Qualcosa - Chiara Gamberale - copertina

Qualcosa

Chiara Gamberale

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Illustratore: Tuono Pettinato
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 9 febbraio 2017
Pagine: 192 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788830447677
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Una storia che ha la leggerezza della fiaba e la profondità di un classico. Un’originalissima riflessione sul dolore, l’amicizia, l’amore e il (non) senso della vita a partire dallo «spazio vuoto» che ognuno ha dentro di sé.

«Qualcosa di troppo, più che il nome della principessa del nuovo libro di Chiara Gamberale, è un ruggito a un mondo che viaggia con il pilota automatico. La sintesi più bella che potevano mettere insieme Qualcuno di Importante (il Padre) e Una di Noi (la Madre). Per lei non esistono pit-stop. Bisogna correre persino quando le ruote sono sgonfie. E fa niente se gli altri non ti capiscono.» - Carlo Baroni, Corriere della Sera

«Il romanzo di Chiara Gamberale è una favola per adulti dagli echi calviniani.» - Paola Dezi, Corriere Adriatico

«La Principessa Qualcosa di Troppo crescerà attraversando il dolore e scoprendo che l’amore, a volte, è questione di Niente.» - Vanity Fair

«Una favola leggera, che interseca i significati profondi dell’amore, dell’amicizia, del dolore, degli intrighi che fanno dell’esistenza uno spazio terremotato.» - Mariapia Bonanate, Famiglia Cristiana

«Chiara Gamberale indaga sul dolore, sulla ricerca dell'amore che sconfina nell'ossessione e ironizza sui social network.» - Francesco Musolino, Il Fatto Quotidiano

«Poetico, vero, non retorico, cristallino. Da leggere.» - Gabriele Ottaviani, Convenzionali

«I toni sono lievi e surreali, le parole viaggiano in coppia con le illustrazioni di Tuono pettinato, e i concetti sono tosti. Il lieto fine c’è ed è filosoficamente immenso.» - Marie Claire

«Chiara Gamberale ha messo nel suo nuovo romanzo l’intero mondo delle nostre ossessioni, del tormento e delle corse affannate nelle mani di una ragazzina di tredici anni con gli occhi gialli e spalancati che cerca di imparare a vivere.» - Il Foglio

«Chiara Gamberale spiega l’automatismo per cui molti passano puntualmente dall’esultanza per aver trovato la presunta metà della mela alla delusione per essersi sbagliati.» - Donna Moderna

«Un romanzo che è anche una fiaba. E che "suona" come una canzone.» - il Venerdì di Repubblica

«Chiara Gamberale, sulla scia della grande tradizione dei Calvino e dei Rodari e senza tradire la sua storia letteraria, costruisce fiabescamente una lettura lucida ed efficacissima dell’oggi.» - Il Messaggero

«Una favola da leggere a diverse età.» - L'Espresso

"...E le prese, all'improvviso, una grande nostalgia di Niente..."

La Principessa Qualcosa di Troppo, fin dalla nascita, rivela di possedere una meravigliosa ma pericolosa caratteristica: non ha limiti, è esagerata in tutto quello che fa. Si muove troppo, piange troppo, ride troppo e, soprattutto, vuole troppo. Ma quando, per la prima volta, un vero dolore la sorprende, la Principessa si ritrova «un buco al posto del cuore». Com’è possibile che proprio lei, abituata a emozioni tanto forti, improvvisamente non ne provi più nessuna? Smarrita, Qualcosa di Troppo prende a vagare per il regno e incontra così il Cavalier Niente che vive da solo in cima a una collina e passa tutto il giorno a «non-fare qualcosa di importante». Grazie a lui, anche la Principessa scopre il valore del «non-fare», del silenzio, perfino della noia: tutto quello da cui è abituata a fuggire. Tanto che, presto, Qualcosa di Troppo si ribella. E si tuffa in Smorfialibro, il nuovo modo di comunicare per cui tutti nel regno sembrano essere impazziti, s’innamora di un Principe sempre allegro, di un Conte sempre triste, di un Duca sempre indignato e, pur di non fermarsi e di non sentire l’insopportabile «nostalgia di Niente» che la perseguita, vive tante, troppe avventure… Fino ad arrivare in un misterioso luogo color pistacchio e capire perché «è il puro fatto di stare al mondo la vera avventura». Chiara Gamberale, abituata a dare voce alla nostra complessità, questa volta si concentra sul rischio che corriamo a volere riempire ossessivamente le nostre vite, anziché fare i conti con chi siamo e che cosa vogliamo. Grazie a un tono sognante e divertito, e al tocco surreale delle illustrazioni di Tuono Pettinato, Qualcosa ci aiuta così a difenderci dal Troppo. Ma, soprattutto, ci invita a fare pace col Niente.
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    gian

