Illustratore: Tuono Pettinato
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2017
Pagine: 192 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788830447677

47° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Recensioni dei clienti

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    n.d.

    02/11/2017 09:57:50

    Non l'ho ancora letto. Per il momento mi piaceva la grafica della copertina ed l'anticipazione del contenuto

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    cristina franceschilli

    23/10/2017 20:52:09

    una fiaba preziosa, entra nel cuore e ci resta

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    Silvia

    18/10/2017 08:36:20

    Una simpatica favoletta e uno spunto per riflettere.

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    Laura

    03/07/2017 19:59:53

    Una principessa inquieta, sempre alla ricerca di un perché e quindi di qualcosa che dia un senso alla sua esistenza. Uno strano “eremita” che nel vuoto ha trovato il suo equilibrio. Una sfilata di pretendenti che, per un attimo, le danno la sensazione di aver trovato questo senso. Un percorso di ricerca e di crescita che la porterà a capire che Qualcosa di Buffo, Qualcosa di Blu, Qualcosa di Giusto, Qualcosa di Speciale e Qualcosa di Più non possono fare per lei quello che solo da sola può raggiungere: essere pienamente se stessa. Infondo ogni donna ha bisogno di qualcuno che la faccia ridere come Qualcosa di Buffo; la faccia sentire importante come Qualcosa di Blu, le ricordi che è eccezionale come Qualcosa di Speciale, la spinga a guardare oltre come Qualcosa di Più, la aiuti a rispettare gli altri come Qualcosa di Giusto. Chiara Gamberale stavolta ci regala una favola, un'allegoria, una riflessione dolce-amara sulla vita e sull'amore “Finalmente l'aveva capita la differenza tra avere bisogno e avere voglia! Perché se non imparo a sopportare il vuoto nella pancia e anche a volergli un po' bene, avrò sempre bisogno di un'avventura o di un fidanzato che me lo riempia e non sarò mai libera! Libera di scegliere, libera di avere voglia! Sarò sempre un ostaggio, schiava della paura dello spazio vuoto!...” E' IL PURO FATTO DI STARE AL MONDO LA VERA AVVENTURA!!!

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    Maura

    17/06/2017 12:57:31

    Libro apparentemente banale, ma molto profondo e significativo, che sicuramente lascia il segno..

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    Laura

    28/04/2017 10:25:45

    Era il primo libro che leggevo di Chiara Gamberale. L'ho trovato assolutamente fantastico: già dalla copertina non potevo non leggerlo, aveva un qualcosa che mi attirava. Scritto molto chiaramente si presenta come una fiabetta qualsiasi ma, una volta che lo si inizia non si può fare a meno di continuare a leggerlo. Ottimo e super consigliato.

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    stellina76

    08/03/2017 09:04:45

    lettura scorrevole, piacevole ma che aiuta anche a riflettere...libro in cui mi sono identificata in toto con 'Qualcosa di troppo'..come credo succedda a molte donne che, come me, hanno necessità di fare fare fare 1000 cose ..probabilmente per riempire i propri vuoti interiori...

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    Beatrice Paolucci

    22/02/2017 20:30:07

    Sono una bimba di 8 anni che ha letto tutto d'un fiato questo libro.... Questo libro ci fa capire che non dobbiamo mai voler troppo,tanto e tutto ma dobbiamo accontentarci di quello che abbiamo e anche delle piccole cose.......è davvero un gran bel libro..... lo consiglio a tutte le persone del mondo...GRANDI e PICCOLI....grazie infinite Chiara Gamberale ...e già così piccola sono una tua fan 😊❣️📓📓

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    Chiara Paolucci

    22/02/2017 20:14:15

    Per chi vuole fare una riflessione sulla vita, sull'amore, e magari ha la voglia di leggerlo anche con un bambino.... un linguaggio che parla a tutti, con il cuore in modo profondo ma allegro. Anche le illustrazioni sono deliziose. Complimenti alla Chiara che ha toccato l'apice con questo libro.

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    Luca

    21/02/2017 19:54:57

    Che il 2017 sia l'anno di una fiaba piena di colore, di risonanze emotive e di significati profondi fa ben sperare per il nostro futuro, davvero...

