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David Lagercrantz

Traduttore: L. Cangemi, K. De Marco
Editore: Marsilio
Collana: Farfalle
Anno edizione: 2015
Pagine: 503 p. , Brossura
  • EAN: 9788831721998


Lisbeth Salander e Mikael Blomkvist sono tornati.

Lisbeth non dimenticava torti e soprusi. Lisbeth ristabiliva gli equilibri. Possibile che il suo modo di agire in quella storia fosse collegato al suo stesso passato?

"Chi leggerà questo quarto volume saprà esattamente dove si trova. Sarà come tornare a casa, ritrovare un bagno caldo che si è dovuto lasciare a malincuore in un giorno d'inverno. Eccoci di nuovo qui, emozionati e pronti a lascarci avvincere da un narratore dello stesso calibro di Stieg Larsson. Lagercrantz è davvero bravo, molto bravo." - The Guardian

Bisogna specificare una cosa: questo non è il seguito della Millennium Trilogy, ma un nuovo capitolo di ciò che può essere definito, secondo quanto è trapelato sulla stampa, una serie. Quella che era stata scritta dieci anni fa dal geniale giornalista e scrittore Stieg Larsson era una vicenda unica che si concludeva al termine del terzo volume e, oltre a introdurre due personaggi memorabili come Lisbeth Salander e Mikael Blomkvist, raccontava tutto l’ “affare Zalachenko”, dalle origini alla conclusione.
Non si è mai conclusa, invece, la spinta propulsiva del fenomeno Larsson. Dopo aver rivoluzionato gli schemi del genere, aprendo la strada ai romanzi criminali di qualità scritti sullo sfondo di tematiche sociali di feroce attualità, dopo averci fatto scoprire il filone del “giallo Svezia”, che pur esistendo da anni non aveva mai raggiunto la ribalta, Stieg Larsson era morto stroncato da un infarto, senza mai vedere il risultato della sua attività di scrittore. La scena della sua morte, avvenuta durante una riunione di redazione nella sede del suo giornale, era stata per altro descritta dallo stesso Larsson in un capitolo del romanzo con riferimento a uno dei suoi personaggi. Anche questo aveva contribuito ad alimentarne il mito; così come la leggenda, diffusa in seguito alla sua morte, che la sua compagna avesse nascosto in un cassetto un’ipotetica bozza di un seguito.
Forse si può spiegare in questo modo il clamore che ha accompagnato l’uscita di questo quarto volume, o forse è stata proprio la scrittura di Larsson a lasciare tutti in qualche modo orfani in attesa di una imminente resurrezione. In entrambi i casi, adesso l’attesa è finita.
L’autore che la casa editrice svedese ha scelto per proseguire l’opera è David Lagercrantz, noto in Italia per aver scritto la biografia del calciatore Zlatan Ibrahimovic, ma che in patria ha anche pubblicato una biografia del matematico Alan Turing. Lagercrantz non ha mai conosciuto Stieg Larsson e non ha mai scritto nulla di simile a un romanzo giallo, escluso qualche articolo di cronaca nera nella sua veste di giornalista. Ciò è stato fatto, a detta dell’editore, proprio per creare una cesura netta tra i due stili di scrittura, che non devono essere confusi.
E non lo sono. Più asciutto, sincopato, ritmato lo stile di Larsson, più descrittiva e avvolgente la scrittura di Lagercrantz. Della crudeltà e del dolore di certi personaggi, il fuoco con cui giocava Lisbeth la vendicatrice e il disincanto di Mikael Blomkvist, rimane qualche traccia anche in questo romanzo, che non tradisce lo spirito che ha ereditato. Ma è ovvio che l’effetto di spaesamento che aveva colto il lettore alla lettura della trilogia, con tutta la sua carica incendiaria e il suo spirito postmoderno, qui sono del tutto assenti. Invece nella costruzione della trama, nella creazione del plot narrativo, Lagercrantz è perfino più attento di Larsson, poiché in poche pagine intreccia alla crisi aziendale della rivista Millennium anche una complicatissima storia di un gruppo di hacker attivi tra la Svezia e gli Stati Uniti, introducendo anche la vicenda personale di uno scienziato e del suo bambino autistico.
Lisbeth Salander è riemersa dalle profondità della terra dopo essere stata seppellita viva, proprio come avevamo letto in una indimenticabile scena del secondo volume. Con lei è riemerso dal passato il giallo svedese, i suoi lettori compulsivi e tutto lo stuolo dei suoi critici. Quasi come se si fosse riaperto uno spaventoso e affascinante vaso di Pandora.