    09/04/2020 17:50:07

    Non banale! Sembra una fiaba per bambini, visto il linguaggio semplice usato dall'autrice..in realtà si rivela un libro profondo

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    silvia

    07/01/2020 21:17:29

    UN LIBRO DAL LESSICO SEMPLICE CHE NASCONDE IL SIGNIFICATO DELLA VITA ODIERNA, IL VOLER AFFANNOSAMENTE FARE, FARE E FARE SENZA SOSTA, SENZA MAI FERMARMI A RIPOSARE LA MENTE E AD ASCOLTARE SE STESSI E LA NATURA CHE CI CIRCONDA, IL TUTTO RACCONTATO ATTRAVERSO UNA FIABA

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    Robybuzz

    06/01/2020 22:14:35

    Questo libro mi è stato regalato a Natale e mi ha incuriosita all’inizio, salvo poi scoprire che l’idea del buco è uguale a quella di un bellissimo albo illustrato che avevo già letto e che ho nella mia libreria Questa “ coincidenza “ mi ha veramente delusa.

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    Daniele

    29/11/2019 16:24:59

    Ho giusto finito di leggere questa bella non-favola per non-bambini. Meraviglioso, Chiara Gamberale ti dà una lezione di vita con garbo, ironia, leggerezza e, naturalmente, divertimento. Assolutamente raccomandato

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    S.COLE

    18/11/2019 12:04:58

    Non mi ha convinto. Rimane in un limbo in cui ha concetti troppo adulti per dei bambini e troppo banali per un adulto. Onestamente me lo sarei potuto tranquillamente risparmiare.

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    Veronica

    02/10/2019 15:54:59

    Breve ma intenso! I disegni lo rendono una sorta di favoletta per bambini ma i contenuti e il messaggio che mandano non può che essere profondo e toccante come tutto ciò che scrive la mia adorata Chiara!!! Lo proporrei in tutte le scuole superiori!

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    S.COLE

    17/09/2019 15:26:49

    Purtroppo non ci ho visto nulla di più di una favola carina per bambine grandicelle. Si, con una morale che peraltro non ha nulla di eccezionale, ma di certo non ci vedo profondi simbolismi, grandi questioni esistenziali o tematiche particolarmente impegnate.

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    Sabrina

    21/09/2018 19:39:43

    Fantastico racconto simbolico che riesce a far ripensare le proprie priorità nella vita e a vedere le cose scontate sotto un altro punto di vista. Qualcuno parla di somiglianze, perlomeno simboliche, con il piccolo principe... questo ha come protagonista una femmina ed è scritto in maniera più scorrevole, a volte divertente, che è la caratteristica fondamentale del modo di scrivere dell'autrice. Lo consiglio sia come lettura non impegnativa, che come lettura attenta a trovare i veri significati che l'autrice vuol riportare.

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    Claire

    21/09/2018 09:21:55

    Un libro che fa riflettere, i nomi dei personaggi scelti appositamente e accuratamente donano un tocco in più al senso generale del libro. Libro che si legge velocemente, ma si presta a molteplici riletture, in ognuna delle quali si scorgono sfumature differenti. Libro che fa riflettere. Consigliato

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    Chiara

    18/09/2018 21:19:40

    La scelta dei nomi per i vari personaggi è assolutamente geniale e li arricchisce, con l’utilizzo di solo tre o quattro parole, di molte più sfaccettature di quanto una magistrale descrizione dettagliata non potrebbe fare. Gli incontri e gli incroci fra di essi, poi, creano la magia, esattamente come l’accostamento di due parole dà ad esse inedite sfumature di significato.

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    Pioggiablu@hotmail.it

    04/06/2018 13:00:28

    Bel libro, lo consiglio, divorato in un pomeriggio

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    n.d.

    02/11/2017 09:57:50

    Non l'ho ancora letto. Per il momento mi piaceva la grafica della copertina ed l'anticipazione del contenuto

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    cristina franceschilli

    23/10/2017 20:52:09

    una fiaba preziosa, entra nel cuore e ci resta

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    Silvia

    18/10/2017 08:36:20

    Una simpatica favoletta e uno spunto per riflettere.

