La protezione dei patrimoni. Dagli strumenti tradizionali ai nuovi modelli di segregazione patrimoniale

Curatore: M. Montefameglio
Editore: Maggioli Editore
Edizione: 4
Anno edizione: 2015
Tipo: Libro tecnico professionale
Pagine: 462 p.
  • EAN: 9788838769382
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Descrizione

Realizzata da un pool di esperti autori, quest'opera illustra uno ad uno gli istituti di salvaguardia patrimoniale messi a disposizione dall'ordinamento giuridico, soffermandosi sulle peculiarità più significative di ciascuno ed approfondendo quelli di più recente acquisizione. In modo particolare il "trust" la cui diffusione sta conseguendo in Italia incrementi esponenziali e i "patrimoni destinati delle società per azioni", uno dei frutti più innovativi della recente riforma del diritto societario. Aggiornato con la Circolare della Banca d'Italia 2015, che ha definito i parametri per accreditare la società fiduciaria quale intermediario di primo livello, con le novità del Decreto Antiterrorismo e con la Direttiva Antiriciclaggio che istituisce il nuovo registro centralizzato di informazioni riguardo la proprietà effettiva delle società e dei trust e introduce nuove misure di controllo degli istituti di pagamento transnazionali.

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1.5.1 Alcune questioni processuali
1.5.2 Altre problematiche di trust e di diritto sostanziale e processuale
1.6 De iure condendo   
2. Forma e struttura degli atti di trust  
3. L’efficacia della protezione patrimoniale 
3.1 Premesse  
3.2 La struttura dell’indagine 
3.3 L’indagine preliminare e l’indagine eventuale 
3.3.1 L’indagine preliminare 
3.3.1.1 L’opponibilità prima facie dell’atto di trust: la sua conformità ai requisiti minimi della Convenzione de L’Aja 207
3.3.1.2 L’opponibilità intesa quale validità discendente dalla conformità dell’atto di trust alla legge applicabile  
3.3.1.3 L’opponibilità intesa quale validità discendente dalla conformità dell’atto di trust alla legge di conflitto del foro  
3.3.1.4 Lo scopo del trust  
3.3.2 L’indagine eventuale 
3.3.2.1 Analisi della struttura documentale dell’atto: l’atto istitutivo e i negozi di dotazione patrimoniale  
3.3.2.2 La nullità del negozio di dotazione patrimoniale  
3.3.2.3 La nullità dell’atto istitutivo 
3.3.2.4 Gli strumenti processuali  
3.3.3 I soggetti attori: posizioni giuridiche, diritti e doveri 
3.3.3.1 I beneficiari 
3.3.3.2 Le posizioni beneficiarie 
3.3.3.3 Le azioni a tutela 
3.3.3.4 Il protective trust e il trust di protezione patrimoniale  
3.3.3.5 Le posizioni non tutelabili
3.3.3.6 Il trustee 
3.3.3.7 Il disponente 
3.3.3.8 Il guardiano 
3.4 L’efficacia della protezione patrimoniale al vaglio dei Tribunali  
3.4.1 Il Tribunale di Siena 16 gennaio 2007 
3.4.2 Il Tribunale di Reggio Emilia, Giudice dell’esecuzione, 14 maggio 2007  
3.4.3 Il Tribunale di Milano 10 luglio 2007 
3.4.4 Il Tribunale di Trieste 19 settembre 2007 
3.4.5 Conclusioni 
4. Gli aspetti fi scali del trust 
4.1 Trust e imposte dirette 
4.1.1 Premessa 
4.1.2. Il trasferimento dei beni dal disponente al trustee 
4.1.3 I redditi dei beni in trust  
4.1.3.1 Il trust quale soggetto passivo d’imposta 
4.1.3.2 L’imputazione dei redditi del trust
4.1.3.3 La residenza fiscale del trust
4.1.4 Le attribuzioni ai beneficiari 
4.1.5 La tassazione dei beneficiari in caso di trust esteri
4.1.6 Beneficiari non residenti di trust residente
4.2 L’imposizione indiretta: l’imposta sulle successioni e donazioni, sugli atti a titolo gratuito e sulla costituzione di vincoli di destinazione 
4.2.1 Premessa  
4.2.2 Campo applicativo e cenni sulla disciplina dell’imposta sulle successioni e donazioni 
4.2.2.1 Il regime fiscale del negozio istitutivo di trust 
4.2.2.2 Gli atti dispositivi di segregazione di beni in trust 
4.2.2.3 Gli atti di devoluzione dei beni  
4.2.2.4 Altri (eventuali) atti occorrenti nel corso della vita del trust  
4.2.2.5 L’applicazione delle imposte ipotecaria e catastale sui trasferimenti di diritti reali su beni immobili 
4.2.3 I trusts di scopo 
4.2.4 Considerazioni conclusive 
5. Alcune ipotesi operative di utilizzo dell’istituto del trust  
5.1 Premessa 
5.2 Il trust istituito nell’interesse dei creditori  
5.3 I piani di incentivazione a favore di amministratori o dipendenti di società di capitali attuati tramite un trust
5.4 Alcuni casi pratici di utilizzo del trust nell’ambito del diritto societario e della gestione dei passaggi generazionali 
5.4.1 Trust e pattuizioni parasociali 
5.4.2 Trust e gestione unitaria di una società holding di famiglia 
5.4.3 Il trust quale strumento diretto a garantire la nomina imparziale di componenti indipendenti dell’organo amministrativo di società di capitali 

