ultimi giudizi: a parte qualche breve passaggio, per il resto prosa povera, algida, assolutamente non coinvolgente, molto noiosa e inconcludente. Niente a che vedere coi "Beati anni del castigo" e "La paura del cielo".

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    brigidino

    23/10/2003 20.48.13

    questa prosa non è semplice come furbescamente vorrebbe apparire. questa prosa è povera. tipico prodotto della famiglia calasso: ma i lettori nel corso degli anni si sono smaliziati, e sanno riconoscere un genio quando lo incontrano. e quando non lo incontrano.

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    Massimo

    06/02/2003 14.29.44

    Un libro illegibile nella sua semplicità. Non tanto per la storia quanto per il linguaggio che ho trovato banale, fatto di tante frasi corte che mi ricordano i "pensierini" delle elementari. Non sono riuscito a terminarlo: esiste di meglio. E se lo dico io che difficilmente stronco un libro o lo lascio a metà. Ho portato a termine libri difficili, ma questo non sono riuscito a ultimarlo. Inspiegabile l'esaltazione di certi critici (o forse sono io che non l'ho capito).

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    Milena

    09/01/2003 15.47.23

    Non male soprattutto per lo stile e l'uso della lingua ma davvero niente a che vedere con "I beati anni del castigo".

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    Mauro

    06/09/2002 15.06.07

    Pensieri sciolti di una narratrice. La trama è debole e annoia subito. Il personaggio pensa, pensa e ripensa. Per capire cosa sta succedendo ci si deve concentrare. Non funziona. Ho fatto fatica a leggerlo.

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    Roberto Dolci

    16/07/2002 10.08.46

    La lingua essenziale di Fleur Jaeggy è bellissima e sottolinea l'ineludibile materia di vita. Tutta la sostanza depositata in Svizzera, anche quella aurea, svanisce nel progetto e nel programma di scrittura di Fleur Jaeggy. Resta la materia della poesia di vita, la psicosi stessa della parola.

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    Giorgio

    20/06/2002 10.41.01

    Un libro strano, questo nuovo di Fleur Jaeggy, deludente rispetto ai precedenti. Intenso, certo, ma che sembra slegato, mal cucito, prigioniero di ricordi che non arrivano ancora a levarsi ad altezza di letteratura, a farsi mito. Peccato! O forse c'era troppa attesa, per una scrittrice capace di farci dolere dalla pelle all'anima - nei ricordi d'infanzia - e a ritrovare la nerità di un Walser (nella "Paura del cielo").

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    maurilio

    21/04/2002 01.10.50

    Solo una svizzera poteva scrivere un italiano così pulito ed efficace.

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    Luana Montesi

    30/12/2001 17.46.39

    La capacità di scrittura di Fleur Jaeggy è sorprendente. Lo stile, la raffinatezza con cui esprime, giustamente, il suo territorio interno, la rendono impalpabile, vicina e piacevolmente lontana al tempo stesso. Emozionante.

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    Francesco

    20/11/2001 13.52.38

    La signora Jaeggy scrive indubbiamente un bell'italiano, e a volte le sue annotazioni psicologiche richiamano persino una maestra come Colette. Ma la grande differenza e' che la signora Jaeggy parla sempre e soltanto di cose sue che restano sempre e soltanto cose sue: il peggio che possa capitare a uno scrittore.

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