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    Laura

    03/07/2017 19:59:53

    Una principessa inquieta, sempre alla ricerca di un perché e quindi di qualcosa che dia un senso alla sua esistenza. Uno strano “eremita” che nel vuoto ha trovato il suo equilibrio. Una sfilata di pretendenti che, per un attimo, le danno la sensazione di aver trovato questo senso. Un percorso di ricerca e di crescita che la porterà a capire che Qualcosa di Buffo, Qualcosa di Blu, Qualcosa di Giusto, Qualcosa di Speciale e Qualcosa di Più non possono fare per lei quello che solo da sola può raggiungere: essere pienamente se stessa. Infondo ogni donna ha bisogno di qualcuno che la faccia ridere come Qualcosa di Buffo; la faccia sentire importante come Qualcosa di Blu, le ricordi che è eccezionale come Qualcosa di Speciale, la spinga a guardare oltre come Qualcosa di Più, la aiuti a rispettare gli altri come Qualcosa di Giusto. Chiara Gamberale stavolta ci regala una favola, un'allegoria, una riflessione dolce-amara sulla vita e sull'amore “Finalmente l'aveva capita la differenza tra avere bisogno e avere voglia! Perché se non imparo a sopportare il vuoto nella pancia e anche a volergli un po' bene, avrò sempre bisogno di un'avventura o di un fidanzato che me lo riempia e non sarò mai libera! Libera di scegliere, libera di avere voglia! Sarò sempre un ostaggio, schiava della paura dello spazio vuoto!...” E' IL PURO FATTO DI STARE AL MONDO LA VERA AVVENTURA!!!

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    Maura

    17/06/2017 12:57:31

    Libro apparentemente banale, ma molto profondo e significativo, che sicuramente lascia il segno..

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    Laura

    28/04/2017 10:25:45

    Era il primo libro che leggevo di Chiara Gamberale. L'ho trovato assolutamente fantastico: già dalla copertina non potevo non leggerlo, aveva un qualcosa che mi attirava. Scritto molto chiaramente si presenta come una fiabetta qualsiasi ma, una volta che lo si inizia non si può fare a meno di continuare a leggerlo. Ottimo e super consigliato.

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    stellina76

    08/03/2017 09:04:45

    lettura scorrevole, piacevole ma che aiuta anche a riflettere...libro in cui mi sono identificata in toto con 'Qualcosa di troppo'..come credo succedda a molte donne che, come me, hanno necessità di fare fare fare 1000 cose ..probabilmente per riempire i propri vuoti interiori...

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    Beatrice Paolucci

    22/02/2017 20:30:07

    Sono una bimba di 8 anni che ha letto tutto d'un fiato questo libro.... Questo libro ci fa capire che non dobbiamo mai voler troppo,tanto e tutto ma dobbiamo accontentarci di quello che abbiamo e anche delle piccole cose.......è davvero un gran bel libro..... lo consiglio a tutte le persone del mondo...GRANDI e PICCOLI....grazie infinite Chiara Gamberale ...e già così piccola sono una tua fan 😊❣️📓📓

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    Chiara Paolucci

    22/02/2017 20:14:15

    Per chi vuole fare una riflessione sulla vita, sull'amore, e magari ha la voglia di leggerlo anche con un bambino.... un linguaggio che parla a tutti, con il cuore in modo profondo ma allegro. Anche le illustrazioni sono deliziose. Complimenti alla Chiara che ha toccato l'apice con questo libro.

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I Ragazzini Abbastanza, che l’avevano sempre evitata, ora erano tutti lì a darle chi un abbraccio, chi una carezza, una biglia fosforescente, un invito a giocare insieme a rubabandiera, presto. Ma lei non li vedeva nemmeno. Si sentiva troppo abbandonata. Troppo sola. Troppo bucata nel cuore. Così, nel bel mezzo della cerimonia, quando il Re prese la parola per ringraziare il suo popolo, Qualcosa di Troppo ne approfittò. E fuggì via, con le sue gambe troppo veloci, via, via da tutta quella gente che era sì tantissima, ma anche pochissima e inutile e cattiva, se là in mezzo sua madre non c’era. (pag.34)

In un regno molto lontano viveva felice un Re e la sua splendida moglie. I due, dopo qualche anno di matrimonio, hanno una bambina talmente esuberante da meritare il nome di Qualcosa di Troppo. Ed è davvero così. Non riesce a stare ferma, corre, salta, ride e piange con molta intensità. Ma alla morte dell’amata madre, la piccola principessa si ritroverà con il cuore a pezzi. Anestetizzati i propri sentimenti la giovane Qualcosa di Troppo si imbatterà in una serie di pittoreschi personaggi che le cambieranno completamente la vita.