Recensioni dei clienti

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    Massimo F.

    20/09/2016 08.50.00

    L'inizio del romanzo è un mezzo disastro: confuso, noioso e dispersivo. Poi, però, la storia decolla, complice anche il protagonismo di personaggi ormai familiari (e in un certo senso "cult") che "l'erede" di Stieg Larsson riesce a riprendere piuttosto bene. Comunque il limone mi pare ben spremuto e sarebbe ora di chiudere qui la pur ottima saga Millennium.

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    andrea

    15/09/2016 13.07.59

    il libro in sé non sarebbe neanche male,abbastanza ben scritto,scorrevole e in linea con la trilogia precedente. ma nemmeno stieg larsson è riuscito a superarsi dopo "uomini che odiano le donne",infatti i due libri successivi non sono poi così memorabili. il problema principale di questo libro è la parte finale,leggermente sconclusionata,affrettata e con inserimenti di personaggi (camilla???) che non sono funzionali alla storia principale ma che fanno da apripista ad un probabile quinto capitolo.

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    gianfranco marchioni

    29/08/2016 10.15.50

    l'eredità era difficile da raccogliere, e a mio avviso non è stata raccolta. si i personaggi hanno lo stesso nome, vivono negli stessi luoghi, ma sono altra cosa. però il libro si legge bene, è scorrevole e ponderoso, tutto sommato vale la pena di leggerlo. molto "americano", sia per il contenuto che per il ritmo. spero abbia un seguito

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    Antonella

    21/07/2016 21.30.48

    Ho appena finito di leggere Millennium 4. All'inizio ho faticato a leggerlo, per un pò la storia fatica a decollare ma mi ha stupito positivamente a metà libro. Certamente non è all'altezza di Stieg Larsson, si avverte chiaramente il cambio di narrazione; tuttavia non vedo l'ora che scriva il successivo...il finale è davvero bello. Nonostante le titubanze iniziali mi sento di dire che comunque è un bel libro e lo consiglio.

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    Diana

    17/07/2016 13.25.38

    Che dire? L'ho comprato perche' la saga del Millennium mi era piaciuta tantissimo. Questo libro che piu' o meno dovrebbe esserne il proseguimento, mi e' piaciuto parecchio anche se meno di quelli di Larsson (ed e' per questo che non gli do' il massimo dei voti). Facevo fatica a seguire tutte le vicende pero' devo ammettere che l'ho letto tutto d'un fiato (e si tratta di piu' di 400 pagine). La figura che ho preferito e' senz'altro quella di Lisbeth, personaggio molto tormentato ma coraggiosa e...bravissima hacker.

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    Umberto75

    11/05/2016 22.26.00

    Premetto che il voto basso non è dato dal confronto con il compianto Larsson di cui non ho letto la trilogia (ma solamente visto la sua riduzione cinematografica svedese), piuttosto lo è perchè il libro non emoziona, è piatto ed i personaggi sono poco defintivi, in primis il bambino. Alcuni punti sono lasciati in sospeso, forse per sviscerarli nei prossimi libri ma che andavano secondo me spiegati. Non so se prenderò la prossima uscita

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    Emanuele

    06/04/2016 10.24.20

    Ho appena finito di leggerlo e l'ho trovato appassionante e di buon livello. Lo stile è leggermente cambiato, sono sparite le scene di violenza esplicita, i personaggi comunque sono ben delineati e non ho sentito il trauma del cambiamento. L'autore ha, secondo me volutamente, marcato le caratteristiche positive o negative dei protagonisti. Una scelta che strizza l'occhio ai personaggi dei fumetti, dichiarato anche attraverso diversi riferimenti al mondo Marvel. Del resto Lisbeth, eroina femminile dark, non sfigurerebbe in un fumetto, così come il giornalista Mikael Blomkvist. Non mi addentro sui gossip e le vicende sull'eredità, non mi interessano. Per me è un buon romanzo, scorrevole e piacevole. Il finale è effettivamente un po' rapido, non ci s'accorge quasi che si è giunti alla fine, probabilmente perché la storia non è finita.

