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I promessi sposi - Alessandro Manzoni - copertina

I promessi sposi

Alessandro Manzoni

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Editore: Garzanti
Collana: I grandi libri
Edizione: 32
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
Pagine: XXXI-540 p., Brossura
  • EAN: 9788811360377

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Una risoluta disposizione a rispettare lo svolgimento disordinato e imprevedibile della vita governa il capolavoro manzoniano. Seguendo un filo modesto che si dipana e si arruffa, rimbalza in ogni direzione, il narratore giunge a scoprire la rete di connessioni che unisce tutte le parti della babelica dimora umana, dalle più grandiose alle più inospitali, e l'intimo rapporto di necessità che collega gli elementi del disegno complessivo. Casta ma non timida, la fantasia del Manzoni è affascinata dalla violenza delle passioni che ardono nel cuore umano, e vuol riviverne tutte le potenzialità in un paragone assiduo di estremi opposti, dall'infima bassezza all'eroismo sublime.
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    Christian

    20/05/2015 17:33:07

    Questo libro è ottimo, il grande capolavoro della letteratura italiana. Merita di essere studiato approfonditamente a scuola perché Manzoni è colui che ha creato l'italiano moderno, in un periodo in cui i romanzi erano sempre per nobili e persone ricche. È il risultato anni e anni di revisione e un libro più perfetto di questo non si trova assolutamente. Darei 10 punti, lo sto leggendo adesso e mi piace tantissimo.

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    Gabriele

    21/11/2014 16:07:44

    Libro a tratti anche molto bello ma che non appassiona nella sua interezza. Alterna pagine altamente liriche ad altre francamente noiose. Manzoni è più poeta che romanziere (infatti non ha scritto altri romanzi), ma nessuno ha il coraggio di eliminare questo testo dagli studi liceali, o almeno di trattarlo alla pari di altri romanzi ugualmente belli come quelli di Verga, Capuana e Fogazzaro. Se questo è il capolavoro assoluto della narrativa italiana allora siamo messi male in Italia, e sinceramente non mi sembra neanche molto rappresentativo dello spirto cristiano, e lo dico da cristiano.

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    Giacomo D.

    23/03/2014 19:40:15

    In assoluto il mio libro preferito.

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    Tyras

    01/02/2014 00:33:11

    Essendo uno studente delle superiori, i promessi sposi sono stati il mio libro di testo di letteratura in prima e seconda. E per tutti e due gli anni la mia domanda è stata sempre la stessa: perché il ministero continua a propinare questo mattone agli alunni? Prendiamo in esame il libro in sé. I personaggi sono piattissimi e talvolta ridicoli, i colpi di scena (se così si possono definire) sono scontati e la trama si prolunga inutilmente per 600 interminabili pagine. E se già non mi è piaciuto leggendolo per hobby, fuori dalla scuola, il dover studiare il carattere di ogni singolo personaggio, la trama generale dei capitoli e le citazioni più famose me l'ha reso ancora più odioso. Consigliato soprattutto a chi soffre di insonnia o di autolesionismo.

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    Paolo

    04/01/2013 08:43:09

    Letto per la prima volta il primo anno di scuole superiori: è stato un amore alimentato dalla passione sconfinata che la mia (eccellente) professoressa aveva per il Manzoni. Da qualche tempo riscoperto ed amato di nuovo. Nonostante una visione del mondo molto diversa da quella dell'autore, il mondo nel quale ci immerge mi fa amare anche le parti più noiose rendendole dolci e confortanti...

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    Bafometto

    29/11/2012 19:15:43

    Probabilmente il libro piu' sopravalutato della storia. Se dietro non ci fosse la chiesa.............................. Svegliatevi un pochino.

