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Editore: Einaudi
Anno edizione: 1998
  • EAN: 9788806155728
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Recensioni dei clienti

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    Chiara

    11/02/2016 17.52.12

    Di solito non leggo romanzi italiani contemporanei ma sono contenta di aver fatto un'eccezione per Q. Dopo qualche pagina avevo già capito che questo libro mi sarebbe piaciuto. Lo stile è cinematografico e innovativo, i salti temporali non mi hanno disturbato. È ambientato durante la riforma protestante ma racconta eventi dimenticati, sconosciuti ai più (la ribellione dei contadini, anabattismo a Munster) e dal punto di vista degli sconfitti. Mostra come in fondo il gioco è sempre in mano ai potenti ma non per questo non vale la pena di combattere. Insomma: stile sperimentale, contenuto interessante, tanta azione. Devo ammettere che all'inizio ho avuto un po' di difficoltà con tutti quei nomi tedeschi e olandesi. Questo è uno di quei libri che non si dimentica. Leggerò di sicuro altro del collettivo Wu Ming, tanto di cappello, ce ne fossero di scrittori come loro!

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    Mirko

    21/08/2015 13.04.27

    Bellissimo libro. Un romanzo storico tinto di giallo, immerso nella tumultuosa prima metà del '500: ricco di azione, di eventi, di personaggi e che nonostante la sua lunghezza, si divora in un baleno.

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    Dave

    09/11/2014 16.04.49

    Quanto si termina di leggere un libro e si prova una leggera malinconia è perchè dispiace distaccarsi da qualcosa che ci piaceva e ci faceva stare bene. Ebbene, così è avvenuto per Q, un gran libro che a dispetto del periodo storico trattato (lotte religiose e di potere in Europa nel 1500), risulta essere veloce,intrigante e moderno grazie ad una scrittura scaltra e una struttura innovativa. I personaggi sono quasi tutti veri ma resta un non so che di misterioso che mi farà pensare a questo libro ancora per molto.

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    Mr.X

    05/10/2014 18.39.52

    Stupendo... Ammetto che all'inizio stavo quasi per abbandonarlo, lo trovavo lento, non riusciva a prendermi e per di più il periodo storico non è di quelli che maggiormente mi interessa. Per fortuna ho proseguito la lettura: una storia piena di personaggi, azione, suspense e una narrazione più che coinvolgente.

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    nick

    08/09/2014 17.57.45

    Fantastico, a prescindere dalle ideologie politiche e religiose. Così si dovrebbero scrivere i libri storici. Ritengo che Q sia uno dei pochi romanzi storici all'altezza di quelli di Umberto Eco.

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    LEGEL

    22/04/2013 13.37.00

    praticamente leggendario......difficile entrarci dentro, all'inizio lento, ma poi.....un libro che rimane addosso per sempre

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    Giuseppe

    17/04/2013 14.58.55

    Il libro è effettivamente molto bello e ben fatto. L'ho letto forse troppo distrattamente una prima volta e adesso lo sto rileggendo "più piano", per fare tesoro di ogni minimo dettaglio. L'unico neo è rappresentato dal cartaceo, assolutamente inadatto ad essere letto più di mezza volta: le pagine si sono scollate e il libro è collassato a metà della prima lettura. Il voto per Einaudi è 0/5.

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    ander

    23/02/2013 12.21.01

    5 pieno...e vedo che non sono l'unico a pensarlo

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    Alessandro

    14/01/2013 14.58.02

    Romanzo storico affascinante, coinvolgente e scritto in modo mirabile. Ogni elemento è ben dosato: la realtà storica, il thriller, gli scontri religiosi e politici, il clima sociale e culturale del Cinquecento sono miscelati con sapienza e raffinata eleganza. Libri del genere sono un piacere assoluto.

