Quel che resta della vita

Zeruya Shalev

Traduttore: E. Löwenthal
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 23 gennaio 2013
Pagine: 373 p., Brossura
  • EAN: 9788807019326
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Recensioni dei clienti

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    patrizia b.

    23/09/2018 12:38:39

    Mentre leggevo la recensione di rosanna continuavo a dirmi, toh, mi sembra di averla scritta io. Le persone che hanno dato cinque (con tre parole che indicano poca partecipazione), secondo me, o non l'hanno letto tutto e con attenzione o si sono sentite intimidite dal nome dell'autore (non è la prima volta che mi capita). Dove mi trovo in disaccordo con rosanna è che i personaggi non mi hanno coinvolto completamente. Un pensiero o un ricordo sono cose che lampeggiano nella mente, spiegarli tutti parola per parola può diventare sfiancante per chi legge e costringe spesso a leggere due volte. La reagione per cui dò solo un due è che in pratica non gli va bene nessuna qualifica perché e senz'altro un libro fuori dal comune, ma non mi sento neanche di dare voto alto sia per la fatica (ho cominciato a capire verso pagina 160) sia per la poca attrattiva dei protagonisti. La conversione di Ghideon nell'ultima pagina, poi, è quasi americana.

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    Clara.lunardelli@gmail.com

    15/07/2017 12:59:19

    Non voglio scrivere di più: bellissimo.

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    rosanna

    06/10/2013 18:19:48

    Romanzo difficile da leggere e ancor più da elaborare.La scelta dell'autrice di utilizzare discorso diretto,discorso indiretto e considerazioni,riflessioni,ricordi,moti dell'animo senza soluzione di continuità,in un fluire incessante delle parole con una punteggiatura scarsa e talvolta,mi perdoni la traduttrice,anche imprecisa rende ardua la lettura di questa importante opera. Ho impiegato molto tempo per finire il libro,talvolta ho pensato di abbandonarlo perché mi stremava sia per lo stile narrativo che per i contenuti.Ogni volta tornavo indietro per riprendere il filo,tanti,troppi gli argomenti,mescolati fra di loro senza un filo logico,dettati solo dalla scelta narrativa dell'autrice di dare voce al dolore e al percorso di vita passato,presente e proiettato nel futuro dei tre protagonisti del racconto,una madre e i sue due figli.Prolisso in tanti momenti ma stupefacente in tanti altri per la capacità di scavare nell'anima ,di dare voce a sentimenti,emozioni:una capacità di introspezione straordinaria,una analisi della condizione dell'uomo in fase di bilancio che lascia senza fiato,soprattutto per quanto riguarda la figura di Dina,la figlia,che vede allontanare la figlia adolescente e sente forte la necessità di riversare la sua intatta capacità di amare su un bambino abbandonato.Chi deciderà di leggere questo libro incontrerà sulla sua strada figure contorte ma autentiche in cui ognuno può identificarsi:per me è stato bello seguire il percorso di Hemda,Dina e Avner,li ho accompapagnati con trepidazione tutti,ma il finale è un vero trionfo dell'amore,una scommessa sul futuro che è un inno alla bellezza della vita.

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    paola

    30/06/2013 18:01:31

    Un libro molto interessante che affronta con profondità e minuzia le verità più intime, quelle che molto spesso nascondiamo anche a noi stessi.

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