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    LiveALive

    30/09/2011 00:07:52

    NON leggetelo a scuola. non so, cercatevi il riassunto su internet, ma è importante che la scuola non rovini l'esperienza legata a questo libro. Ma spieghiamo pian piano, per bene. Anzitutto, mi fa ridere assai quelli che hanno definito i promessi sposi "un pacco mostruoso"... ragazzi, sono 500 pagine! è un libro medio! anzi, se dovessi basarmi sul mio standard sarebbe un libro breve... Il punto è che i professori lo spiegano senza passione a un pubblico non interessato. Si vede costretto a leggere, lo si vede come un dovere e si finisce per annoiarsi, a non immaginarsi le scene, a leggere in modo meccanico... magari con una bella serie di domande da fare dopo. Non è così che va letto un libro. I promessi sposi è un grande romanzo, per capirlo quindi, per me, è importante non farlo leggere a scuola. Per il periodo scolastico, mi sentirei di proporre qualcosa come il Conte di Montecristo... più scorrevole, con una scrittura più moderna, con più azione... credo che abbia più possibilità di piacere agli studenti, e fortunatamente ho incontrato dei professori che la pensano come me. Da un lato mi vien da dire, però... ora non so, il montecristo avrà 60 recensioni con una media di 4,88... mi sembra... non è che se lo facciamo leggere a scuola come si fa leggere i promessi sposi si inizierà ad odiarlo?

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    walker

    01/09/2011 13:05:56

    Il "romanzo"per eccellenza,uno dei migliori libri degli ultimi 2 secoli e il capostipite del romanzo storico.Chi lo ha definito prolisso e noioso probabilmente non è abituato alla grande letteratura.Questo è uno di quei libri che nella vita andrebbero assolutamente letti almeno una volta.Insieme a "il signore degli anelli"il mio libro preferito,da leggere assolutamente!

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    Lady Libro

    15/02/2011 21:10:37

    Un libro terribilmente noioso e pesante. Forse sarà colpa della scuola che me l'ha reso odioso e antipatico, ma "I promessi sposi" è proprio un libro che non mi è piaciuto. Detesto il fatto che le scuole obblighino gli alunni a studiare questo pacco mostruoso.

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    Luigi

    17/11/2010 15:21:43

    Il libro è uno dei più famosi, quanto discussi, della letteratura italiana. A scuola ho odiato questo libro, come tanti altri, perchè eravamo costretti a scrivere i riassunti dei capitoli più importanti. Pochi anni fa ho deciso di rileggere il testo e ho capito che mi sbagliavo alla grande. Il libro è davvero un capolavoro. Il buon Manzoni è in grado di creare personaggi destinati a rimanere indelebili nella memoria di intere generazioni di lettori. La storia è conosciuta da tutti; Renzo e Lucia, i due promessi sposi, alle prese con un matrimonio che "non s'ha da fare" perchè contrastato dal potente Don Rodrigo, il quale, invaghito della sposa, scommette con suo cugino Attilo di impossessarsene. Da qui prende avvio tutta la vicenda che vedrà i protagonisti alle prese con numerose sfide per poter coronare, finalemente, il loro sogno. Nel mezzo tutta una serie di personaggi indimenticabili; don Abbondio, Perpetua, padre Cristoforo, Agnese, l'azzeccagarbugli, la monaca di Monza, l'innominato, Tonio. Il libro è scritto in modo perfetto e raggiunge vette di altissima poesia. Memorabile la notte tormentata dell'innominato, che porta alla sua conversione, e l'addio ai monti. Il finale poi, a differenza di quello che troppo superficialmente scrivono tutti, non è affatto banale; è vero che Renzo e Lucia si ritrovano e si sposano, ma saranno costretti a vivere lontano dalla loro terra natia e non riusciranno ad ambientarsi facilmente nella loro nuova vita. Sembra quasi che Manzoni voglia scrivere un seguito. E' un romanzo intrinseco di fede e speranza. Anche qui, come nel romanzo "Il conte di Montescristo" di Dumas, troviamo rappresentati tutti i sentimenti dell'animo umano: il coraggio, l'amore, l'odio, il rancore, il perdono, ecc... Tutti i personaggi riescono a cuminicarci qualcosa, nel bene e nel male. Un romanzo da leggere, un classico per tutte le stagioni. Consigliato

