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Francesco Guccini, Loriano Macchiavelli

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
Pagine: 250 p.
  • EAN: 9788804505006

Recensioni dei clienti

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    chiara

    13/05/2012 12.03.42

    Un romanzo avvincente fino alla fine, che unisce una ricca trama con un interessante spaccato di storia dello scorso secolo; chi ha letto anche i precedenti romanzi "Macaronì" e "Un disco dei Platters" conosce le formidabili intuizioni del maresciallo Santovito (forse a volte un po' azzardate); comunque romanzo piacevole e consigliatissimo, come i precedenti.

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    roberto

    24/11/2011 17.43.00

    un libro che come i precedenti ti coinvolge dalla prima all'ultima pagina, su quelle montagne ti sembra di viverci. Alla loro prossima fatica

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    Luka

    28/10/2008 18.14.18

    Un bel libro. Una trama tutta da scoprire, con parecchi momenti d'azione, ma soprattutto, molti momenti di riflessione. Le critiche principali che abbassano il voto del libro sono due: non si capisce quale sia il motivo che spinge Raffaella ad andare in America, e soprattutto quale utilità abbia ai fini della narrazione; in secondo luogo, secondo me, sono stati abbandonati in maniera troppo dura i contatti con il libro precedente (per esempio appare strano che nel libro Stelio non venga citato mai, eppure era un personaggio importante in precedenza). Comunque ne consiglio la lettura, e consiglio anche a certe persone che hanno recensito il libro prima di me, in questa stessa pagina web, di andarci piano con i giudizi negativi, soprattutto quando sono dettati da una immotivata idiosincrasia verso i due autori. Leggete le altre recensioni di questo libro e capirete a chi mi riferisco.

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    Leo Perutz

    09/09/2008 10.08.18

    Con questa "fatica" letteraria sembra non si sia ancora conclusa la esperienza di Guccini e Macchiavelli alle prese con il loro improbabile commissario Santovito, peccato! Si tratta di un romanzetto balneare senza personalita' che riscalda a bagnomaria gli espedienti narrativi, per altro gia' insipidi, utilizzati nei primi capitoli della saga del "maresciallo strano". Un giallo manieristico che ricalca in certi punti la peggiore tradizione fumettistica italiota senza il supporto della grafica. Fatevelo prestare o al piu' cercatelo in qualche bancarella d'usato, poiche' non vale nemmeno un quarto del prezzo di copertina.

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    Giuliopez

    10/07/2008 11.18.22

    Spupendo! Ho letto anche i precedenti, questo forse è il migliore. Un grande intreccio narrativo e come sempre straordinario il maresciallo Santovito. Un libro dove si respirano i profumi dell'appennino, ma anche dei portici di Bologna, dove si vedono i colori dei boschi fra Emilia e Toscana e dove si torna agli anni di piombo... Grazie magnifici!

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    albert80

    21/05/2008 19.22.55

    ho appena terminato di leggere questo splendido romanzo giallo scritto a quattro mani. E' un piccolo capolavoro. Le descrizione dei luoghi e del periodo offrono uno sfondo ed una cornice meravigliosa. Leggetelo!

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    k

    04/10/2007 16.40.31

    Stupendo. Sicuramente il migliore di quelli scritti da Guccini e Macchiavelli. Romantico, ben scritto, avvincente, ma soprattutto, per chi come me vive in un paesino dell'appennino emiliano, assolutamente pertinente e veritiero relativamente al carattere dei "montaneeer" che vengono descritti.

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    Alby

    14/10/2005 09.12.52

    Questo libro lascia incerti fino alla fine, lascia spazio alla pura e semplice immaginazione del lettore.. Grande Guccio

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    Bracardirum

    06/07/2005 19.54.50

    Lo paragonerei a un minestrone dove gli ingredienti per farlo ottimo ci sono tutti, ma sono stati buttati lì a cuocere tutti insieme e chi s'è visto s'è visto. Va a finire che il sapore è una delusione. Si comincia subito coi capitoli intrecciati di vite parallele alla perfida moda americana di molti bestseller e telenovele, un pezzetto qui l'altro quando ricapita, e ad ogni capitolo tocca ritrovare di chi cavolo si tratta e che cavolo stava facendo... In più il soggetto è quasi sempre un LUI o LEI o addirittura una terza persona senza qualifiche né sesso, e devono passare pagine all'interno dello stesso capitolo prima di concludere con un "boh vedremo poi", oppure con un trionfante "ah era quella o quel tale che". La trama invece sarebbe buona se non fosse pasticciata come si è detto, col risultato che anche i personaggi diventano dei puzzle; mentre le ambientazioni e i paesaggi sono la cosa migliore del libro e infatti se ne stanno come in disparte. Mi dispiace dire questo perché come tutti amo il Guccini poeta e cantautore impegnato: ma temo che le trovate siano soprattutto sue, in quanto mi pare che Sarti Antonio e l'assassino, dell'altra coppia Macchiavelli&Toni, si faccia leggere normalmente. Per inciso comincio a trovare ossessiva questa moda delle coppie di scrittori di gialli, che suppongo soltanto mercantile, anche perché finora non se n'è vista neppure una di paragonabile alla mitica coppia Fruttero&Lucentini: non serve certamente ad esercitare al gusto delle letture di livello superiore. Morale, si tratta di una lettura innanzi tutto irritante come trovate (nel senso di raccattate) narrative, e poi è materialmente stancante nel senso che ho detto. Appena sopra il minimo, con rabbia.

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    Silvana

    01/07/2003 17.42.58

    Malinconico, terribilmente malinconico. Eppure bellissimo.

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    Jayne

    01/11/2002 09.30.33

    Mi è molto piaciuto questo romanzo. È il terzo romanzo di questi autori che ho letto e credo sia il migliore. È ben strutturato, l’ambiente è molto vivo e i personaggi sono ben delineati.

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    Bianca

    11/09/2002 17.01.42

    ottimo sotto tutti i punti di vista: Le descrizioni dell'Appennino, l'atmosfera di quegli anni, i sigari del nostro maresciallo...Indimenticabili

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    franz/mn

    14/05/2002 16.19.50

    Il voto lo motivo per la splendida descrizione dell'appennino emiliano. Si tratta di un luogo all'apparenza gentile a due passi da una presunta civiltà cittadina, ma che in realtà nasconde posti inaccessibili ai foresti e che solo con l'aiuto di un carabiniere di paese in pensione potrete visitare. Parte bene con gli anni settanta e il loro "tintinnar di sciabole", il livello scende nel finale. Ottima la figura del marinaio dei Servizi Segreti.

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