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    Pupottina

    20/02/2017 11:40:09

    QUALCOSA è una fiaba moderna che nutre l'anima di quel Qualcosa che nessuno prende più in considerazione. Intrattiene i più piccoli, ma fa riflettere anche gli adulti. Consigliato.

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    Roberta

    18/02/2017 23:12:48

    Un piccolo gioiello. Anche noi adulti fa bene che qualcuno ci racconti delle fiabe e questa, come quelle ascoltate da bambini, ci suggerisce delle verità sulle quali riflettere e non smettere mai di crescere fino alla fine della nostra avventura personale. Deliziosi i disegni! Penso dileggerlo anche alla mia nipotina (7 anni) che, tra poco, sarà in quell'età in cui ci si vergogna di ascoltare fiabe. Senza troppe spiegazioni, con leggerezza. Al momento del bisogno la ricorderà e forse la aiuterà a superare meglio l'adolescenza e le varie fasi della vita. Io sono stata fortunata perché queste cose le ho apprese in famiglia, ma è stato parecchi decenni fa, quando c'era più tempo per parlare, raccontare vicende passate, e anche per... annoiarsi!

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    Mariastella

    17/02/2017 19:12:53

    Da leggere tutto di un fiato; io l'ho fatto; la favola è quella di ognuno di noi e certamente si collega in modo meno banale ad altri racconti sull'essenzialità del vivere quotidiano. Chiara Gamberale non delude mai.

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    Malvolio

    13/02/2017 22:18:29

    Una fiaba di grande profondità, dai tanti livelli di lettura, splendidamente illustrata. Le parole magiche di Chiara Gamberale, la principessa Qualcosa di Troppo, il suo incontro col cavalier Niente, la scoperta di un passaggio segreto nel cuore... Bellissimo

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    Shelf of words

    10/02/2017 22:21:49

    Un libro bello. Con una favola mostra la realtà di oggi, i problemi dei rapporti ma sopratutto para di quel vuoto che tutti hanno, e che ognuno riempie a modo suo...rimanendo pur sempre col vuoto. Un libro per tutti. Da leggere ai bambini, un libro da consigliare ad ogni donna che "vaga" e ha bisogno di un piccolo "aiuto". Perchè questo libro potrebbe essere veramente d'aiuto.

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    rosetta

    10/02/2017 10:59:43

    Ricevuto con il corriere due ore fa. A parte il servizio ottimo, ho approfittato del fatto che sono a casa malata per iniziare subito a leggerlo. Una storia molto carina, un "Piccolo principe" all'italiana, con quel pizzico di sentimentale che fa riflettere. Una storia moderna e antica allo stesso tempo. Le illustrazioni, poi, scandiscono il ritmo della lettura. Mi piace.

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    paola

    10/02/2017 07:04:48

    l'ho letto tutto d'un fiato! un libro bellissimo e semplice ma allo stesso tempo profondo. si parla di amicizia, di amore, del tempo che passa, della vita con disegni straordinari. Alla fine ho sentito qualcosa in più dentro di me e un pò di tristezza perchè era già finito! Da leggere assolutamente e da regalare a tutti gli amici!

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    giulia

    09/02/2017 17:07:43

    Lo attendo con grande interesse. Ne ho sentito parlare e mi auguro che il libro sia come viene descritto: originale, emozionante, nuovo. 5 stelle sulla fiducia per l'autrice e per le illustrazioni di Tuonopettinato.

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    Luca

    09/02/2017 16:26:50

    Lo attendevo da un po' e le aspettative non sono state deluse: bello bello bello! Grazie, Chiara

Vedi tutte le 19 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

I Ragazzini Abbastanza, che l’avevano sempre evitata, ora erano tutti lì a darle chi un abbraccio, chi una carezza, una biglia fosforescente, un invito a giocare insieme a rubabandiera, presto. Ma lei non li vedeva nemmeno. Si sentiva troppo abbandonata. Troppo sola. Troppo bucata nel cuore. Così, nel bel mezzo della cerimonia, quando il Re prese la parola per ringraziare il suo popolo, Qualcosa di Troppo ne approfittò. E fuggì via, con le sue gambe troppo veloci, via, via da tutta quella gente che era sì tantissima, ma anche pochissima e inutile e cattiva, se là in mezzo sua madre non c’era. (pag.34)

