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Paul Veyne

Traduttore: E. Lana
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2008
Pagine: 204 p. , Rilegato
  • EAN: 9788811600787

Recensioni dei clienti

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    Mara

    27/05/2014 12.41.49

    La vulgata dei libri di storia descrive il confronto tra paganesimo e cristianesimo come un vero e proprio "scontro di civiltà", con le persecuzioni come momento topico. E' quanto mai suggestivo seguire quindi la descrizione della protratta coesistenza quasi-pacifica fra le due religioni nel quarto secolo d.C., con i debiti e gli scambi che l'una deve all'altra: culto dei santi come prolungamento del politeismo che vedeva gli dei come numi tutelari dei singoli territori, la preghiera intesa non più solo come lode all'Onnipotente ma come richiesta di grazie e miracoli personali. E contemporaneamente, l'emergere di un paganesimo colto e umanistico, almeno in alcune classi sociali, che - al di sopra delle pittoresche divinità - si riferisce sempre più spesso ad una divinità superiore. Contemporaneamente, apprendiamo che non solo di martiri era formata la comunità cristiana, ma di molti "lapsi", che avevano cercato di sfuggire alle persecuzioni, come fecero secoli dopo i "marrani" di fronte alle persecuzioni antigiudaiche dei cristiani. In margine, nell'intero libro non viene mai citato il nome dei papi di allora, a riprova della minore centralità che essi ricoprivano nella chiesa del tempo.

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    Piero Giombi

    23/03/2012 12.00.21

    Si dica quello che si vuole, ma preferisco l'Imperatore Eugenio, un cristiano tollerante verso i pagani, cultore profono delle lettere classiche, a Teodosio, un cristiano falsamente detto il Grande, intollerante, fanatico e ignorante. Per questo gli ho dedicato la mia email.

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    Daniele

    24/01/2009 09.32.34

    Questo non è un libro di storia, ma di antropologia. L'autore dispiega tutta la sua notevole erudizione per cercare di rispondere alla domanda: "perchè Costantino si convertì al Cristianesimo"? la sua risposta può sembrare scoraggiante:"non lo sapremo mai". Il libro non si ferma qui naturalmente, interessanti sono i capitoli sulla genesi del cristianesimo, perchè questa religione fosse oggettivamente superiore al paganesimo, perchè fosse lecito che un imperatore assumesse una decisione simile senza troppe proteste da parte dell'aristocrazia, e soprattutto distrugge la vecchia credenza per cui Costantino si sia convertito per calcolo politico, sfruttando l'onda crescente della nuocva religione (che era al tempo solo una setta). Probabilmente Costantino credeva sinceramente al Cristianesimo, e voleva che una religione speciale identificasse un'imperatore "speciale", come egli senz'altro si riteneva. Eppure,il libro sembra una speculazione dell'autore, più che un libro di storia (o di antropologia).

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