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Juan J. Millás

Traduttore: P. Tomasinelli
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2004
Pagine: X-168 p. , Brossura
  • EAN: 9788806168742
Juan José Millás (1946), una delle voci più originali dell'attuale panorama letterario spagnolo, è giornalista e narratore prolifico, del quale in Italia sono già apparsi Il disordine del tuo nome (Cronopio, 1994), L'ordine alfabetico e Non guardare sotto il letto (Il Saggiatore, 2001 e 2002). Racconti di adulteri disorientati nasce, come spiega l'autore nell'introduzione, dalla volontà di riunire in un unico volume una serie di narrazioni già pubblicate separatamente nel corso degli anni sul tema dell'adulterio. Sempre nell'introduzione, significativamente intitolata Adulteri e (ad)uteri , ci viene esposta la peculiare visione dello scrittore rispetto all'infedeltà maschile, vista, contrariamente a quanto si possa pensare, come un desiderio di ritrovare nell'amante la figura della madre e di scomparire al riparo dell'utero materno agognato tutta la vita. Fin dall'inizio del libro, dunque, viene istituito un forte legame fra il tradimento e la morte, spiegato da Millás in questo modo: "Di fatto, quando l'adultero esercita il lavoro proprio del suo ministero, è come se si trovasse all'interno di una tomba, in quanto nessuno sa dov'è". Tale legame viene a essere il filo conduttore di tutta la raccolta, una carrellata di casi esemplari di adulterio, articolati in una trentina di racconti che, seppure narrati in modo estremamente realistico, sconfinano, sul finale, nella più completa surrealtà. I protagonisti sono adulteri per vocazione o per abitudine, tutti immortalati in un momento della loro vita in cui all'orizzonte si profila una crisi innescata da un bisogno di cambiamento o dall'apparizione di fantasmi del passato. Tale crisi conduce inevitabilmente a un bivio che disorienta, a partire dal quale l'esistenza vissuta fino ad allora non potrà più essere la stessa. I casi sono i più svariati, proprio come nella vita reale cui Millás attinge sempre: c'è chi tradisce con il pensiero, innamorandosi di una donna incontrata sull'autobus, chi confonde moglie e amante fino a non riuscire più a distinguerle, chi, grazie alla prima scappatella della sua vita, riesce a fermare il tempo salvo poi vivere ossessionato dal terrore di rompere quell'incantesimo, e chi, dopo tanti tradimenti, cambia identità perché ha perso la fede nell'infedeltà. Il tutto raccontato con una mordace ironia che mette in ridicolo, pur approfondendole, le più disparate debolezze umane, costruendo personaggi anonimi eppure originalissimi, nei quali chiunque potrebbe rispecchiarsi data la varietà degli esempi presentati, e posto che la sarcastica posizione dell'autore sembra non esimere nessuno dall'eventualità dell'adulterio: infatti nel momento stesso in cui leggiamo queste storie "si stanno commettendo nel mondo milioni di adulteri nei luoghi più convenzionali che si possano immaginare".
Natalia Cancellieri

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    Dino

    15/02/2005 14.18.53

    Un libricino dall’argomento interessante e stimolante, ma che presto alla disattenzione e alla noia..un tema svolto poi com molto tecnicismo, e poca trasimissione di emozioni, di conflitti di anime, e di sentimenti scomodi. L’adulterio è una cosa “seria”, e “seriamente” va descritto, e sviluppato, come “seriamente” va vissuto, è una arte, non una collezione…e nella collezione c’è sempre un filo magico, dove l’attore o l’attrice ci si incammina come un funambolo…

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