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    Massimo

    07/11/2010 18:59:52

    Uno dei grandi capolavori della letteratura italiana, da sempre croce e delizia di studenti, professori o aspiranti tali. Non credo che possa essere negabile l'abilità letteraria di Manzoni, la sua capacità di dominare la materia romanzesca e di costruire l'intreccio, pur impelagandosi, a volte, nella prolissità descrittiva più totale. "I promessi sposi" rappresentano uno dei vertici del romanzo italiano, che tanto soffre nell'Ottocento in confronto agli incredibili risultati ottenuti oltre i nostri confini, e in effetti non penso che Manzoni possa essere equiparato in alcun modo ai grandi romanzieri francesi (Stendhal, Flaubert o Hugo, per esempio) o russi. Di certo non mancano i risvolti negativi legati alla grande opera in questione. Per me, come per molti altri, è fin troppo difficile accettare il disegno ideologico posto da Manzoni: l'idea di una divina Provvidenza che finisce con l'aggiustare le cose, che aiuta chi ha fede in essa, a patto però che si continui ad agire (nel caso di Renzo e Lucia credo sia più giusto dire "subire") da cristiani, con fermezza e cieca fedeltà verso l'operato divino. Operato che si invera nella figura di un ex borghese come Fra Cristoforo e che spinge Renzo ad una futura esistenza da borghese con sua moglie. Non è un caso che sia stata l'opera letteraria centrale nell'Italia democristiana. Trovo sbagliatissimo dargli ancora il peso che ha nelle scuole. Pur grandissimo, "I promessi sposi" non è IL romanzo italiano, che anzi ha avuto risultati maggiori in seguito. Penso sia giusto studiarlo con serietà, rispetto e intelligenza insieme ad altri capolavori della letteratura italiana, spodestandolo, però, da un piedistallo che più non gli compete.

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    Sandor Krasna

    26/09/2010 15:52:58

    Al di là del valore letterario (enorme, occorre oggi ripeterlo), è un romanzo utile come esempio degli sciagurati danni inflitti dal liceo classico alla formazione del pensiero critico. L'impresa vera non è leggerlo ma goderselo, e forse a partire da qui le poche menti non ancora traviate cominceranno ad amare davvero la letteratura, con buona pace di Ministri d'istruzione in saldo e docenti precari e demotivati.

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    Enrico

    24/04/2010 15:01:04

    Che dire. Un classico che deve essere letto. Personaggi di spessore cristiano che rappresentano il vero uomo di fede. Ovviamente non parlo di Don Abbondio. La storia e scorrevole e fa intendere a pieno il come si viveva e della mentalità dell'epoca. Una storia che fondamentalmente può sembrare banale, tutti vissero felici e contenti, ma con importantissimi insegnamenti di vita cristiana. Stupendi. Gli ultimi capitoli concernenti il periodo della peste sono stati un po' noiosi e prolissi ma nonostante questi, ne vale la pena. Ah dimenticavo, iniziata la lettura, non soffermatevi sulle prime pagine, continuate a leggerlo e vi accorgerete che la storia si farà interessante.

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    Flavio

    10/03/2010 13:05:21

    La "mamma" di tutte le fiction televisive italiane in costume (Da "Orgoglio" a "Elisa di Rivombrosa"). Se vi piacciono questi programmi allora è il libro che fa per voi..non per me. Continuo a non capire il motivo per cui la scuola italiana si ostini a concentrarsi su di un opera conservatrice e bigotta come questa lasciando da parte capolavori come il Decameron, I Malavoglia o il Gattopardo (per citare i primi che mi vengono in mente!), sicuramente meritevoli di più attenzione e tempo rispetto ai promessi sposi.

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    Roberto

    30/10/2009 16:42:06

    Questo romanzo è un GRANDIOSO inno a Dio! L'unica cosa che mi dispiace dell'opera è che essa ha una fine!

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    Kim

    21/06/2009 20:50:41

    Prolisso, noioso, personaggi senza profondità più simili a caricature e macchiette che a individui con uno spessore umano e intellettivo. Solo il temibile Don Rodrigo sembra (quasi) vero, a dimostrazione che il tentativo del Manzoni (farci apprezzare la vocazione catto-masochista dei protagonisti "buoni") è penosamente andato a vuoto.

