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Anne Holt

Traduttore: L. Lamberti
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2008
Pagine: 422 p. , Brossura
  • EAN: 9788806192471

Recensioni dei clienti

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    Quypa

    21/02/2014 12.52.02

    Concordo pienamente con l'utente standbyme. Non avendo mai letto un thriller/giallo non ho metro di paragone con altri, ma il libro mi è piaciuto tantissimo. Non riuscivo a mollarlo, mi ha creato suspence e aspettative fin dall'inizio. Ho apprezzato molto che non ci fossero mai scene truculente. La cosa che mi ha maggiormente colpito è lo sviluppo della storia. Una moltitudine di personaggi, apparentemente con niente in comune, si rivelano alla fine intrecciati fra loro, con i legami più disparati e inimmaginabili. Unico neo per cui ho dato voto 4 e non 5: ho trovato i dialoghi difficili da seguire perchè sono introdotti da una linea anzichè dalle virgolette

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    annalisa

    15/03/2010 16.29.41

    Do un voto medio...solo per la scrittura. Per il resto i personaggi sono mal caratterizzati e rimangono pittosto "incompleti e inconcludenti". Il libro non ha mordente e dispiace perchè la trama accenna, senza svilupparli poi in maniera adeguata, una serie di spunti interessanti...mah...alla fine, in modo frettoloso, tutto si conclude senza lasciare traccia. Insomma si legge...ma più per dovere!

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    Cristina

    27/10/2009 16.15.14

    Brutto. Insipido direi. La trama non mi prende affatto, il finale è deludente, ma rispecchia tutto il libro. I personaggi non sono degni di nota. Poi per carità, non si legge male, non è pesante, ma io ho un'altra idea di triller...

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    ni

    14/09/2009 09.36.20

    Bel libro, scoperto per caso, una rivelazione. Da leggere assolutamente

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    jacopo

    01/09/2009 21.26.15

    un ottimo giallo, bei personaggi e trama avvincente, grande ritmo narrativo. lo consiglio per una lettura "leggera" ma di classe.

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    midnight angel

    20/05/2009 15.24.23

    bel libro, bella l'idea di uccidere bambini e poi consegnarli ai propri genitori con il bigliettino "Adesso hai quello ke ti meriti"...a volte mi è risultato un pò pesante, ma a volte è stato davvero bello...secondo me se la scrittrice avesse tolto un pò di pagine sarebbe stato xfetto!!!

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    Massimo F.

    25/02/2009 17.10.13

    Sarà anche piuttosto ingenuo e scontato, questo romanzo della Holt, ma personalmente non l’ho trovato affatto male. Più anglosassone (meno paesaggi e meteorologia, meno caffè e tramezzini…) rispetto ad altri giallisti scandinavi (della prima e dell’ultima ora…), l’autrice riesce a mantenere e trasmettere al lettore una certa tensione narrativa per tutto lo svolgersi della vicenda. L’intreccio tra le due diverse storie, per quanto improbabile, è gestito in scioltezza e senza particolari farraginosità e anche il finale non mi è poi parso così deludente. Non un capolavoro, ma tutto sommato piacevole e più che leggibile.

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    paola

    20/01/2009 19.25.50

    ottimo libro ottimo giallo Raffinatissimo

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    lhl

    08/01/2009 09.56.29

    non così entusiasmante e coinvolgente come viene presentato, ma neppure deludente come alcuni hanno commentato. Certo, ci si aspetta di più, da quella che viene indicata come la migliore nel suo genere ma, comunque, risulta gradevole da leggere. Sicuramente è abbastanza scontato, ad un certo punto, e tirato nei suoi collegamenti. I personaggi sono i soliti classici e gli intrecci sono prevedibili. Lo stile è in linea con altri noiristi di maggior fama.

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    Arcangela Cammalleri

    07/01/2009 23.32.51

    Quello che ti meriti di Anne Holt Questo romanzo è un giallo tecnico, una prova intellettuale, scritto da una psicologa criminale, già ministro della giustizia e avvocato la cui scrittura riflette la conoscenza della procedure investigative affinate da una sottigliezza introspettiva non comune. La storia non originale, ma non per questo meno inquietante, smuove nel lettore sensazioni sgradevoli e forti; quando entrare nella mente criminale è come leggerne anfratti che dall’inconscio si tramutano in atti raccapriccianti. Stiamo parlando di un assassino di bambini, il più infame dei crimini, il più sporco dei soprusi, che a mente fredda e con un glaciale controllo come i paesaggi nordici che ne fanno da sfondo (siamo in Norvegia) programma la soppressione di innocenti a vendetta di presunte e pregresse ingiustizie subite. Abituati come siamo ad assistere e spesso in TV a scene del crimine, paradossalmente, a volte, la narrazione di esse supera l’orrore; è questa, a mio parere, la forza del registro verbale di Anne Holt, di trasformare il linguaggio scritto in linguaggio visivo. A mio avviso, la scrittrice non ristagna in luoghi risaputi e sfugge allo stereotipo del giallo per antonomasia; il tratto che contraddistingue questa storia è la capacità di entrare nella natura umana, rivelare il buio della condizione di essa quando può essere socialmente ed emotivamente ferita e diventare malsana; ricercare non tanto l’essenza del crimine, quanto l’essenza del criminale. Un deserto dell’anima attraverso il quale si può uscire attraverso il sogno, l’immaginazione, il pragmatismo, la follia e ..l’atto criminoso. C’è un parallelismo tra carnefici e vittime: i primi scartati e distrutti prima e i secondi merce avariata dopo. L’orrore di memoria conradiana è dentro questo libro apparentemente freddo, distante negli accenti, nei toni, nelle parole, spesso sottomesse ai silenzi più grevi di qualsiasi rumore.