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    Cris

    08/12/2012 19.56.00

    Bellissimo. L'ho letto due volte. La prima mi ha tenuto sveglio per più notti. La seconda l'ho riletto in due giorni. Credo che lo rileggerò fra qualche tempo una terza. Sarà che la storia dei movimenti protestanti m'attira particolarmente...ma l'ho trovato veramente appassionante, molto contestualizzato e crudo al punto giusto. La forma epistolare poi ha aggiunto pathos. Un po' concentrato nella trama alla fine! Comunque un libro come questo è la miglior medicina per la narcolessia. Ora mi sono comprato Altai. Vediamo se è all'altezza di Q.

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    Verner

    15/09/2012 22.42.40

    È uno dei libri più belli che abbia mai letto, stupenda la trama e la narrazione, oltre alla superba ricerca storica che mi ha fatto successivamente approfondire la storia dell'Anabattismo e della repressione della Controriforma cattolica. Ultimamente ho letto "Il Violino di Galileo", che ho visto come la prosecuzione ideale di Q per temi trattati e stile narrativo, dell'autore milanese Roberto Villa, anch'esso consigliato.

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    Bernard Dino

    25/08/2011 11.19.04

    In alcuni periodi della storia come quello della rivoluzione protestante narrato in Q (paragonabile per potenza distruttrice a quello della rivoluzione francese, o agli anni 3, 2, 1 A.C., in cui si intuiva che stava per accadere qualcosa di importante) la civiltà chiude gli occhi e fa un balzo nel vuoto, nella speranza di ritrovarsi un po' più adulta. Questo salto costa di solito crudeli nefandezze ed inaudita violenza, ma lo spirito umano ne esce ripagato da una rinnovata consapevolezza delle sue più meravigliose risorse: il pensiero e la forza delle idee, il coraggio e la fede, l'entusiasmo e la passione, tutti riuniti nel nobile scopo di risollevare la dignità dei deboli e degli oppressi, nel nome del Dio dell'Uguaglianza e della Giustizia. Oggi, anche grazie a chi in passato ha fatto la rivoluzione per noi, la vita umana vale di più, forse troppo addirittura, tanto che nessuno vuole più metterla in gioco. In un mondo sazio anche di quello che non serve, chi rischierebbe ciò che si ha, per cercare di conquistare ciò che si dovrebbe essere? Nessuno. Però allora vi tenete il signor B. E' questo in fondo il messaggio di Q, che pur nel pout-pourri della sua scrittura a diciotto mani dipinge bene il furore di un'epoca.

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    Elianto

    06/06/2011 14.05.04

    Il libro. Il migliore mai letto ad oggi. Ho imparato più di storia, economia, politica e religione da questo libro che in tutti gli anni di scuola. Dispiace averlo finito. Un vero capolavoro.

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    sergio oliveri

    21/03/2011 13.42.32

    Ancorché citato in un saggio di Zigmunt Bauman (e nonostante il grande successo di pubblico), si è rivelato per me una totale delusione. Il livello artistico e quello letterario sono assai modesti, e la stessa impostazione del racconto in mini capitoli e con salti temporali avanti e indietro, mi è parsa un espediente editoriale per distribuire le parti stese dai diversi autori (quattro ?) che scrivono sotto il comune pseudonimo di Luther Blisset, come si conviene alla redazione di un sequel televisivo. Tantomeno vi ho rilevato una chiara delineazione delle posizioni ideologiche e politiche dei tanti, troppi personaggi. Assolutamente da perdere.

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    Gozer

    13/10/2010 14.18.29

    Originale ed avvincente. Purtroppo finisce solo dopo quasi settecento pagine.

