Traduttore: M. Bruno L. Benzi
Curatore: G. Trautteur
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2006
In commercio dal: 24 maggio 2006
Pagine: 176 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788845920509
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Descrizione
Scopritore del principio di esclusione, che gli valse il Premio Nobel, Pauli non solo ha fornito determinanti contributi alla meccanica quantistica, ma si è interrogato, con una profondità ignota ad altri fisici, sull'esistenza di principi presenti universalmente nel processo psichico - principi che ha trovato negli archetipi di Jung. Ma che cosa è in realtà un archetipo? Per Pauli si tratta di immagini fondamentali e primitive che si impongono alla mente in maniera oggettiva e inconscia, e legate ai concerti fisici della scienza comune: da questo legame scaturisce quella unità di psiche e materia che senza alcun dubbio lo legava a Jung.

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    luciano

    23/09/2017 16:17:11

    Pauli è un fisico quantistico. Enunciò il principio di esclusione che riguarda la configurazione elettronica dell'atomo e per questo principio vinse il Nobel della fisica nel 1945. Dopo la separazione dalla moglie, nel 1935, e il suicidio della madre fu travolto da una profonda depressione e per placare la sofferenza si diede all'alcol. Su consiglio del padre si rivolse a Jung e conobbe Marie-Louise von Franz. Queste relazioni lo spinsero a riflettere sul concetto junghiano di archetipo e pur non mettendo in discussione l'oggettività della scienza e il metodo scientifico, considerò di estrema importanza stabilire un legame che integrava tra di loro la physis e la psiche e questo legame lo trovò negli archetipi junghiani. Questi si manifestano nei sogni, emergono dall'inconscio collettivo e possono costituire uno sfondo, un retroterra (Hintergrundsphysik) da cui emergono concetti fisici. Pauli scrisse un saggio su Keplero (presente in questo testo) e sulla disputa che ci fu tra Keplero e Robert Fludd, noto alchimista inglese; anche "Newton praticava l'alchimia per stabilire l'influsso degli archetipi nella conoscenza fisica". Infine Pauli tenne una conferenza su "L' influsso delle immagini archetipiche sulla formazione delle teorie scientifiche di Keplero", dove dice che "Keplero usa la parola 'archetipi', come pure 'archetipico' in modo abbastanza simile all'uso che Jung fa di questi termini".

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    Nuflagi

    23/12/2011 12:35:39

    Libretto, indispensabile per conoscere una delle più grandi menti del secolo scorso, che propone in una gradevole scrittura spunti di riflessione imperdibili.

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    Figura tra le più rappresentative della fisica del Novecento, Wolfgang Pauli si interrogò a lungo, e con una intensità ignota ad altri scienziati, sulla possibilità di una concezione unitaria che superasse la divisione tra natura e psiche, mente e materia. Decisivo fu il sodalizio con Jung, nato agli inizi degli anni Trenta e durato oltre un quarto di secolo, giacché nel corso di questo dialogo ininterrotto i percorsi della fisica dei quanti e dello studio della psiche apparvero a Pauli significativamente intrecciati: «È stata la concordanza di senso di idee che si sono presentate in rami diversi del sapere quasi simultaneamente, la loro sensibile coincidenza, a indurmi a uscire dalla mia stretta specializzazione» scriverà anni dopo. Frutto di questo scambio è la pubblicazione nel 1952 di Naturerklärung und Psyche, che comprende, accanto al noto La sincronicità come principio di nessi acausali di Jung, lo studio di Pauli L’influsso delle immagini archetipiche sulla formazione delle teorie scientifiche di Keplero, qui tradotto per la prima volta in italiano insieme a due preziosi scritti del 1948 e del 1953: Moderni esempi di «Hintergrundsphysik», un «abbozzo» rinvenuto nella corrispondenza con Jung dove Pauli esamina il significato simbolico e il fondamento archetipico dei concetti quantitativi della scienza, e il sorprendente La lezione di piano, «una fantasia attiva sull’inconscio» dove espone le sue congetture su fisica, psicologia, biologia. Pauli non rinnega mai il principio di oggettività della sua scienza. Ma ciò non gli impedisce, ad esempio, di prendere a pretesto la disputa, che oggi può apparire di mero interesse erudito, tra Keplero e il grande pensatore dell’esoterismo Robert Fludd per ricercare un «oltre», rispetto alla fisica, capace di colmare il vuoto lasciato dalla cancellazione dell'Anima Mundi e di ricomporre su un piano più alto la perduta armonia – fondendo così la ricerca nel campo che lo ha reso famoso con riflessioni sulla psiche di rara suggestione.

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