In un regno molto lontano viveva felice un Re e la sua splendida moglie. I due, dopo qualche anno di matrimonio, hanno una bambina talmente esuberante da meritare il nome di Qualcosa di Troppo. Ed è davvero così. Non riesce a stare ferma, corre, salta, ride e piange con molta intensità. Ma alla morte dell’amata madre, la piccola principessa si ritroverà con il cuore a pezzi. Anestetizzati i propri sentimenti la giovane Qualcosa di Troppo si imbatterà in una serie di pittoreschi personaggi che le cambieranno completamente la vita.

Spesso il modo migliore per parlare di qualcosa è farlo utilizzando parole semplici. E cosa ci può essere di più candido di una fiaba per raccontare i grandi temi della vita?

Chiara Gamberale racconta, con delicatezza e molta profondità, le vicende legate ad una giovane principessa che si ritrova a percorrere la più grande delle avventure, la vita.

Qualcosa di Troppo non è solo il nome della giovane protagonista che si impone nella storia con grande vitalità, ma è un invito dell’autrice a fermarci e riflettere poiché al giorno d’oggi, siamo sempre alla ricerca di “qualcosa” che possa riempire il nostro “cuore bucato” (un “buco troppo buco” come dice la Gamberale) e nel nostro ossessivo sforzo di riuscirci cerchiamo di colmare il vuoto con “Troppo”.

Uno splendido romanzo di formazione, ricco di metafore che fanno sorridere e riflettere allo stesso tempo.

Vivamente consigliato.

Recensione di Gabriele Scandolaro.

 

Chiara Gamberale, abituata a dare voce alla nostra complessità, questa volta si concentra sul rischio che corriamo a volere riempire ossessivamente le nostre vite, anziché fare i conti con chi siamo e cosa vogliamo.

- Sai, Chiara Gamberale ha scritto un nuovo libro…
- Che libro?
- Una favola illustrata.
- Ma una favola tipo “C’era una volta una Principessa…”?
- Sì, esatto!
- E parla di una ragazzina capricciosa che ha un grande vuoto dentro?
- Sì, vero!
- E questa favola è dedicata a un grande amore passato?
- Sì, come fai a saperlo?
- Perché io sono il Grande Critico, e a me le storie che hanno come protagoniste le Principesse, i Cavalieri e altri personaggi Non troppo importanti non mi sono mai piaciute.
- Forse perché anche tu sei Qualcosa di Troppo…
- E chi è Qualcosa di Troppo?

Qualcosa di Troppo è una bambina molto amata e molto viziata, che ha passato tutta la sua infanzia tentando di attirare l’attenzione in tutti i modi, urlando, sbraitando ed esigendo sempre qualcosa di più. Quando amava, amava Troppo, e quando desiderava, desiderava Troppo. Anche quando soffriva lo faceva in maniera eccessiva e sovrabbondante, nessuno riusciva ad arginare la sua irruenza.

Poi un giorno conobbe un grande dolore, la perdita di sua madre, e quel giorno la Principessa Qualcosa di Troppo si imbatté per caso nel Cavalier Niente, un omettino molto strano, né vecchio né giovane, né bello né brutto, che insieme alla sua amica, Madama Noia, passava tutto il tempo a Non fare qualcosa. Qualcosa di Troppo ovviamente odiava Non fare, lei voleva correre nei campi, cavalcare i cervi, girare per il mondo. Voleva TANTO, voleva TUTTO, voleva TROPPO. Il Cavalier Niente invece voleva solo stare per conto suo e fischiettare, diceva che bisognava far pace con il proprio niente, il proprio vuoto, il proprio dolore, e non riempire, riempire, riempire la vita di cose inutili…

Tutto quello che il Cavalier Niente dice e predica alla piccola Qualcosa di Troppo, a volte deridendola o trattandola male, le risulta incomprensibile e inutile per gran parte di questo breve libriccino. Anzi la ragazzina inseguirà per molti anni la felicità nel modo sbagliato, prima seguendo Qualcosa di Buffo, poi Qualcosa di Blu, poi Qualcosa di Importante, poi Qualcosa di Speciale…. Saltellando da un posto all’altro, da una storia all’altra, cercando di ignorare quel vuoto che sente nel profondo dello stomaco.