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    luigi cotrufo

    30/10/2008 11:21:06

    Ho apprezzato e amato "I promessi sposi" quando me l'hanno fatto studiare a scuola, anche se letto parzialmente, perché, come avveniva per tutti i testi, non si faceva mai in tempo a leggerli per intero. A distanza di decenni l'ho riletto e devo dire che l'ho apprezzato ancora di più. Ho trovato la lettura godibilissima e resa ancora più piacevole da un testo, trovato in questi giorni in libreria, che riproduce una edizione del 1840 corredata con delle splendide illustrazioni dell'epoca di Francesco Gonin. Consiglio a tutti la lettura di questo capolavoro.

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    Iz@_chocolat

    05/10/2008 22:44:56

    Sapete perché l'80 % degli studenti giudica noioso questo sublime esempio di letteratura che non esiste più? Perché viene loro inculcato quando sono troppo giovani, perché leggerlo diventa una costrizione, invece che un vero piacere; perché gli stessi professori che prolissamente (o svogliatamente, molto spesso) lo analizzano sono antimanzoniani da quando c'erano loro dietro ai banchi. In questo modo si instaura un circolo vizioso che non finisce mai. Se continueremo così, e cioè odiando ciò che invece è la massima espressione dello stile letterario, ai nostri figli cosa verrà letto un domani? Moccia? 3msc, tv1kdb e compagnia bella? Detto questo, l'opera (perché non è libro, ma un'opera) è stilisticamente perfetta, ironica al punto giusto, le descrizioni accurate e l'effetto creato eguagliabile da ben altri pochi romanzi. Leggetelo di vostra spontanea volontà. Non è un obbligo, ma un consiglio.

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    Carlo M.

    30/07/2008 19:18:24

    Dopo quasi cinquant'anni rileggo il LIBRO SACRO della letteratura italiana dell'Ottocento (apprezzato anche da Goethe, dicono). Non posso che confermare il giudizio che me ne feci allora al Ginnasio: lo scrittore è bravo, quantunque a volte prolisso, la vicenda interessante, lo sfondo storico è ben descritto. Quello che veramente non posso digerire sono i personaggi, a parte le macchiette tipo Don Abbondio, Don Ferrante, Donna Prassede ecc. Renzo e Lucia mi sembrano quello che dovevano essere in realtà: due contadinotti un po' tonti in balìa del caso e degli avvenimenti e sempre abbastanza soddisfatti di quello che la Divina Provvidenza gli mandava: dei Pangloss comaschi, insomma. I ragazzi d'oggi che se lo devono sorbire a scuola ne penseranno quello che diceva Fantozzi, dopo aver visto parecchie volte la "Corazzata Potëmkin"...

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    Simone

    16/05/2008 12:47:16

    Dopo la Divina Commedia il più grande capolavoro della letteratura italiana. Spiccano soprattutto i variegato protagonisti, fra tutti l'Innominato e Padre Cristoforo. Davvero stupefacenti le descrizioni e l'incastro della trama.

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  • Alessandro Manzoni Cover

    Sua madre Giulia Beccaria, figlia di Cesare, il famoso giurista e filosofo, aveva sposato controvoglia Pietro Manzoni, ricco possidente del lecchese, assai più anziano di lei; Alessandro nacque dopo due anni e mezzo di matrimonio, e probabilmente fu il frutto di una relazione adulterina con il più giovane dei fratelli Verri, Giovanni. Il matrimonio ebbe breve durata e nel 1795 Giulia andò a convivere con il conte Carlo Imbonati, con il quale si stabilì a Parigi. Intanto Alessandro riceveva la sua prima educazione nei collegi dei padri somaschi, a Merate, fino al 1796 e poi, fino al 1798, a Lugano; si trasferì quindi a Milano nel collegio dei Nobili, retto dai barnabiti e vi stette fino al 1801. Ebbe allora contatti con gli esuli politici e approfondì... Approfondisci
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