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    botta giovanni

    08/02/2016 10.43.39

    Non sono d'accordo con le recensioni negative. La vicenda in generale è appassionante anche per chi non ha dimestichezza con l'informatica di quello spessore. Forse il finale è un pò superficiale e semplice poteva essere scritto con più pathos ma è stata una lettura piacevole e stimolante. Aspetterò il prossimo.

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    achi53

    12/01/2016 18.52.48

    Ovvio che arrivare a livello della trilogia di Larsson non era facile, infatti l'autore non c'è riuscito. Nonostante questo a me il romanzo è piaciuto pur con qualche ovvio difetto (alcuni personaggi troppo malvagi e altri troppo buoni, insomma ci voleva un po' di grigio). Comunque Lisbeth è ormai diventato un personaggio mitico e mi piace sempre di più. Leggerò sicuramente anche il prossimo capitolo che visto il finale ci sarà sicuramente.

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    camilletta85

    09/01/2016 22.13.15

    Sono stata molto combattuta sul voto..come accade quando vorresti premiare la generosita, il sacrificio e il coraggio dell'autore nell'affrontare la storia, ma ti accorgi, con onesta' intellettuale che la storia ha molti limiti e non ti puo' portare oltre un certo voto.Ho trovato che in questo quarto capitolo (o spin off) della saga Millenium la trama sia troppo esagerata, troppo infarcita di personaggi, e complessivamente poco equilibrata nel dosare le spiagazioni al lettore: troppo esplicativa e prolissa quando non serve e criptica nei passaggi salienti, che riguardano lo spionaggio industriale e il modo di operare dei servizi di intelligence "deviati". Il "troppo" investe anche la condotta dei suoi personaggi, che sembrano tutti o estremamante malvagi o estremamente eroici e patriottici...sembrano tutti (o quasi) essere disposti a rischiare la vita o la propria carriera per un fine piu nobile, che li trascende..esagerata anche la caratterizzazione di Camilla (per eccesso) e dell'ispettore, ma questa volta per eccesso di pochezza, tanto che all'ultimo si concede persino una "cotta" da liceale per una bella professoressa. Un po' troppo dolcificante, infine, scorre nelle pagine di questo romanzo. Tuttavia, Lagercrantz e' riuscito molto bene a far rivivere i personaggi chiave di Millenuim, soprattutto la splendida Lisbeth, che giganteggia nella storia, dividendosi tra il ruolo di diavolo vendicatore dei soprusi ed angelo custode dei piu deboli, diventando quasi materna o fraterna nei confronti del piccolo August..molto riusciti anche i personaggi creati "ex novo" dall'autore, soprattutto il genio dell'intelligenza artificiale Frans Balder e il savant August..la storia e' complessicamente avvincente e promette bene per il futuro..

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    dario

    07/01/2016 15.16.59

    D'accordo, raccogliere l'ereditá di S. Larsson é quanto di piú arduo possa auguarsi a uno scrittore. In generale Lagercrantz ha cercato di mantenere lo stile originale senza grossi stravolgimenti e alla fine quello che é uscito fuori non é male. Ma il problema di questo quarto capitolo di Millennium non sono i tecnicismi da hacker (in generale criticati, ma che io ho invece particolarmente apprezzato) o l'abbondanza di personaggi che poco hanno a che fare con la storia. Semmai é proprio il contrario. Nei precedenti capitoli della saga, il lettore viene trascinato all'interno delle dinamiche svedesi coccolato proprio dalla minuzia di particolari con cui sono descritti i personaggi. Lisbeth, in particolare, nei tre libri precedenti risultava il personaggio di riferimento per la sua scaltrezza, abilitá ,personalitá, ed era il Lettore a rendersi conto di questo. In questo quarto, é lo Scrittore invece a sottolineare quanto Meraviglioso, Elegante, Incredibile sia ogni attacco virtuale (e non) di Lisbeth. Una sottile ma determinante differenza. Inoltre la trama in sé non risulta facile da seguire. Alcune parti sono frettolosamente sintetizzate sebbene le oltre 500 pagine del libro. La genialitá del piccolo savant, infine, mi sembra particolarmente eccessiva anche per un thriller di pura fantasia come questo. Resta comunque un libro scorrevole e ben scritto che serve l'assist ad un quinto libro in cui non possono non esserci dei violenti colpi di scena. Si spera maggiori di quelli di Quello che non uccide.