Ad ogni incontro, durante ogni viaggio, la Principessa incontra Qualcosa e ottiene Niente, come succede nelle favole più tristi del mondo. È per questo che questo libro è una specie di Piccolo Principe, però al contrario, perché la giovane esploratrice che vediamo in queste pagine pur andando sempre avanti, non trova nuova saggezza e nuovi amici, ma invece torna sempre indietro, al Niente. Il suo niente vestito di stracci e coi capelli arruffati, il suo niente con un occhio verde e un occhio marrone, con gli occhialini tondi sempre logori.

Una favola che fa molto riflettere anche grazie ai disegni semplici di Tuono Pettinato, un illustratore capace con pochi tocchi di china e tre colori di base di esprimere tutta la gamma dei sentimenti che possiamo incontrare nel mondo. La semplicità di queste pagine e la profondità del loro messaggio sono l’esempio perfetto di come a volte sia necessario eliminare il sovrappiù, tornare all’essenziale, per comprendere noi stessi. Questo libro è il regalo perfetto per chi sta affrontando una strada in salita, ma anche per chi è già arrivato in cima; per chi quel Qualcosa lo ha già ottenuto e per chi è ancora lì a fare i conti con il suo Niente.

Recensione di Annalisa Veraldi

 

Le prime pagine del romanzo

«È una bambina, è una bambina!».
Era una bambina.
La notizia correva per le bocche, per le strade, s'infilava sotto la porta di ogni casa del regno.
Qualcuno di Importante e Una di Noi, la sua sposa, avevano finalmente dato alla luce il loro primo erede: una bambina.
Da anni i sovrani, pazzi d'amore l'uno per l'altra e pazzamente amati dal loro popolo, si consumavano nella pena di non riuscire ad avere un figlio.
La loro gioia, adesso, era la gioia di tutti, di tutti la loro festa.
Però.
Però c'era un però.

E il però era proprio lei: la Principessa.
Dal primo strillo, appena la madre la strinse fra le braccia, fu chiaro ai genitori che in quella creatura c'era qualcosa.
Qualcosa di complicato da spiegare.
Qualcosa di evidente.
Di pericoloso.
«Com'è possibile?». La Regina Una di Noi, pallida in volto e smarrita nel cuore, confidava che il marito comprendesse il mistero che a lei sfuggiva. «Com'è possibile che, con un solo vagito, la nostra piccolina abbia fatto esplodere un lampadario? Esplodere! Un lampadario!».
Eppure proprio questo era successo.
Dalla minuscola bocca della Principessa era uscito un urlo talmente acuto che i milletré cristalli del lampadario avevano cominciato a oscillare impauriti.
«Calmati, calmati, piccola mia», sussurrava Una di Noi.
Ma, per tutta risposta, l'urlo della Principessa diventava ancora più acuto. E lungo. E disperato. Come se volesse arrivare a tutto il mondo perché nessuno, proprio nessuno, fosse escluso dall'annuncio: «Io esisto!».
«Calmati, calmati», insisteva sua madre.
Ma la bambina ancora di più si agitava.
E urlava.
Urlava urlava urlava.
Finché lo schianto del lampadario riuscì a urlare più forte di lei.
E a fermarla.
Se non fossero stati i labbrucci di un esserino appena nato - incerti, di carta velina, appena disegnati -, a guardare la Principessa in quel momento si sarebbe detto che sorridevano. Fieri: milletré cristalli esplosi.
E mentre Qualcuno di Importante fissava sua figlia, spaventato ma nello stesso tempo segretamente affascinato da quell'incidente, anche la bambina lo fissava. Con occhi gialli, spalancati come finestre, che i neonati non dovrebbero avere, non hanno.
Ma che lei aveva.
Perché, appunto, in lei c'era qualcosa.
Qualcosa di complicato da spiegare.
Qualcosa di evidente.

Qualcosa di troppo.