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    Michela

    18/12/2008 22.38.28

    Mamma mia che bruttura...Mi è capitato spesso di leggere gialli mediocri ma brutti come questo-sinceramente parlando-poche volte fortunatamente..I personaggi sono deboli ed incongrui,non hanno un minimo di carisma e non attraggono proprio il lettore;la trama è scontata e parecchio deboluccia che di giallo ha ben poco:ma è normale sapere già chi è l'assassino ad appena metà libro??Chiedo perchè io ho sempre saputo che il colpevole in genere si scopre alla fine..oppure mi sbaglio io?...Ci sono talmente tante altre discordanze poi che ad elencarle tutte non basterebbe un'intera pagina..Alla signora Holt avrebbe giovato leggere più libri di Agatha Christie per impare cosa significa scrivere veramente un VERO giallo..Insomma,ho fatto davvero fatica a finirlo ma tra un sbadiglio e l'altro alla fine ce l'ho fatta...merito un premio mi sa....

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    sentiunpo

    24/11/2008 12.58.41

    Bel libro scritto molto bene. Un punto in meno per il finale.

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    Lomax

    31/10/2008 11.37.02

    A mio giudizio costituisce il classico esempio di come un'efficace stategia pubblicitaria possa trasformare un libro piuttosto debole in un vero "campione di incassi". I personaggi deboli e la trama prevedibile (ulteriormente impoverita da un finale banale e frettoloso) non sembrano affatto nati dalla mano della "più grande giallista vivente"

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    Angela M.

    30/09/2008 17.48.00

    Senza lode, ne infamia. Scritto bene, ma non ti prende come p.es. (rimanendo in scandinavia) i gialli di Stieg Larsson.

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    zeudi

    21/09/2008 15.13.32

    un buon giallo, scritto bene, scorrevole, che tiene attanagliato il lettore fino all'ultima pagina..un po trascurato il finale però!!!!

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    paolo57

    15/09/2008 19.31.10

    E' un bel libro, stile tipicamente nordico, la lettura scorre perfetta con una trama che ti avvolge completamente. Forse l'unico neo è nel finale, lo scontro automobilistico appare francamente pilotato dalla scrittrice. Fa comunque riflettere che anche nei paesi del nord dove tutto sembra perfetto e a misura d'uomo ci siano così tanti casi di follia e violenza.

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    luca

    13/09/2008 22.19.09

    Bel thriller. Due tragiche storie parallele, una passata, una presente, che convergono in un finale una volta tanto non hollywoodiano, anzi degno di Durrenmatt, e quindi particolarmente apprezzabile. Atmosfere ovattate molto nordiche e due protagonisti tipicamente scandinavi, lontani da ogni passione, anche per le difficili storie che hanno alle spalle, ma che mostrano forza e dignità esemplari.

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    cri

    31/08/2008 21.03.01

    Che sia la miglior giallista vivente è un'esagerazione, ma il libro è scritto bene e la tensione sale pagina dopo pagina. Il finale invece mi ha lasciata un po' perplessa.

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    standbyme

    25/07/2008 10.06.27

    Capita raramente ma quelle poche volte che ti trovi di fronte ad un romanzo che tratta di rapimenti e uccisioni di bambini e non c’è la minima traccia di scene truculenti vuol dire che sei confrontato con un grande scrittore (scrittrice in questo caso). Un romanzo che non fa mancare la suspense, con un’accurata analisi psicologica di tutti i personaggi, con imprevedibili colpi di scena che tengono desta l’attenzione del lettore dalla prima all’ultima pagina. Esiste la possibilità, dopo aver subito una grave ingiustizia, di riscattare la propria innocenza? Esiste la punizione per chi a commesso crimini orrendi? Ma è proprio vero che le colpe dei padri ricadono sui figli? Il crimine ha una giustificazione? Queste sono le domande a cui cerca di rispondere l’autrice riuscendoci perfettamente secondo me. Un romanzo che trasuda umanità, che ispira tenerezza che ricorda, per certi versi e per un episodio in particolare (che non posso svelare) “La promessa” di Friedrich Durrenmatt.

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    lalli

    18/07/2008 19.44.50

    DECISAMENTE L'AUTRICE NON E' COME CITA LA COPERTINA LA "MIGLIORE GIALLISTA VIVENTE" MA QUESTO LIBRO SI PUO' LEGGERE...

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