4 Raffronto tra fondo patrimoniale e trust  
1. Premessa 
2. Elementi comuni 
2.1 Effetto segregativo 
2.2 Struttura
2.3 Oggetto  
3. Elementi differenzianti 
3.1 Soggetti
3.2 Beni 
3.3 Durata
3.4 Funzione 
3.5 Forma e pubblicità 
3.6 Titolarità e amministrazione 
3.7 Alienazione dei beni 
3.8 Esecuzione sui beni
3.9 Destinazione finale di beni 
4. Vantaggi del trust rispetto al fondo patrimoniale
5. Trasferimento del vincolo dal fondo patrimoniale al trust 
6. Crisi della famiglia: l’opportunità offerta dal trust 
6.1 Il riconoscimento dell’autonomia negoziale nei rapporti tra i coniugi 
6.2 Tutela degli interessi della famiglia  
6.3 Trust negli accordi di separazione 
6.4 Divorzio e trust 

5 I patrimoni destinati ad uno specifico affare  
1. Ratio dell’istituto, finalità e alcuni precedenti 
2. La competizione dei modelli, le esigenze del traffico giuridico internazionale e alcune esperienze analoghe: il trust
2.1 Segue: le cell companies 
2.2 Segue: le tracking stocks  
3. I due (o forse tre) modelli
4. I caratteri identificativi della fattispecie: la separazione patrimoniale 
4.1 Segue: i limiti alla costituzione
4.2 Segue: il vincolo di congruità 
4.3 Segue: lo specifico affare 
5. I vantaggi 
6. I casi 
7. Gli apporti di terzi 
8. La natura dei titoli emessi 
9. La governance 
10. Separazione patrimoniale e tutela dei creditori 
11. L’organizzazione di categoria dei portatori di strumenti emessi: un interessante precedente in materia di trust e la possibile contaminazione dei modelli 
11.1 Il modello finanziario: funzioni
11.2 Segue: il soggetto finanziatore 

6 L’articolo 2645-ter del codice civile: “Trascrizione di atti di destinazione per la realizzazione di interessi meritevoli di tutela riferibili a persone con disabilità, a pubbliche amministrazioni, o ad altri enti o persone fisiche”  
1. Introduzione  
2. “Gli atti in forma pubblica ”
3 " con cui beni immobili o beni mobili iscritti in pubblici registri "
4 “ sono destinati  alla realizzazione di interessi meritevoli di tutela  ai sensi dell’articolo 1322, secondo comma ”. 
4.1 Il richiamo all’art. 1322, comma 2, c.c.  
4.2 Gli atipici negozi di destinazione 
4.3 I patrimoni di destinazione atipici e l’art. 2740 c.c.  
4.4 Esiste un trust “all’italiana”?  
5 “ per un periodo non superiore a novanta anni o per la durata della vita della persona fisica beneficiaria ” 
6 “ interessi meritevoli di tutela riferibili a persone con disabilità, a pubbliche
amministrazioni, o ad altri enti o persone fisiche ” 
7 “ possono essere trascritti al fine di rendere opponibile ai terzi il vincolo di
destinazione ”
8 “ per la realizzazione di tali interessi può agire, oltre al conferente, qualsiasi
interessato anche durante la vita del conferente stesso” 
9 “I beni conferiti e i loro frutti possono essere impiegati solo per la realizzazione del fine di destinazione ” 
10 “ e possono costituire oggetto di esecuzione, salvo quanto previsto dall’articolo 2915, primo comma, solo per debiti contratti per tale scopo” 
11 Applicazioni giurisprudenziali dell’art. 2645-ter c.c. 
12 Conclusioni 

Appendice
- La giurisprudenza italiana sul trust 
- Legge 16 ottobre 1989, n. 364 - Ratifica ed esecuzione della convenzione sulla legge applicabile ai trusts e sul loro riconoscimento, adottata a L’Aja il 1° luglio 1985