Spesso il modo migliore per parlare di qualcosa è farlo utilizzando parole semplici. E cosa ci può essere di più candido di una fiaba per raccontare i grandi temi della vita?

Chiara Gamberale racconta, con delicatezza e molta profondità, le vicende legate ad una giovane principessa che si ritrova a percorrere la più grande delle avventure, la vita.

Qualcosa di Troppo non è solo il nome della giovane protagonista che si impone nella storia con grande vitalità, ma è un invito dell’autrice a fermarci e riflettere poiché al giorno d’oggi, siamo sempre alla ricerca di “qualcosa” che possa riempire il nostro “cuore bucato” (un “buco troppo buco” come dice la Gamberale) e nel nostro ossessivo sforzo di riuscirci cerchiamo di colmare il vuoto con “Troppo”.

Uno splendido romanzo di formazione, ricco di metafore che fanno sorridere e riflettere allo stesso tempo.

Vivamente consigliato.

Recensione di Gabriele Scandolaro.

 

Chiara Gamberale, abituata a dare voce alla nostra complessità, questa volta si concentra sul rischio che corriamo a volere riempire ossessivamente le nostre vite, anziché fare i conti con chi siamo e cosa vogliamo.

- Sai, Chiara Gamberale ha scritto un nuovo libro…
- Che libro?
- Una favola illustrata.
- Ma una favola tipo “C’era una volta una Principessa…”?
- Sì, esatto!
- E parla di una ragazzina capricciosa che ha un grande vuoto dentro?
- Sì, vero!
- E questa favola è dedicata a un grande amore passato?
- Sì, come fai a saperlo?
- Perché io sono il Grande Critico, e a me le storie che hanno come protagoniste le Principesse, i Cavalieri e altri personaggi Non troppo importanti non mi sono mai piaciute.
- Forse perché anche tu sei Qualcosa di Troppo…
- E chi è Qualcosa di Troppo?

Qualcosa di Troppo è una bambina molto amata e molto viziata, che ha passato tutta la sua infanzia tentando di attirare l’attenzione in tutti i modi, urlando, sbraitando ed esigendo sempre qualcosa di più. Quando amava, amava Troppo, e quando desiderava, desiderava Troppo. Anche quando soffriva lo faceva in maniera eccessiva e sovrabbondante, nessuno riusciva ad arginare la sua irruenza.

Poi un giorno conobbe un grande dolore, la perdita di sua madre, e quel giorno la Principessa Qualcosa di Troppo si imbatté per caso nel Cavalier Niente, un omettino molto strano, né vecchio né giovane, né bello né brutto, che insieme alla sua amica, Madama Noia, passava tutto il tempo a Non fare qualcosa. Qualcosa di Troppo ovviamente odiava Non fare, lei voleva correre nei campi, cavalcare i cervi, girare per il mondo. Voleva TANTO, voleva TUTTO, voleva TROPPO. Il Cavalier Niente invece voleva solo stare per conto suo e fischiettare, diceva che bisognava far pace con il proprio niente, il proprio vuoto, il proprio dolore, e non riempire, riempire, riempire la vita di cose inutili…

Tutto quello che il Cavalier Niente dice e predica alla piccola Qualcosa di Troppo, a volte deridendola o trattandola male, le risulta incomprensibile e inutile per gran parte di questo breve libriccino. Anzi la ragazzina inseguirà per molti anni la felicità nel modo sbagliato, prima seguendo Qualcosa di Buffo, poi Qualcosa di Blu, poi Qualcosa di Importante, poi Qualcosa di Speciale…. Saltellando da un posto all’altro, da una storia all’altra, cercando di ignorare quel vuoto che sente nel profondo dello stomaco.

Ad ogni incontro, durante ogni viaggio, la Principessa incontra Qualcosa e ottiene Niente, come succede nelle favole più tristi del mondo. È per questo che questo libro è una specie di Piccolo Principe, però al contrario, perché la giovane esploratrice che vediamo in queste pagine pur andando sempre avanti, non trova nuova saggezza e nuovi amici, ma invece torna sempre indietro, al Niente. Il suo niente vestito di stracci e coi capelli arruffati, il suo niente con un occhio verde e un occhio marrone, con gli occhialini tondi sempre logori.

