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Giuseppe Mayda

Editore: Il Mulino
Anno edizione: 2004
Pagine: 413 p. , Rilegato
  • EAN: 9788815097255

Nato negli Stati Uniti, da padre fiorentino e madre americana, Amerigo Dùmini aveva rinunciato alla cittadinanza statunitense, nel 1915, per arruolarsi nell'esercito italiano e combattere al fronte. Dopo il conflitto, una volta decorato con la medaglia d'argento al valor militare, era tornato nella sua città d'origine, Firenze, dove poco più tardi si sarebbe distinto come uno dei capi squadristi più violenti e ambiziosi. E sarebbe stato proprio lui a guidare il gruppo di sicari che, il 10 giugno 1924, assassinarono il deputato socialista Giacomo Matteotti. Il libro di Giuseppe Mayda racconta la biografia di un triste personaggio ("Piacere, Dùmini - usava dire per presentarsi - undici omicidi"), ricostruendone gli stretti rapporti con Arnaldo Mussolini (fratello di Benito), Cesare Rossi (capo dell'ufficio stampa del duce) e Giovanni Marinelli (segretario amministrativo del partito fascista). Il testo ha il merito di gettare nuova luce sugli aspetti meno noti della vita di un esponente del fascismo sul quale, negli ultimi cinquant'anni, sono state raccontate molte cose, ma limitatamente alle vicende più direttamente connesse al delitto Matteotti. La parte più interessante del libro risulta essere così quella che riguarda gli anni che seguirono l'omicidio, durante i quali Dùmini lasciò la carriera di devastatore e assassino per intraprendere quella, più lucrosa, di ricattatore. Depositati presso un ufficio legale in Texas alcuni documenti attestanti il coinvolgimento diretto delle più alte sfere del regime nell'organizzazione dell'uccisione del deputato socialista, Dùmini vendette infatti il proprio silenzio in cambio di ripetuti e nel complesso ingenti versamenti di fondi, che il regime corrispose a lui e alla sua famiglia per tutto l'arco del ventennio.

Luca Briatore