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    Marco

    06/10/2010 17.23.45

    L'ho letto 2 volte, la seconda volta prima di cimentarmi nella lettura di Altai. Q è con ogni probabilità il libro piu' bello che io abbia mai letto . Non è di facile lettura, ci sono continui salti temporali, e molte parti epistolari, ma è scritto molto bene, l'ambientazione storica all'interno della quale si muovono i personaggi è reale, per scrivere questo libro i WU MING hanno fatto un intenso studio storico. Assolutamente avvincente ed emozionante , ...pero' mi dispiace ammetterlo non è un libro per tutti

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    silvano

    30/08/2010 10.56.09

    Singolare i commenti di chi non l'ha finito. cioè, se sei incapace di portare a termine una lettura (rispettando i motivi che ti portano ad abbandonarla), potresti anche esimerti da giudizi (non aver paura che l'ambiente letterario possa sentire la mancaza della rimarcazione della tua incapacità di lettura, non è così). stiamo parlando di uno dei migliori romanzi italiani moderni. scritto con uno stile eccezionale, corredato da una cultura storica e letteraria egregiamente approfondita, e avvincente tanto da non farti staccare gli occhi e la testa dalle sue pagine. (per chi possiede un minimo grado di attebzione, ... e cultura non ideologizzata, a quanto pare...).

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    Ylenia

    09/03/2010 08.34.28

    Non finire un libro l'ho sempre vissuto come un tradimento verso la sacralità del libro in quanto tale e un fallimento mio personale, ma Q era davvero troppo pesante perchè riuscissi ad andare avanti. La parte storica è molto ben documentata, e interessante è il vedere cos'è stato il protestantesimo vissuto dal popolo, e come si è affermato proprio grazie a lui. A scuola non ci parlano delle guerre civili che ha causato in Germania, non ci parlano del fatto che anche Lutero era un corrotto e che le diverse forme di protestantesimo sono nate proprio da una rivolta di alcune frange del popolo contro di lui. Detto questo, però, c'è da dire che la storia si inserisce in un contesto nel quale i dialoghi sono noiosi da morire e i personaggi talmente mal caratterizzati che nello scorrere del libro se ne leggono i nomi senza ricordare chi sono queste persone e che ruolo hanno avuto. In pratica sembra di leggere un pedante saggio storico inframezzato da dialoghi che non dicono niente. Peccato davvero.

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    elisabetta

    28/01/2010 17.19.16

    ho iniziato a leggerlo tanto tempo fa... sono arrivata a metà e non ce l'ho fatta ad andare avanti. tutti gli amici che l'avevano letto mi dicevano che era un libro strepitoso e ci ho riprovato. un fatica immane!! pagine e pagine e pagine... che avrebbero potuto tranquillamente essere tagliate... e poi questo crescendo... verso un finale già noto! BAH vorrei provare a dare una chance ad Altai... ma sono molto incerta

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    Massimiliano Lagi

    27/01/2010 17.08.50

    Gran bel libro. Inizialmente un po' ostico e frammentato, si fa subito perdonare, decolla e lo si legge entrando nella testa del protagonista. Ottima analisi psicologica del personaggio che e' un perdente della storia ma che ne esce sempre vivo e pronto per altre sfide. Una persona che sa quali siano le regole che mandano avanti il mondo ma che vede anche che chi gioca sono pochi e che le pedine non sono tali se solo si rendono conto che possono riuscire a lottare per un mondo migliore per tutti. Nuove regole sono possibili, purtroppo senza la garanzia che siano migliori di quelle vecchie. E' la dura lezione che viene dalle rivoluzioni, ma vale la pena, per tutti, crederci e provare. Un libro dettagliato che non da' spazio a descrizioni romantiche e accattivanti, crudo come credo debba essere il racconto di chi vive cio' che un giorno sara' raccontato e "patinato". Persino i personaggi storici non sono solo eroi, ma uomini con le loro debolezze e grandezze. La parte dell'assedio di Munster lo dimostra: non ci si compiace nel fare descrizioni da romanzo di appendice, ma si seguono gli avvenimenti mentre accadono immaginandosi gli sviluppi. Bellissima la parte del periodo veneziano. Per gli appassionati di storia, ma non solo.

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