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    AdrianaT.

    26/12/2015 09.41.40

    Fino a un po' di tempo fa non riuscivo a leggere un libro che non contenesse un'indagine; ora invece non riesco più a leggere un libro che la contenga, o se proprio c'è, deve assolutamente restare sullo sfondo, altrimenti noia. Ho scoperto che non mi interessa più molto di chi ha ucciso chi e perché, ma mi interessano di più i vari 'chi' in quanto tali, e i 'dove', i 'cosa', e i 'come'. E allora, Millenium 4 che l'ho letto a fare? Probabilmente per i 'chi', Lizbet e Mikael, per la Svezia, per cosa si sarebbe inventato Lagercrantz e per come se la sarebbe cavata con la pesantissima eredità, ma soprattutto perché avevo letto, anzi, avevo amato gli altri tre. Quindi una scelta di affetto e di riconoscenza per un genere e uno scrittore (Stieg Larsson), che appena sei anni fa mi ha introdotto nel mondo della narrativa fino ad allora da me pressoché ignorato. E allora, com'è questo Millennium 4? Beh, mi ha fatto piacere ritrovare la strana coppia ma, anche se sono in programma altre due uscite, con l'autistico savant e l'intelligenza artificiale, per me il cerchio si chiude qui.

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    Maurino

    25/12/2015 22.27.10

    Non ci siamo. Già per il povero Larsson ripetersi dopo gli "Uomini che odiano le donne" è stato un mezzo miracolo, sarei rimasto esterrefatto se qualcuno d'altro sarebbe riuscito nell'impresa. Peccato dovrò abbandonare questa saga...forse era meglio lasciare un bel ricordo dei tre libri e basta. Nello specifico, parti ad alta tensione degna della suspense che si ricerca in un libro del genere contrapposta ad un storia che volgarmente non sa di niente...addio Salander e Mikael...che forse non avevo capito che ci avevano già salutato.

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    And the Oscar goes to ....

    09/12/2015 12.19.48

    Fa piacere ritrovare i personaggi della trilogia ma manca l'atmosfera che sapeva creare Stieg Larsson.

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    Sofia

    07/12/2015 11.20.51

    La storia non è male, ma siamo ad anni luce da Larsson, i personaggi sembrano delle copie degli originali, la stessa Camilla, "nuovo" personaggio è poco credibile. Per chi ha letto i primi tre questo lascerà l'amaro in bocca, senza la voglia di leggere il prossimo.

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    ROI

    05/12/2015 17.40.23

    Delusione, una storia che non sta in piedi, a volte non si comprende nemmeno, dei personaggi mal inseriti insomma un libro veramente pessimo.

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    filippo

    30/11/2015 20.33.12

    ale mie attese , pur moderate dato che si trattava di un sequel organizzato per motivi di cassetta , sono state deluse in pieno ; un collage di informazioni prese dal web una trama ridicola e uno spessore dei personaggi pari a quelli di Topolino dei vecchi bei tempi . Mamma mia , potevano rivolgersi a un giornalista sportivo italiano invece che a Lagercrantz , forse sarebbe stato un po'meno deprimente . Cosa manca di Larsson ? Forse l' unica cosa in comune e' il disegnatore della copertina . Un po? poco , a mio avviso

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    Gianna

    22/11/2015 18.15.50

    Un pessimo tentativo di imitare IL VERO SCRITTORE DEI RACCONTI DI MILLENIUM ..un cercare di usurpare la fama di uno scrittore senza nemmeno lo sforzo di inventarsi i personaggi che , in questo libro , sono pantomime degli inimitabili originali ..non lo consiglio a nessuno

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    giovanni

    15/11/2015 23.58.33

    Un buon libro, forse un po dispersivo, forse con un po più presenza della Salander sarebbe stato meglio, da leggere

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    eros55

    14/11/2015 18.21.30

    Non sono completamente soddisfatto ma neanche deluso.Un po faraginoso nel suo insieme, pretenzioso nell'affrontare argomenti importanti la teoria quantistica, i buchi neri, l'intelligenza artificiale e per finire i savant direi troppo, il tutto in una storia che con 200 pagine in meno sarebbe filata più liscia. Comunque da leggere, un buon continuo, anche se diverso, della saga di Stieg Larsson.

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