Una favola che fa molto riflettere anche grazie ai disegni semplici di Tuono Pettinato, un illustratore capace con pochi tocchi di china e tre colori di base di esprimere tutta la gamma dei sentimenti che possiamo incontrare nel mondo. La semplicità di queste pagine e la profondità del loro messaggio sono l’esempio perfetto di come a volte sia necessario eliminare il sovrappiù, tornare all’essenziale, per comprendere noi stessi. Questo libro è il regalo perfetto per chi sta affrontando una strada in salita, ma anche per chi è già arrivato in cima; per chi quel Qualcosa lo ha già ottenuto e per chi è ancora lì a fare i conti con il suo Niente.

Recensione di Annalisa Veraldi

 

Le prime pagine del romanzo

«È una bambina, è una bambina!».
Era una bambina.
La notizia correva per le bocche, per le strade, s'infilava sotto la porta di ogni casa del regno.
Qualcuno di Importante e Una di Noi, la sua sposa, avevano finalmente dato alla luce il loro primo erede: una bambina.
Da anni i sovrani, pazzi d'amore l'uno per l'altra e pazzamente amati dal loro popolo, si consumavano nella pena di non riuscire ad avere un figlio.
La loro gioia, adesso, era la gioia di tutti, di tutti la loro festa.
Però.
Però c'era un però.

E il però era proprio lei: la Principessa.
Dal primo strillo, appena la madre la strinse fra le braccia, fu chiaro ai genitori che in quella creatura c'era qualcosa.
Qualcosa di complicato da spiegare.
Qualcosa di evidente.
Di pericoloso.
«Com'è possibile?». La Regina Una di Noi, pallida in volto e smarrita nel cuore, confidava che il marito comprendesse il mistero che a lei sfuggiva. «Com'è possibile che, con un solo vagito, la nostra piccolina abbia fatto esplodere un lampadario? Esplodere! Un lampadario!».
Eppure proprio questo era successo.
Dalla minuscola bocca della Principessa era uscito un urlo talmente acuto che i milletré cristalli del lampadario avevano cominciato a oscillare impauriti.
«Calmati, calmati, piccola mia», sussurrava Una di Noi.
Ma, per tutta risposta, l'urlo della Principessa diventava ancora più acuto. E lungo. E disperato. Come se volesse arrivare a tutto il mondo perché nessuno, proprio nessuno, fosse escluso dall'annuncio: «Io esisto!».
«Calmati, calmati», insisteva sua madre.
Ma la bambina ancora di più si agitava.
E urlava.
Urlava urlava urlava.
Finché lo schianto del lampadario riuscì a urlare più forte di lei.
E a fermarla.
Se non fossero stati i labbrucci di un esserino appena nato - incerti, di carta velina, appena disegnati -, a guardare la Principessa in quel momento si sarebbe detto che sorridevano. Fieri: milletré cristalli esplosi.
E mentre Qualcuno di Importante fissava sua figlia, spaventato ma nello stesso tempo segretamente affascinato da quell'incidente, anche la bambina lo fissava. Con occhi gialli, spalancati come finestre, che i neonati non dovrebbero avere, non hanno.
Ma che lei aveva.
Perché, appunto, in lei c'era qualcosa.
Qualcosa di complicato da spiegare.
Qualcosa di evidente.

Qualcosa di troppo.

  • Chiara Gamberale Cover

    Chiara Gamberale è nata nel 1977 a Roma, dove vive. Partita come giovanissima speaker radiofonica, ha collaborato con «Il Giornale» e nel 1996 ha vinto il Premio di giovane critica Grinzane Cavour, promosso da «La Repubblica». Ha esordito nel 1999 con Una vita sottile (Marsilio, premio Opera prima Orient-Express, Un libro per l'estate e Librai di Padova), seguito da Color Lucciola (Marsilio 2001), Arrivano i pagliacci (Bompiani 2002), La zona cieca (Bompiani 2008, premio selezione Campiello), Le luci nelle case degli altri (Mondadori 2010), L'amore, quando c'era (Mondadori 2012), Quattro etti d'amore, grazie (Mondadori 2013), Per dieci minuti (Feltrinelli 2013). Altre sue opere sono: Avrò cura di te (Longanesi 2014) scritto con Massimo Gramellini, Adesso (Feltrinelli... Approfondisci
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