Quartetti op.59 n.1, op.18 n.6 - SuperAudio CD ibrido di Ludwig van Beethoven,Quartetto Italiano

Quartetti op.59 n.1, op.18 n.6

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Compositore: Ludwig van Beethoven
Supporto: SuperAudio CD ibrido
Numero supporti: 1
Etichetta: Pentatone
Data di pubblicazione: 10 novembre 2008
  • EAN: 0827949017568

€ 20,50

Punti Premium: 21

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Dalle ceneri delle immani distruzioni causate dalla seconda guerra mondiale alcuni giovani musicisti italiani di grande talento iniziarono a costituire piccoli ensemble e orchestre da camera. Tra di esse la più autorevole e duratura fu senza dubbio il Quartetto Italiano, una formazione composta da quattro musicisti poco più che ventenni, che fece il suo debutto a Carpi nel 1945. Apportando pochissime variazioni nel corso degli oltre 40 anni della sua attività, il Quartetto Italiano forgiò un suono d’insieme di rara bellezza, che ne sancì la straordinaria reputazione a livello mondiale. In un primo tempo il Quartetto Italiano si mise in evidenza nel repertorio francese e italiano, ponendo particolare attenzione alle opere di Ravel e di Debussy e tenendo a battesimo i lavori degli autori italiani loro contemporanei come Ghedini e Bussotti. L’apice del successo giunse però quando la formazione diretta da Paolo Borciani iniziò a dedicarsi ai quartetti di Beethoven, che eseguiva con insuperabile perizia a memoria. Negli anni Sessanta il Quartetto Italiano diede inizio a una lunga e proficua collaborazione con la Philips, per la quale realizzò numerose registrazioni di altissimo livello dei quartetti di Mozart, Brahms, Schumann e Webern, oltre a un’integrale dei quartetti di Beethoven tuttora considerata di assoluto riferimento. Grazie al lavoro degli ingegneri del suono della Pentatone, possiamo apprezzare queste vere e proprie pietre miliari della discografia di ogni tempo con un suono di straordinaria fedeltà.

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  • Ludwig van Beethoven Cover

    Compositore tedesco. La formazione musicale e culturale. Dei suoi antenati, contadini fiamminghi, si hanno notizie che risalgono al sec. xvi; il nonno Ludwig, forse il primo musicista della famiglia, aveva lasciato nel 1731 la terra d'origine per stabilirsi a Bonn come strumentista della cappella arcivescovile; anche il figlio di lui, Johann (il padre di B.), fu stipendiato come tenore nella stessa cappella. Le ristrettezze economiche e i disordini psicologici di Johann, che finì alcoolizzato nel 1792, segnarono l'infanzia di B. Dopo un tentativo del padre di lanciarlo come ragazzo prodigio (tentativo che fallì), egli iniziò la sua vera e propria educazione musicale sotto la guida di C.G. Neefe, un seguace dello stile «sentimentale» di Ph.E. Bach, che gli aprì... Approfondisci
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